L’erba infine comprese

L’erba nuova cresceva in uno spazio aperto insieme alle sue compagne. Un giorno fu costruita una casa su questo terreno e furono aperti alcuni negozi di fiori. L’erba, allora, vide tanti bei fiori freschi esposti sugli scaffali dei negozi. I proprietari dei negozi li annaffiavano con cura, li potavano e li nutrivano adeguatamente ogni giorno. Grazie alle cure dei loro padroni, quei fiori divennero ancora più luminosi e belli e quando i clienti venivano a comprarli, venivano avvolti in fogli di carta molto eleganti e poi portati via dai clienti nelle loro braccia.

L’erba guardava questi splendidi fiori ogni giorno e considerando se stessa, così normale e semplice, provava invidia e si sentiva molto depressa. Un giorno l’erba disse a sua madre con tristezza: “Mamma, invidio davvero quei fiori freschi. Non solo sono belli, ma vivono una vita così piacevole. Ricevono sempre cure attente e efficaci e alla fine vengono elegantemente confezionati, mentre io sono così ordinaria e non sono per niente affascinante. Non solo sono esposta al sole, al vento e alla pioggia ogni giorno, ma a volte vengo pure calpestata dai passanti. Perché sono un’erba così umile invece che un bel fiore?”. Sua madre le disse con una voce gentile: “Bambina mia, sei troppo giovane e non sai molte cose. Visto che il Creatore ci ha assegnato questo ruolo, deve esserci un significato e un valore anche nella nostra umile esistenza. Lo capirai quando sarai grande”. L’erba guardò sua madre con perplessità, aspettando con impazienza di crescere.

La vita testarda dell'erba è testimone del dio

Inaspettatamente, venne l’autunno. L’erba si vedeva ingiallire sempre di più, mentre i fiori nelle vetrine dei negozi erano ancora delicati e graziosi. Non solo l’erba non riusciva a chiarire i dubbi che aveva nel cuore, ma, al contrario, i suoi dubbi aumentavano. Sua madre, tuttavia, sorrideva senza dire una parola. Quindi, l’erba non poteva fare altro che aspettare. Non passò molto tempo prima che arrivasse l’inverno. Il terreno era coperto di neve, così pure l’erba e le sue compagne. Un giorno, l’erba vide un mazzo di fiori ben confezionati abbandonati sul ciglio della strada in mezzo alla neve. Un vento pungente staccò le corolle che una volta erano così splendenti. I petali caduti si sparsero per terra con il vento e i gambi furono spezzati, calpestati dai pedoni e ridotti a brandelli dalle auto. Infine, furono gettati nella spazzatura dagli spazzini. In quel momento, qualcosa sembrò scattare nella mente dell’erba…

In un batter d’occhio, arrivò la primavera e l’erba spuntò di nuovo. Con il nutrimento della calda luce del sole e della rugiada mattutina, l’erba divenne ancora più verde e più forte, diventando particolarmente rigogliosa. In primavera, tutti uscirono dalle loro case prive di aria e si sedettero insieme sul prato verde, giocando e divertendosi. Nessuno di loro si meravigliava della vitalità e della leggerezza dell’erba. Un giorno, l’erba sentì un bambino cantare: “L’erba rigogliosa delle pianure, in un anno, appassisce e poi rinasce di nuovo. Il wildfire non la distrugge completamente; poi quando soffiano i venti di primavera, lei rivive”. In quel momento l’erba si guardò e poi alzò la testa per guardare sua madre. “Capisci adesso?” le chiese la mamma sorridendo. L’erba le rivolse un sorriso raggiante.

Spesso noi interpretiamo il ruolo dell’erba nella vita reale. Ci lamentiamo delle ingiustizie della vita, invidiamo una vita lussuosa, desideriamo posizioni prestigiose e sogniamo di vivere una vita facile… Tuttavia, anche se continuiamo a lamentarci, rimaniamo ancora nel percorso predestinato dal Creatore per noi, trascorrendo una vita che sembra del tutto ordinaria. Potrebbe esserci qualcosa di sbagliato nei piani del Creatore? O siamo destinati ad essere ordinari per tutta la nostra vita? Abbiamo spesso dubbi come l’erba. Ma quando l’erba imparò veramente ad aspettare, riconoscere e obbedire alla sovranità e ai progetti del Creatore, alla fine trovò la risposta e il valore della sua esistenza. Quindi credo che quando impareremo ad aspettare, a conoscere e a accettare la sovranità e i progetti del Creatore, scorgeremo anche noi il posto che è stato scelto e programmato da Lui per noi, dietro le nostre vite che sembrano normali e accidentati.

Proprio come dice la parola di Dio: “Tutti gli esseri creati da Dio, compresi quelli in grado di muoversi e quelli non in grado, come uccelli e pesci, come alberi e fiori, e compresi animali domestici, insetti e fiere creati il sesto giorno, erano tutti buoni per Dio e inoltre, agli occhi di Dio, questi esseri, secondo il Suo progetto, avevano tutti raggiunto l’acme della perfezione e avevano raggiunto il livello che Dio desiderava conseguire. Passo dopo passo, il Creatore compì l’opera che intendeva eseguire secondo il Suo progetto. Uno dopo l’altro comparvero gli esseri che Egli intendeva creare, e la comparsa di ognuno era un riflesso dell’autorità del Creatore e una cristallizzazione della Sua autorità e, per via di queste cristallizzazioni, tutte le creature non potevano che essere grate per avere ricevuto dal Creatore tale grazia e tale provvista. Col manifestarsi degli atti miracolosi di Dio, questo mondo si colmò, un po’ per volta, di tutti gli esseri creati da Dio, e caos e tenebre si trasformarono in ordine e luminosità, la quiete mortale in vivacità e vitalità illimitata. Fra tutti gli esseri del creato, dai grandi ai piccoli, dai piccoli ai microscopici, non ve ne era alcuno che non fosse stato creato dall’autorità e dalla potenza del Creatore, e nell’esistenza di ogni creatura vi erano necessità e valore unici e intrinseci. A prescindere dalle differenze di forma e struttura, era sufficiente per loro essere stati creati dal Creatore per esistere sotto l’autorità del Creatore”. Credo che quando apprezzeremo e sperimenteremo nel profondo del nostro cuore tutto ciò che Dio ci ha donato, troveremo certamente il valore della nostra vita e nel momento in cui ne capiremo il senso, avremo anche noi un sorriso ancora più luminoso sui nostri volti, come è accaduto all’erba.

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