Sapevo cosa fare in situazioni spiacevoli

Traduzione di Debora d’Amato

Una sera Lina, dopo aver pulito la casa e aver fatto addormentare (seppure con difficoltà) il figlioletto vivace con le coccole, accende il computer e si collega su Skype per parlare con due sorelle della congregazione.

Lina: Lasciate che vi parli delle mie preoccupazioni. La scorsa notte il nostro negozio è stato svaligiato e per di più ho perso il cellulare, l’ombrello e dei soldi. Anche altri membri dello staff hanno perso degli oggetti, e ultimamente mio figlio è birichino: quando gli parlo non mi ascolta. Prima non si comportava in questo modo. Povera me! Onestamente, in questo momento, mi sento molto confusa.

Susan: Sorella, su cosa sei confusa? Continua e parlacene.

Lina: Ho accettato l’opera di Dio pochi giorni fa. Eppure, non capisco perché stia avendo tutti questi problemi. Perché Dio non mi ha protetto?

Andy: Sorella, è normale essere agitati in queste situazioni, ma non essere triste e non mormorare contro Dio. Qualunque sia il problema, se non riusciamo a capirlo e non lo scrutiamo fino in fondo, è meglio rimanere calmi e dire una preghiera di rassegnazione a Dio. Mai fare cose alla cieca o parlare senza riflettere, potresti cadere negli inganni di Satana.

Lina: Sì? Cadere negli inganni di Satana? Che significa?

Andy: Bene, Susan, parliamone.

Susan: Bene! Grazie Signore! Prima però leggiamo insieme due passi della parola di Dio, così tutto sarà più chiaro.

Susan caricò i due passi sulla chat di gruppo.

Linda e Andy: D’accordo!

Conoscere le parole di Dio e sorridere

Susan: la parola di Dio dice: “In ogni fase dell’opera che Dio compie dentro le persone, esternamente sembra che si tratti di un’interazione tra le persone, come se tutto nascesse da disposizioni o da interferenze umane. Ma dietro le quinte, ogni fase dell’opera e tutto ciò che accade, è una scommessa fatta da Satana davanti a Dio, una scommessa che richiede che le persone rimangano salde nella loro testimonianza di fede a Dio. Considera quando Giobbe è stato messo alla prova, per esempio: dietro le quinte, Satana stava facendo una scommessa con Dio, e ciò che è accaduto a Giobbe era legato alle azioni degli uomini e alla loro interferenza. Dietro ogni passo che Dio compie dentro di voi, vi è la scommessa di Satana con Dio – dietro ogni cosa vi è una battaglia”. “Dio opera, Si prende cura e osserva una persona, e Satana Lo incalza da vicino. Chiunque è favorito da Dio, Satana lo tiene d’occhio, standogli alle calcagna. Se Dio vuole questa persona, Satana farebbe tutto quanto in suo potere per ostacolarLo, utilizzando vari modi malvagi per tentare, tormentare e distruggere l’operato compiuto da Dio al fine di raggiungere il suo obiettivo nascosto. Qual è il suo obiettivo? Non vuole che Dio abbia nessuno; vuole tutti quelli che Dio vuole, per possederli, dominarli e assumerne il controllo perché lo adorino, e commettano azioni malvagie al suo fianco. Non è questo il bieco movente di Satana?

Attraverso le parole di Dio possiamo vedere che quello che ci accade è, in realtà, una battaglia spirituale. Perché nel mondo spirituale Satana, nonostante veda quello che facciamo, e cioè ricercare Dio, accettare la Sua opera ed essere rapiti e portati davanti al Suo trono, non vuole ammettere la sua sconfitta. Perciò egli usa ogni mezzo possibile per raggiungere il suo obiettivo – metterci in situazioni sfavorevoli, come perdere i nostri beni, fare in modo che nostro figlio sia birichino, e così via – in modo da interrompere la relazione che abbiamo con Dio e anzi, parlare contro di Lui, allontanarci da Lui e perdere la Sua salvezza. Guardiamo la storia di Giobbe: aveva un bestiame, tanto grande da occupare una montagna, che gli fu sottratto, mentre i suoi figli furono colpiti da disgrazie. Tutte queste disavventure non erano altro che delle scommesse di Satana con Dio. Satana aveva attaccato e accusato Giobbe di aver perso fede in Dio. In più, gli aveva puntato il dito contro per tormentarlo e indurlo ad allontanarsi e ad abbandonare Dio. Giobbe, tuttavia, non cadde nei tranelli del demonio ma mantenne la sua integrità continuando a testimoniare Dio.

