Qual è il vero significato dietro il fatto che il Signore Gesù non osservava il sabato?

In passato, quando lessi la Bibbia, “In quel tempo Gesù passò in giorno di sabato per i seminati; e i suoi discepoli ebbero fame e presero a svellere delle spighe ed a mangiare. E i Farisei, veduto ciò, gli dissero: Ecco, i tuoi discepoli fanno quel che non è lecito di fare in giorno di sabato” (Matteo 12:1-2), Pensai tra me e me: perché il Signore Gesù ha permesso ai Suoi discepoli di fare qualcosa al di fuori del sabato, dato che Egli sapeva che i farisei avevano mantenuto leggi e regole? Non sarebbe stato facile per i farisei farsi rispettare e attaccarLo e giudicarLo? Perché, dunque, il Signore Gesù si comportò così? Queste domande mi affollavano la mente.

Un giorno, lessi le parole di Dio, “Quando il Signore Gesù venne, usò le Sue azioni pratiche per comunicare con gli uomini: Dio aveva abbandonato l’Età della Legge e iniziato una nuova opera, che non imponeva l’osservanza del sabato; quando Dio abbandonò le restrizioni del giorno di sabato, questa fu soltanto un’anticipazione della Sua nuova grande opera, che continuò a svolgersi fino in fondo. Quando il Signore Gesù la intraprese, Si era già lasciato alle spalle gli impedimenti dell’Età della Legge e Si era aperto un varco tra le sue regole e i suoi principi. In Lui non c’era traccia di nulla che fosse legato alla legge; Se n’era sbarazzato completamente e non la osservava più, né pretendeva che lo facesse l’umanità. Così qui puoi vedere che il Signore Gesù andò tra le messi il sabato; non si riposò, bensì uscì a operare. Questa Sua azione fece vacillare le concezioni delle persone e comunicò loro che Egli non viveva più sotto la legge e che aveva abbandonato le restrizioni del sabato e Si era manifestato davanti e in mezzo a loro con una nuova immagine, con un nuovo modo di operare. Questa Sua azione disse alle persone che Egli aveva portato con Sé una nuova opera, la quale iniziava discostandosi dalla legge e abbandonando le restrizioni del sabato. Quando Dio svolse la Sua nuova opera, non si aggrappò più al passato né si preoccupò delle regole in vigore nell’Età della Legge. Non fu influenzato neppure dalla Sua opera dell’età precedente, bensì operò come al solito anche di sabato e, quando i Suoi discepoli ebbero fame, poterono cogliere le spighe e mangiarle. Tutto ciò era assolutamente normale agli occhi di Dio. Egli potrebbe avere un nuovo inizio per la maggior parte dell’opera che vuole compiere e delle cose che vuole dire. Una volta che ha un nuovo inizio, non menziona più la Sua opera precedente né la continua. Infatti ha dei principi ben precisi per la Sua opera. Il momento in cui vuole cominciare una nuova opera coincide con quello in cui vuole portare l’umanità in una nuova fase dell’opera e in cui quest’ultima entra in una fase superiore. Se le persone continuano ad agire secondo i vecchi detti o le vecchie regole, oppure continuano ad aggrapparvisi, Egli non commemorerà né elogerà tale comportamento. Questo, perché ha già portato una nuova opera ed è entrato in una nuova fase. Quando Dio inizia una nuova opera, Si manifesta all’umanità con un’immagine, da una prospettiva e in un modo totalmente inediti, cosicché le persone possano vedere diversi aspetti della Sua indole e di ciò che Egli ha ed è. Questo è uno degli obiettivi della Sua nuova opera. Dio non resta aggrappato al passato né imbocca il sentiero battuto; quando opera e parla, non è così proibitivo come immaginano gli uomini. In Lui, tutto è libero ed emancipato, e non esistono proibizioni né restrizioni. Egli porta all’umanità libertà ed emancipazione. […] Qualunque cosa dicano le persone e comunque vedano o valutino la Sua nuova opera, Egli la compirà senza scrupoli. Non si preoccuperà delle concezioni di nessuno né delle dita puntate contro la Sua opera e le Sue parole, e nemmeno di una forte opposizione e resistenza alla Sua nuova opera. Nessuno, nel creato, può usare la ragione umana o l’immaginazione, la conoscenza o la moralità umane per misurare o definire ciò che Dio fa, per screditare, interrompere o sabotare la Sua opera. Essa non ha nulla di proibitivo e non sarà limitata da alcun uomo, da alcuna cosa e da alcun oggetto né sarà interrotta da alcuna forza ostile. Nella Sua nuova opera, Dio è un Re sempre vittorioso, e le eventuali forze ostili e tutte le eresie e le fallacie dell’umanità vengono schiacciate sotto il Suo sgabello. Qualunque nuova fase dell’opera Egli stia svolgendo, deve essere sviluppata ed estesa tra gli uomini, e compiuta senza intralci nell’intero universo finché la Sua grande opera non sia stata completata. Questa è l’onnipotenza e la saggezza di Dio, la Sua autorità e il Suo potere. Così il Signore Gesù poté uscire tranquillamente e operare di sabato, perché nel Suo cuore non c’erano regole né conoscenze o dottrine che provenissero dall’umanità. Ciò che Egli aveva era la nuova opera di Dio e la Sua via, e la Sua opera era la via per liberare l’umanità, per emanciparla e per permetterle di esistere nella luce e di vivere. […]”.

