Diario di un cristiano: La Bibbia è la base per la fede in Dio?

1 dicembre 2017, venerdì

Di recente, in un forum sui temi “La parola di Dio è tutta nella Bibbia?” e “Tutto ciò che è scritto nella Bibbia è parola di Dio?”, ho letto alcune discussioni che hanno coinvolto parecchi credenti. Dopo aver scorso i discorsi, ho capito di aver appreso molto. Diversi dubbi, a cui non avevo mai pensato prima, mi sono diventati assai più chiari attraverso questi scambi di idee. Ho compreso che tale tipo di confronti è di grande beneficio per la crescita della nostra vita e non ho provato nel mio spirito una gioia come questa per molto tempo.

3 dicembre 2017, domenica

Oggi è il giorno del Signore. Il pastore ha predicato: “‘Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me’ (Giovanni 5:39). Il Signore Gesù disse con la Sua stessa bocca che la Bibbia è la Sua testimonianza. La nostra fede in Lui deve, quindi, essere basata sulla Bibbia. Essa è l’unica via che ci consente di conoscere il Signore”.

Riflettendo sulle parole del pastore, avevo la sensazione che in esse si celasse un problema, ma non riuscivo a capire quale fosse. Dopo essere tornata a casa, lessi le Scritture più e più volte. Infine, scoprii che la versione completa dei versetti recita così: “Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita” (Giovanni 5:39-40). Basandomi su un’interpretazione superficiale di tali parole, pensai che il significato di queste Scritture fosse che noi riteniamo che nella Bibbia vi sia la vita eterna e che essa sia la testimonianza di Dio, ma il fatto è che solo Dio può donarci la vita, non la Bibbia. Studiamo la Bibbia in modo da ottenere la vita, ma ignoriamo che è al Signore che dovremmo giungere per conseguirla, questa vita. Pensai a ciò che il Signore Gesù aveva detto: “Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14:6). Il Signore non rese mai testimonianza alla Bibbia in quanto tale. Ma ora la consideriamo in questo modo. Non è che forse la veneriamo troppo? Il nostro credere in Dio deve basarsi sulla Bibbia? Sono confusa.

Diario di un cristiano

5 dicembre 2017, martedì

Rendiamo grazie al Signore! Oggi ho discusso con una sorella se il credere in Dio si debba fondare sulla Bibbia, e la sua condivisione mi è stata di grande beneficio.

Chiese: “La Bibbia esisteva al tempo in cui Noè e Abramo credevano in Dio? Avevano essi fede in Dio in linea con la Bibbia?”. Le sue domande mi lasciarono senza parole. Pensai al fatto che al tempo in cui gli antichi santi credevano in Dio, la Bibbia non esisteva, quindi in realtà essi non credevano in Lui sulla base della Bibbia. In questo caso, su cosa fondavano la propria fede in Lui? Studiando la Bibbia con questa sorella, scoprii che costoro credevano in Dio sulla base della parola di Dio.

Prendiamo per esempio Noè. La Bibbia dice quanto segue: “E Dio guardò la terra; ed ecco, era corrotta, poiché ogni carne avea corrotto la sua via sulla terra” (Genesi 6:12). Quindi Dio disse a Noè di costruire un’arca (vedi Genesi 6:13-21). “E Noè fece così; fece tutto quello che Dio gli avea comandato” (Genesi 6:22). Un altro esempio è Abramo. La Bibbia dice: “Or Jahvè disse ad Abramo: ‘Vattene dal tuo paese e dal tuo parentado e dalla casa di tuo padre, nel paese che io ti mostrerò; e io farò di te una grande nazione e ti benedirò e renderò grande il tuo nome e tu sarai fonte di benedizione; e benedirò quelli che ti benediranno e maledirò chi ti maledirà e in te saranno benedette tutte le famiglie della terra’. E Abramo se ne andò, come Jahvè gli avea detto, […]” (Genesi 12:1-4). Pensai che così tanti antichi santi e profeti di cui si fa menzione nella Bibbia credettero in Dio, sperimentarono la Sua opera e adempirono il Suo incarico sulla base delle Sue parole e sotto la Sua direzione e guida. In confronto a loro, oggi crediamo in Dio secondo la Bibbia, ma la nostra fede in Lui e la nostra conoscenza di Lui non possono essere paragonate in alcun modo con quelle che santi e profeti ebbero. Il loro credere non seguiva la Bibbia e tuttavia è molto migliore del nostro, e la loro fede in Dio va molto al di là della nostra portata. È, quindi, lontana dalla realtà l’affermazione del pastore che la fede in Dio debba basarsi sulla Bibbia.

Sembra che nel nostro credere in Dio dovremmo trovare qualcuno che possieda l’opera dello Spirito Santo e comprenda la verità, e con il quale possiamo comunicare. Altrimenti, è veramente difficile capire la Bibbia e la volontà di Dio!

6 dicembre 2017, mercoledì

Oggi, dopo essere tornata a casa dal lavoro, mi sono accorta che sulla mia pagina Facebook c’era un messaggio per me, lasciato dalla sorella. Dopo averlo aperto, ho visto che lei aveva condiviso ancora sull’argomento di cui avevamo discusso il giorno prima. Quel che testimoniava era molto fresco e si trattava di qualcosa che non avevo mai sentito prima.