Lina ascoltava con attenzione e annuiva col capo.

Lina: Mi è un po’ più chiaro dopo che ho ascoltato la parola di Dio e le vostre condivisioni. Tutto quello che mi è successo è stato un progetto di Satana che voleva compromettere il mio rapporto con Dio. Dio vuole salvare l’essere umano, Satana invece è sempre pronto a ostacolarlo imponendogli la sua volontà e impedendogli di ricevere la salvezza divina. Quanto è perfido e maligno il demonio!
Andy: Già, e poiché non capiamo la realtà e non riusciamo a comprendere questa battaglia spirituale, è facile cadere nelle insidie di Satana, sotterrarci nei problemi di tutti i giorni e prendercela con Dio.

Lina: Stando a quello che hai detto, dovrei affrontare la questione con più prudenza. Dovrei imparare da Giobbe, senza protestare contro Dio né cedere alla volontà di Satana. Al contrario, dovrei essere una testimone del Signore.

Andy: Grazie Signore! Brava! Approvo!

Susan: È buono avere una certa determinazione. Dovremmo sapere però anche il motivo per cui dubitiamo di Dio e Lo biasimiamo per non averci risparmiato situazioni spiacevoli. Anche questo è un argomento di cui parlare, giusto?

Lina aggrottò le ciglia e rimase perplessa.

Lina: Quale argomento?

Susan: Il fine con cui crediamo in Dio. Per quanto riguarda la questione, capiamo prima perché Giobbe non ha mormorato contro Dio quando si è trovato in quelle disgrazie.

Andy: Io so perché. Lui sapeva che ogni bene posseduto dall’uomo proviene da Dio. Anche la nostra salute proviene da Dio. E a prescindere dal fatto che Egli può dare o togliere, Egli rimane comunque il Creatore, degno delle nostre preghiere e della nostra devozione. Noi essere umani non dovremmo pretendere dal Signore. Proprio come disse Giobbe, “Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno” (Giobbe 1:21).

Susan: Esatto! Da questo possiamo comprendere che Giobbe non cercava favori da Dio. Quello in cui noi crediamo, invece, è credere in Dio in cambio di pace e protezione.

Andy: Quello che hai appena detto mi fa pensare alle parole di Dio che rivelano le nostre visioni in fede. Le invio sul gruppo. La parola di Dio dice: “Le persone considerano il raggiungimento della grazia e il godimento della pace solo come simboli della fede in Dio, e la ricerca delle benedizioni come base di questa fede. Pochissimi cercano di conoscere Dio o di cambiare la propria indole”. “Ti preoccupi solo di vivere nell’agiatezza e che nessuna disgrazia si abbatta sulla tua famiglia, che i venti ti passino accanto, che il tuo viso non sia graffiato dal pietrisco, che le colture della tua famiglia non vengano inondate, di non subire alcun disastro, di vivere nell’abbraccio di Dio, di vivere in una casa accogliente”.