Attraverso le rivelazioni delle parole di Dio, capii che la ragione per cui il Signore Gesù non ha tenuto il sabato scegliendo di proseguire il Suo lavoro in quel giorno, fosse perché voleva dire a coloro che vivevano sotto la legge che Egli aveva posto fine alla vecchia era e portato con Sé nuovo lavoro. Quando Dio inizia l’opera in una nuova era, non si attiene più a vecchi regolamenti o detti, e nemmeno permette alle persone di rimanervi aggrappati. Nel frattempo, Egli, in tale maniera, fa capire agli uomini la Sua indole, che Egli è sempre nuovo mai vecchio. Egli non segue mai le dottrine o un sentiero già battuto. Egli compie la Sua opera in conformità con il Suo piano e i bisogni dell’umanità, senza essere minimamente ostacolato o vincolato da vari regolamenti e dall’immaginazione e le nozioni dell’uomo. Così, il Signore Gesù non si preoccupò affatto delle critiche o se gli uomini avessero visto la Sua nuova opera. Fece il Suo lavoro secondo i Suoi piani come sempre. In Lui, tutto è libero. Si potrebbe affermare che questa azione da parte del Signore Gesù è la vera espressione e rivelazione della disposizione di Dio come anche della manifestazione della saggezza nella Sua opera. i farisei, proprio perché non realizzarono che Dio è un Dio sempre nuovo e mai vecchio, Dio di saggezza e meraviglia, che limitarono Dio alle vecchie regole e dottrine e fecero il possibile per trovare difetti nel Signore Gesù, inoltre, inchiodarono il Signore Gesù alla croce con l’accusa di non seguire le leggi del Vecchio Testamento. Di conseguenza, essi ricevettero la giusta punizione e maledizione da Dio. È chiaro che se l’uomo non conosce la disposizione di Dio e i Suoi principi di lavoro, ma piuttosto verifica sempre la nuova opera di Dio contro la Sua precedente opera, e limita l’opera di Dio ai vecchi regolamenti e dottrine così come alle proprie nozioni e immaginazioni, allora egli facilmente commettere l’errore di delineare e resistere a Dio, e ciò che alla fine lo attende sarà solo l’ira e la punizione di Dio.