Scriveva: “Riguardo alla questione se possiamo davvero conoscere il Signore secondo la Bibbia, condividiamo prima un passaggio delle parole di Dio: ‘Gli Ebrei all’epoca leggevano l’Antico Testamento e conoscevano la profezia di Isaia, secondo cui un bambino sarebbe nato in una mangiatoia. Perché allora, malgrado questa conoscenza, perseguitarono comunque Gesù? Non è per via della loro natura ribelle e per la loro ignoranza dell’opera dello Spirito Santo? A quel tempo, i farisei credevano che l’opera di Gesù fosse diversa da ciò che sapevano del bambino profetizzato; l’uomo di oggi rifiuta Dio perché l’opera di Dio incarnato non è conforme alla Bibbia. Non è forse la stessa identica cosa la sostanza della loro ribellione a Dio? Puoi essere una persona che accetta indiscutibilmente tutta l’opera dello Spirito Santo? […] Dovresti accettare, senza l’esigenza di ulteriore conferma della Bibbia, qualsiasi opera, purché sia dello Spirito Santo, affinché tu creda in Dio per seguirLo, non per esaminarLo. Non dovresti cercare ulteriori prove su di Me per dimostrare che Io sono il tuo Dio. Piuttosto, dovresti discernere se ti reco beneficio; questo è il punto. Anche se hai scoperto molte prove inconfutabili nella Bibbia, ciò non può portarti completamente al Mio cospetto. Sei una persona che vive all’interno dei confini della Bibbia e non davanti a Me; la Bibbia non può aiutarti a conoscerMi, né può approfondire il tuo amore per Me’. Tutti noi sappiamo che il motivo per cui nell’Età della Grazia i farisei crocifissero Gesù Cristo era che essi si attennero strettamente alla Bibbia e non ricercarono né indagarono la nuova opera di Dio. Questo tragico fatto storico ci mette in guardia sul fatto che siamo incapaci di conoscere Dio o la Sua opera se crediamo in Lui solo facendo riferimento alla Bibbia. Ripensiamo al tempo in cui il Signore Gesù giunse per compiere la Sua opera. Gli apostoli che Lo seguirono credettero forse in Lui sulla base dell’Antico Testamento? No, tutti loro cercarono di conoscere Dio facendo riferimento all’opera e alla parola che in quel momento il Signore Gesù esprimeva e secondo l’illuminazione e la guida dello Spirito Santo. Nessuno Lo conobbe e Lo seguì sulla base della Bibbia. Si tratta di un dato di fatto. Pertanto, non possiamo utilizzare solo la Bibbia come supporto per misurare ogni passo della nuova opera di Dio. Ci possiamo servire di essa solo come riferimento, quando indaghiamo sull’opera di Dio. L’elemento più importante per determinare ciò è che ci siano o meno l’opera dello Spirito Santo e la verità. Solo in questo modo possiamo prendere la decisione giusta.

Attualmente le profezie sul ritorno del Signore si sono in sostanza adempiute. Ognuno di noi attende vigile la Sua apparizione. In questo momento storico dovremmo tutti prestare attenzione ad ascoltare la voce di Dio. Non dovremmo attenerci ciecamente alla Bibbia o persino credere dogmaticamente che la fede in Dio debba essere basata su di essa. Perché questo tipo di approccio e punto di vista sono poco saggi. La parola di Dio ci dice: ‘Ai giorni nostri, tutti vogliono trovare nella Bibbia le profezie dell’opera degli ultimi giorni, vogliono scoprire ciò che Dio realizzerà in tale periodo e quali ne saranno i presagi. In tal modo, il loro culto della Bibbia diventa più fervente e, quanto più si avvicinano agli ultimi giorni, tanto più danno fiducia alle profezie bibliche, in particolare quelle riguardanti gli ultimi giorni. Con una simile fede cieca e con una tale fiducia in essa, non hanno alcun desiderio di cercare l’opera dello Spirito Santo. Nelle loro nozioni, gli uomini ritengono che solo la Bibbia possa produrla; che solamente in essa si possano trovare le orme di Dio e siano nascosti i misteri dell’operato divino; ritengono che unicamente la Bibbia, non altri libri o persone, possa chiarire tutto di Dio e la globalità del Suo lavoro, che possa portare l’opera dal cielo alla terra e iniziare e concludere le epoche. Con queste concezioni, le persone non sono propense a cercare l’operato dello Spirito Santo. Indipendentemente da quanto aiuto la Bibbia abbia fornito loro in passato, essa è quindi divenuta un ostacolo per l’ultima opera divina. Senza la Bibbia, le persone possono cercare i passi di Dio altrove, eppure, oggi, i Suoi passi sono contenuti dalla Bibbia; estendere la Sua ultima opera è diventato doppiamente difficile e si tratta di una continua lotta. Tutto ciò è dovuto ai famosi capitoli e detti della Bibbia, come pure alle sue varie profezie’.

Sorella Xiaoyou, Dio ci ha comunicato chiaramente attraverso le Sue parole che nel credere in Lui e nel seguirLo, non dovremmo riferirci ostinatamente alla Bibbia, ma continuare a tener dietro alle orme dell’opera dello Spirito Santo e a ricercare, nella Sua nuova opera e nelle Sue parole, le tracce di Dio. Spero sinceramente che quanto ho condiviso con te possa aiutarti a risolvere le tue perplessità. Che Dio ti benedica!”.

Quel che la sorella aveva condiviso con me era molto profondo. Sebbene la sua testimonianza sia qualcosa che non avevo mai sentito prima, essa è in effetti coerente con i fatti e ha risolto la mia confusione interiore. Ho la sensazione che ci sia un messaggio importante all’interno dei contenuti che lei ha condiviso con me, ma non riesco ancora a capire di cosa si tratti, anche dopo aver letto più volte le sue parole. Non devo lasciar perdere. Domani, quando sarà online, dovrò chiederle maggiori chiarimenti.


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