Testimonianze di fede – Un insetto non più inferiore

Il sole sorge. Gli insetti nel sottosuolo si stiracchiano e iniziano ad uscir fuori dai loro buchi in cerca di qualcosa da mangiare.

Un piccolo insetto nero di nome A Zhe s’incammina svogliatamente verso la città. Si sente sempre inferiore e infelice per il suo brutto aspetto. Oggi vuole camminare un po’ e fare quattro passi nella città fuori dal villaggio.

La città è davvero prosperosa. L’attenzione di A Zhe viene inconsciamente catturata da una giraffa dal collo lungo, da una vespa con la vita stretta, dal grande e grosso elefante, dalla tigre che appare in tutta la sua maestà, dall’imperioso leone lì su quel cartellone… e più A Zhe li guarda più si rafforza in lui il pensiero che loro siano “forti” e che lui non possa far altro che lodarli. Allora A Zhe fa un respiro profondo, cerca di comprimere lo stomaco, cerca di allungarsi il collo un po’, riempie le sue guance d’aria. Forse facendo così potrà sembrare un po’ più bello… Tuttavia, guardando nel vetro del cartellone, A Zhe vede il suo riflesso diventare sempre più brutto, e via via sempre più minuscolo e oscuro. A Zhe inizia a sospirare e decide di lasciare la città con cuore affranto. Il riposo diventa così un fastidio.

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Lungo la strada verso casa, A Zhe si sente triste e depresso. Non riesce a capire perché gli altri sembrino così belli e perfetti e invece lui no, lui è così brutto e banale. Mentre pensa a questo una canzone meravigliosa giunge alle sue orecchie da una pianta lì vicino. A Zhe fa un balzo e si scosta di poco dalla pianta per vedere, nota uno sciame di insetti che appaiono proprio uguali a lui mentre intonano un magnifico canto insieme, le loro facce sono così radianti e i loro sorrisi sono così gioiosi. Invidiando molto la loro gioia, A Zhe racconta loro il suo problema, desideroso di sapere perché sono così felici.

Loro si dimostrano così comprensivi nei confronti di A Zhe mentre parla con il cuore; dopo averlo ascoltato gli dicono che se sono felici è grazie alla conoscenza della sovranità e dell’ordine del Creatore, per la loro obbedienza al Creatore che ha dato loro la vita e per le loro offerte durante le funzioni. Il Creatore ha detto: “Tutti gli esseri creati da Dio, compresi quelli in grado di muoversi e quelli non in grado, come uccelli e pesci, come alberi e fiori, e compresi animali domestici, insetti e fiere creati il sesto giorno, erano tutti buoni per Dio e inoltre, agli occhi di Dio, questi esseri, secondo il Suo progetto, avevano tutti raggiunto l’acme della perfezione e avevano raggiunto il livello che Dio desiderava conseguire. […] Talvolta qualcuno vedrà un insetto davvero orrendo e dirà: “Quell’insetto è davvero orribile e non è possibile che un essere tanto brutto sia stato creato da Dio; non è possibile che Egli crei qualcosa di così brutto”. Che opinione sciocca! Quello che si dovrebbe dire è: “Anche se questo insetto è brutto, è stato creato da Dio e perciò deve avere un suo scopo particolare”. Nei Suoi pensieri, Dio intendeva assegnare ai vari esseri viventi da Lui creati ogni aspetto possibile e ogni genere di funzioni e di usi, e così nessuno degli esseri creati da Dio era prodotto con lo stesso stampo. Dalla composizione esterna a quella interna, dalle abitudini di vita al luogo occupato, ciascuno è diverso. Le mucche hanno l’aspetto di mucche, gli asini hanno l’aspetto di asini, i cervi hanno l’aspetto di cervi, gli elefanti hanno l’aspetto di elefanti. Sai dire quale sia il più bello e quale il più brutto? Sai dire quale sia il più utile e quello la cui esistenza sia meno necessaria? […] In sintesi, riguardo a tutti gli esseri, l’uomo deve rimettersi all’autorità del Creatore, vale a dire rimettersi all’ordine stabilito dal Creatore di tutte le cose; questo è l’atteggiamento più saggio. Solo un atteggiamento di ricerca e obbedienza alle intenzioni originarie del Creatore è la vera accettazione e la vera certezza dell’autorità del Creatore. È buono per Dio, e allora che motivo ha l’uomo di criticare?”.

A Zhe sembra comprendere quelle parole: tutte le cose sono state generate dal Creatore e sono perfette. Ogni singola vita ha una sua funzione, un suo valore e un significato insito alla sua esistenza. Lui avrebbe dovuto accettare e sottomettersi alla sovranità e all’autorità del Creatore per la sua vita; non avrebbe dovuto più sentirsi depresso e pietoso, né tantomeno competere con gli altri. Tutto è buono agli occhi di Dio, quindi quello che dovremmo fare è vivere al meglio il nostro ruolo e donarLe la funzione che Egli ha stabilito.

Il cuore di A Zhe si rallegra. Lentamente cala la notte. Gli insetti volano gioiosi e A Zhe vola con loro. Ad un tratto ha scoperto che in volo i loro corpi emanano una luce verde che li fa splendere come una piccola lanterna nel silenzio della notte, come piccole stelle luminose.

Quegli insetti sono le lucciole.

La lucciola A Zhe si sente inferiore e irritata perché non appare uguale agli altri animali. Non accade così anche per noi nella vita reale? Quando ci rendiamo conto di non essere intelligenti e scaltri come gli altri, quando scopriamo che brilliamo meno di loro, quando crediamo che non abbia importanza quanto fatichiamo, non avremo mai il successo degli altri… In sintesi, non importa per cosa ci sentiremo meno bravi rispetto agli altri, il nostro atteggiamento sarà sempre come quello di A Zhe, arrivando addirittura a distruggere il nostro cuore, essere passivi e crollare. Ma perché non possiamo anche noi avere la stessa presa di coscienza che ha avuto A Zhe dopo aver sentito la voce del Creatore? Per mezzo dell’autorità del Creatore tutte le cose sono perfette… Il calibro, il carattere e la specialità di ognuno di noi sono diversi dagli altri questo è un miracolo della creazione di Dio. Dio spera che ognuno di noi viva secondo l’ordine del Creatore, tener fede alla nostra funzione e missione, lodare l’onnipotenza di Dio manifestando la Sua gloria.

Se lo facciamo saremmo ancora agitati per non essere uguali agli altri? Certamente no! Perché in quel momento ci renderemo conto che tutto ciò che è stato creato da Dio è buono, e che vivere sotto la Sua autorità, dare un senso alle nostre azioni e manifestare la Sua sovranità — è perfetto.

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