Susan: Sì! La nostra visione, pe quanto riguarda la ricerca della fede, è distorta. Pensiamo che Dio debba concederci grazie e benedizioni, risparmiarci dispiaceri o disgrazie soltanto perché crediamo in Lui. Perciò, quando viviamo momenti spiacevoli, diventiamo cupi e iniziamo a dubitare e a lamentarci. Se non cambiamo questo modo di fare, ogni volta in cui i nostri interessi vengono intaccati sarà facile essere ingannati da Satana, prendersela con Dio invece che con noi stessi, ed essere incapaci di testimoniarLo. Le parole di Dio ci dicono: “Avere fede in Dio non vuol dire solo cercare le benedizioni, ma amarLo e conoscerLo. Attraverso la Sua illuminazione e la propria ricerca, si può nutrirsi e abbeverarsi alla Sua parola, comprendere realmente Dio e provare per Lui un amore vero che proviene dal cuore. In altre parole, l’amore per Dio è del tutto sincero, in modo tale che nessuno possa distruggere oppure ostacolare il tuo amore per Lui. Allora sei sulla strada giusta della fede in Dio, dimostrando che appartieni a Dio, perché il cuore è stato conquistato da Dio e non può quindi appartenere a nessun altro. A seguito della tua esperienza, del prezzo pagato e dell’operato divino, sei in grado di sviluppare un amore spontaneo per Dio. Ti sei dunque liberato dall’influenza di Satana e vivi alla luce della parola di Dio. Solo quando ti sei sottratto all’influenza delle tenebre, puoi ritenere di averLo raggiunto. Devi puntare verso tale obiettivo, nel credere in Dio. Questo è il dovere di ognuno di voi”.

Dunque, noi credenti in Dio dovremmo cercare non solo le Sue benedizioni ma anche la Sua conoscenza, il Suo amore e l’obbedienza nei Suoi confronti. Proprio come Giobbe che, con la sua convinzione in Dio, ha avuto timore di Lui sfuggendo al demonio. Ha pregato Dio non per avere la Sua grazia né tantomeno Lo ha rinnegato per aver vissuto quelle sfortune. Satana, finalmente, ha dovuto riconoscere la sconfitta e ritirarsi nell’umiliazione. Un altro esempio è quello di Abramo, il padre della fede. Credere in Dio significava obbedirGli e, di nuovo, non cercare grazie e favori. Così, quando ad Abramo è stato chiesto qualcosa che andava contro il suo volere, lui ha continuato a obbedire e ad accettare incondizionatamente. Era persino disposto a sacrificare il suo unico figlio, Isacco, e alla fine, è stato la più grande testimonianza di Dio.

Quando ci ritroviamo in circostanze sgradevoli, se riuscissimo a mettere da parte la pretesa di ottenere dei favori, se ci impegnassimo a conoscere e a obbedire a Dio, e se cercassimo di comprendere la Sua volontà in ogni azione, allora Lo conosceremmo sempre di più e avremmo fede in Lui, e proveremmo amore nei Suoi confronti. Un domani, non importa quali tentazioni Satana avrà per noi perché noi non cadremmo. Anzi, saremmo testimoni di Dio senza difficoltà.

Dopo aver detto ciò, Andy e Lina si fermarono a pensare per un attimo.

Andy: Già, è vero. Se il nostro modo di credere in Dio è sbagliato, la conseguenza sarà lamentarci ogni volta perché le cose non vanno come noi vorremmo. Perciò, se in futuro non vogliamo brontolare ma testimoniare quando ci troviamo dinanzi a delle difficoltà, dobbiamo allontanare il nostro approccio sbagliato di ricerca ed entrare invece in una giusta prospettiva di fede. Questo è molto importante. Giobbe e Adamo credevano in Dio non per avere favori ma per conoscerLo e obberdirGli. Infatti, quando si imbattevano in situazioni diverse da quelle desiderate, non protestavano contro di Lui ma Gli rimanevano fedeli e Lo testimoniavano.

Lina: Grazie Signore! Ora mi è un po’ più chiaro. Giusto ora pensavo: quando ho attraversato momenti davvero spiacevoli, quando la mia proprietà è stata derubata e mio figlio non mi ascoltava, nel mio cuore ho dubitato e ho mormorato. Da una parte perché non sapevo che fosse una tentazione di Satana; dall’altra perché ero nella concezione secondo cui credere in Dio significava avere delle benedizioni. Grazie a Dio! Grazie a questa esperienza, ora so riconoscere questi due aspetti e significa tanto per me. Leggerò di più la parola di Dio in futuro e se avrò qualche dispiacere, saprò cosa fare.
Susan: Grazie Signore!

Susan continuò a conversare con loro. Dentro di sé, Lina si convinse: non importa quanto Satana la tenti e la importuni, d’ora in poi lei seguirà Dio non per cercare favori ma per obbedirGli come ha fatto Giobbe, e cercare di comprendere la verità, testimoniarLo e non cedere negli inganni di Satana.

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