In modo simile, come richiesto dalla necessità dell’umanità corrotta, oggi che il Dio incarnato ha compiuto un lavoro approfondito e migliorato sulla base dell’opera del Signore Gesù, esprimendo parole per giudicare, punire e purificare l’uomo, e per mostrare il cammino per raggiungere il cambiamento di indole. Quando alcuni leader religiosi sentono parlare dell’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni, non la trattano con un atteggiamento di ricerca e di indagine, ma invece misurano l’opera di Dio Onnipotente con ogni singola parola della Bibbia. Se corrisponde alle parole della Bibbia, allora la accettano; altrimenti si opporranno e la respingeranno. Nella loro concezione e immaginazione, se Dio arriva ma non viene chiamato Gesù, allora Egli non è il Signore ritornato; se Dio arriva ma non conferisce la Sua sconfinata grazia e benedizioni sull’uomo con la Sua misericordiosa e amorevole indole, allora Egli non è affatto il Signore ritornato. Pertanto, l’uomo definisce l’opera di Dio ancora una volta nella propria nozione e immaginazione, in sostanza, percorrendo il cammino dei farisei. Tuttavia, la nuova opera di Dio non ne viene affatto colpita. Coloro che credono veramente in Dio, cercano Dio e hanno sete del Suo arrivo, tutti escono dalle proprie nozioni e immaginazione e infine incontrano la venuta del Signore con un atteggiamento di ricerca e di obbedienza.

Dai fatti dell’opera di Dio, si può vedere che Dio ha compiuto la Sua opera secondo il Suo piano e la Sua saggezza, sempre. Inoltre, indipendentemente dal modo in cui Dio ha compiuto la Sua opera, è stato tutto per salvare l’uomo, e per liberarlo attraverso la verità, la cosa più benefica per l’uomo. Di conseguenza, non dovremmo definire Dio in base alle nostre conoscenze o restringere Dio entro i nostri pensieri. Invece dovremmo mettere da parte le nostre concezioni per cercare la manifestazione di Dio, solo attraverso la quale possiamo stare al passo con il cammino di Dio e ottenere la Salvezza di Dio. Questo è il senso e la venerazione che dovrebbe avere, per lo meno, l’essere creato nei confronti di Dio.

Le parole di Dio dicono: “L’uomo non dovrebbe definire l’opera di Dio; inoltre, non può definirla. Agli occhi di Dio, l’uomo è più piccolo di una formica, perciò come può comprendere l’opera di Dio? Coloro che dicono costantemente “Dio non opera in questo o in quel modo” o “Dio è come questo o come quello”, non sono forse degli arroganti? Dovremmo tutti sapere che le persone, che vengono dalla carne, sono state corrotte da Satana. È nella loro natura opporsi a Dio e non sono al Suo pari, tantomeno possono offrire consiglio alla Sua opera. Il modo in cui Dio guida l’uomo è opera di Lui Stesso. L’uomo dovrebbe ubbidire e non nutrire una visione del genere, poiché egli non è altro che polvere. Dal momento che proviamo a cercare Dio, non dovremmo sovrapporre le nostre concezioni alla Sua opera affinché Lui le consideri, e non dovremmo neanche utilizzare la nostra indole corrotta per provare a opporci volontariamente all’opera di Dio. Questo non farebbe di noi degli anticristi? In che modo questa gente potrebbe affermare di credere in Dio? Dal momento che crediamo che Dio esista e che desideriamo soddisfarLo e vederLo, dovremmo cercare la via della verità e una via per essere in armonia con Dio. Non dovremmo opporci ostinatamente a Lui; quale bene potrebbe derivare da simili azioni?” “Dio compie le Proprie scelte e ha i Propri piani durante lo svolgimento della Sua opera; inoltre Egli ha i Propri obiettivi e i Propri metodi. Non ha alcun bisogno di discutere l’esecuzione della Sua opera con l’uomo, né di chiedere consigli all’uomo, tanto meno di rendere nota a tutti quanti la Sua opera. Questa è l’indole di Dio e inoltre dovrebbe essere riconosciuta da tutti. Se desiderate assistere all’apparizione di Dio, se desiderate seguire le orme di Dio, allora dovreste per prima cosa trascendere le vostre stesse concezioni. Non dovete domandare a Dio che faccia questo o quello, e men che meno dovresti collocarLo all’interno dei tuoi confini e limitarLo in base alle tue idee. Dovreste invece chiedervi come fare per cercare le orme di Dio, come accettare l’apparizione di Dio, e come sottoporvi alla nuova opera di Dio, ovvero ciò che dovrebbe essere fatto dall’uomo. Dal momento che l’uomo non è la verità e non è in possesso della verità, l’uomo dovrebbe cercare, accettare e obbedire”.


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