Come i cristiani affrontano la prova di Dio?

Credo che ciascuno di noi cristiani abbia familiarità con la storia di Giobbe narrata nella Bibbia. L’intera sua condotta, nelle prove che si trovò ad affrontare, ha ispirato generazioni e generazioni di cristiani, e ha stabilito un esempio da seguire per tutti noi. Oggi vorrei parlare con voi di una straordinaria qualità che Giobbe rivelò durante le prove: la sua razionalità. Al solo citare il termine razionalità, tutti, credo, ne riconoscono l’importanza, altrimenti non esisterebbe il proverbio “L’impulso viene dal diavolo”. Allora, come possiamo noi cristiani possedere la stessa razionalità di Giobbe? Andiamo adesso a ricercare il cammino da percorrere sulla base della condotta da lui tenuta durante le prove.

Giobbe perse tutti i suoi figli e la sua ricchezza

La Bibbia dice: “Or accadde che un giorno, mentre suoi figliuoli e le sue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore, giunse a Giobbe un messaggero a dirgli: ‘I buoi stavano arando e le asine pascevano lì appresso, quand’ecco i Sabei son piombati loro addosso e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’. Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: ‘Il fuoco di Dio e caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servitori, e li ha divorati; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’. Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: ‘I Caldei hanno formato tre bande, si son gettati sui cammelli e li han portati via; hanno passato a fil di spada i servitori, e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’. Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro a dire: ‘I tuoi figliuoli e le tue figliuole mangiavano e bevevano del vino in casa del loro fratello maggiore; ed ecco che un gran vento, venuto dall’altra parte del deserto, ha investito i quattro canti della casa, ch’è caduta sui giovani; ed essi sono morti; e io solo son potuto scampare per venire a dirtelo’” (Giobbe 1:13-19).

Da questi versetti possiamo vedere che, in un solo giorno, il bestiame di Giobbe, che riempiva le montagne, fu derubato o bruciato fino alla sua distruzione, i suoi servi furono uccisi e tutti i suoi figli vennero schiacciati a morte dalla casa crollata. Queste calamità, come una violenta tempesta, colpirono Giobbe una dopo l’altra, senza alcun preavviso. Anche se non assistiamo a tali scene con i nostri occhi, sulla base di questi racconti biblici non è difficile immaginare quanto esse furono tragiche e orribili. Come estranei, nessuno di noi desidera osservare tragedie di questo tipo, tanto meno sperimentarle. Ma in qualità di vittima di tali calamità, come si comportò Giobbe di fronte a esse?

Come si comportò Giobbe durante le prove?

Nella Bibbia è scritto: “Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: ‘Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; Jahvè ha dato, Jahvè ha tolto; sia benedetto il nome di Jahvè’. In tutto questo Giobbe non peccò e non attribuì a Dio nulla di mal fatto” (Giobbe1:20-22).

Questi versetti forniscono una descrizione fedele di come Giobbe reagì di fronte alle prove, mostrandoci anche le sue aspirazioni e la sua riverenza per Dio. Di fronte a prove così grandi, Giobbe non fraintese Dio o si lamentò di Lui, né Lo abbandonò o riunì i suoi servitori per riconquistare la sua proprietà, affidandosi al suo sangue caldo. Invece, lacerò il suo mantello, si rasò la testa e lodò, poi, il santo nome di Dio. Queste reazioni di Giobbe ci mostrano che la sua razionalità supera quella di qualsiasi altra persona normale. Se ci capitassero prove del genere, sono sicura che nessuno di noi sarebbe capace di comportarsi come fece Giobbe. È possibile che vi siano persone che non si trovino d’accordo con me ed esse potrebbero obiettare: “Dal momento che non abbiamo affrontato queste prove di persona, non è troppo presto per esprimere un simile giudizio?” Bene, in risposta a questa domanda, mi piacerebbe che ricordaste come di solito reagiamo quando nella vita di tutti i giorni ci capitano eventi sfavorevoli: quando perdiamo qualcosa di prezioso o i nostri interessi sono danneggiati, rimuginiamo sempre su quanto avvenuto ed esprimiamo continue lamentele; quando qualcuno dei nostri familiari si ammala, ma non guarisce rapidamente dopo che abbiamo pregato Dio, Lo fraintendiamo e ci lamentiamo di Lui. Ovviamente, la nostra levatura è troppo limitata, persino indegna di essere menzionata, e la nostra razionalità semplicemente non può essere paragonata a quella di Giobbe. Quindi, a questo punto, non credete che la sua razionalità sia molto preziosa e degna della nostra emulazione?

In che modo Giobbe conseguì una razionalità così preziosa?

Ammirando Giobbe per la sua razionalità, alcuni di voi potrebbero chiedersi come egli abbia raggiunto tale caratteristica. Per quanto riguarda questa domanda, una volta lessi un libro da cui ricavai la risposta. Il libro dice: “Le esperienze reali di Giobbe e la sua umanità retta e onesta fecero sì che, quando perse beni e figli, egli attuò le decisioni e le scelte più ragionevoli. Tali scelte ragionevoli erano inseparabili dalle sue ricerche giornaliere e dagli atti di Dio che egli era giunto a conoscere nella sua vita quotidiana. L’onestà di Giobbe gli consentì di credere che la mano di Jahvè Dio governa tutte le cose; la sua fede gli permise di riconoscere la sovranità di Jahvè Dio su tutte le cose; la sua conoscenza lo rese disposto e pronto a obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Jahvè Dio; la sua obbedienza lo rese sempre più autentico nel suo timore di Jahvè Dio; il suo timore lo rese sempre più concreto nel suo rifiuto del male; in definitiva, Giobbe divenne perfetto perché temeva Dio e fuggiva il male; la sua perfezione lo rese saggio e gli donò il massimo della ragionevolezza” (“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II”).

Dopo aver letto queste parole, giunsi a comprendere che fu principalmente grazie ai suoi adempimenti quotidiani e alle azioni di Dio che egli aveva imparato a conoscere durante la sua vita di tutti i giorni, che Giobbe potè comportarsi razionalmente e rimanere saldo nella sua testimonianza nella prova di perdere figli e proprietà. Dai resoconti della Bibbia, possiamo appurare che, nella sua vita quotidiana, Giobbe offriva spesso olocausti, e percorreva la via di Dio, ossia temeva Dio e sfuggiva il male. Non solo egli adorava Dio Stesso, ma mandava anche regolarmente i suoi figli a santificarsi, ricordando loro di non indulgere nei piaceri della vita. Nel frattempo, nella sua esistenza quotidiana, egli prestava attenzione a osservare le azioni di Dio tra tutte le cose, e, attraverso tale comportamento, gradualmente acquisì la conoscenza dell’autorità e della sovranità di Dio, e giunse così a comprendere che la sua grande ricchezza non proveniva dalle sue stesse fatiche, ma era donata da Dio. Il suo timore verso Lui e la sua consapevolezza della Sua autorità gli permisero di rimanere razionale nel corso delle prove: egli non solo fu capace di rendere grazie a Dio per avergliela data, questa grande ricchezza, ma riuscì anche a obbedire quando Egli gliela tolse, e si prostrò ad adorare Dio senza porre condizioni, richiedere ragioni o esporre lamentele.

Quale illuminazione possiamo ottenere dall’esperienza di Giobbe?

Dall’esperienza di Giobbe possiamo imparare che per possedere la sua razionalità, dobbiamo partire da tutto ciò che ci accade nella vita quotidiana. Indipendentemente dalle persone, dagli eventi o dalle cose in cui ci imbattiamo ogni giorno, siano essi di nostro gradimento o no, dovremmo accettarli da Dio, calmarci e pregarLo, per ricercare la Sua volontà nell’averli ordinati e per capire come praticare in un modo che sia in accordo con le Sue richieste. Anche se sul momento non riusciamo a comprendere a fondo la situazione che ci colpisce, dovremmo imparare a ricercare e ad attendere che la volontà di Dio ci sia rivelata. Se praticheremo a questo modo, a poco a poco saremo testimoni di un numero maggiore di azioni di Dio e diventeremo sempre più obbedienti, e ci trasformeremo naturalmente sempre di più in persone dotate di razionalità. In quel momento, anche se potrà capitarci di imbatterci in cose che sono particolarmente incompatibili con le nostre concezioni e immaginazioni, saremo capaci nelle prove di comportarci razionalmente come fece Giobbe, di rimanere saldi nella nostra testimonianza a Dio e, infine, di ottenere le Sue lodi e benedizioni.


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