Vangelo del giorno: Chi è un vero cristiano approvato dal Signore?

Traduzione di Barbara Barozzi

Nel mondo odierno e nel vasto mare dell’umanità, è grazie alla scelta e alle benedizioni del Signore che possiamo avere la fortuna di diventare cristiani. Essere cristiani ci fa sentire gloriosi e orgogliosi. Questa parola, “cristiano”, si riferisce a tutti i credenti che credono, accettano e seguono Cristo dopo che Dio è venuto sulla terra e ha compiuto la Sua opera. È facile capire il significato letterale. Ma in che modo possiamo essere definiti veri cristiani ed essere approvati dal Signore? Secondo me, questo è un problema che affligge molti di noi.

Il Signore Gesù disse: “Io vi dico in verità che non v’è alcuno che abbia lasciato casa, o moglie, o fratelli, o genitori, o figliuoli per amor del regno di Dio, il quale non ne riceva molte volte tanto in questo tempo, e nel secolo avvenire la vita eterna” (Luca 18:29-30). Dopo avere letto le parole del Signore, molte persone hanno concluso che un cristiano preparato e qualificato segue un criterio di devozione, pensando che chiunque accettasse l’incarico del Signore di predicare di più il Vangelo e portare più frutti, o servire il Signore per tutta la vita, predicando, faticando e guidando gli altri fedeli fosse un cristiano devoto, e quindi sarebbero stati definitivamente approvati dal Signore. Tale visione è compatibile con la volontà del Signore? Il Signore disse: “Chi ama padre o madre più di me, non è degno di me; e chi ama figliuolo o figliuola più di me, non è degno di me; e chi non prende la sua croce e non vien dietro a me, non è degno di me” (Matteo 10:37-38). Nel contemplare le parole del Signore, ho inteso che Egli vorrebbe che noi rinunciassimo a tutto per seguirLo. Egli non ci chiede solo di avere comportamenti giusti nei confronti degli altri, ma soprattutto spera che il nostro cuore possa rivolgersi a Lui e che possiamo avere vera fede in Lui. Solo quando abbandoniamo e rinunciamo a tutto ciò che appartiene alla carne e a cui teniamo davvero, perseguiamo la verità, obbediamo alle parole del Signore, e Lo amiamo, possiamo essere approvati dal Signore. Solo queste persone possono essere chiamate discepoli del Signore. Chiaramente, riguardo alla questione di seguire il cammino del Signore e perseguire l’approvazione del Signore, se non riusciremo ad avere una comprensione completa e incondizionata e a percepire il vero significato delle parole del Signore, non comprenderemo bene la volontà di Dio. Nel frattempo basiamo la nostra fede in Dio sulle nostre illusioni e le nostre proprie opinioni, pensando persino di aver seguito la volontà di Dio; crediamo di dover essere approvati e benedetti e ci sentiamo autorizzati a chiedere ricompense a Dio.

Il Signore ci avvertì: “Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiam noi profetizzato in nome tuo, e in nome tuo cacciato demoni, e fatte in nome tuo molte opere potenti? E allora dichiarerò loro: Io non vi conobbi mai; dipartitevi da me, voi tutti operatori d’iniquità” (Matteo 7:22-23). Da queste parole possiamo vedere che molti di coloro che credevano nel Signore si erano impegnati e avevano lavorato per il Signore, e avevano anche fatto molte buone azioni; allora perché il Signore li marchiò come malvagi? La ragione è che il loro agire nascondeva altri scopi e intenzioni, vale a dire che le loro azioni esteriori non venivano compiute per obbedire al Signore e amarLo veramente, ma per trattare con Dio e avere in cambio delle benedizioni del Regno dei Cieli. Proprio come quei farisei ebrei del passato, che di generazione in generazione hanno creduto in Dio e Lo hanno servito, hanno sacrificato tutto per Lui e hanno diffuso la Sua parola. Esteriormente erano devoti e facevano anche molte buone azioni che sono state lodate e apprezzate anche da altri. Tuttavia, nel loro cuore, non amavano la verità ma la fama e lo status, e amavano mettersi al di sopra degli altri ed essere adorati. Il loro operare per il Signore nascondeva altri fini e intenzioni, e si curavano solo dei propri affari! Quando il Signore Gesù venne a svolgere il nuovo lavoro, molte persone seguirono il Signore. Tuttavia, vedendo questa scena provarono odio per coloro che seguivano il Signore, per paura di perdere la fama e la loro posizione nei cuori delle persone, nonché i loro mezzi di sostentamento; cercarono in ogni modo di approfittare della situazione mettendo in giro delle voci e diffamando il Signore Gesù. Non perseguirono la verità, non capirono la volontà del Signore nelle Sue parole e nella Sua opera; invece, condannarono il Signore, resistettero ad Egli e Gli bestemmiarono contro seguendo le proprie idee e immaginazioni. Alla fine furono detestati, rifiutati e accusati dal Signore. Non importa quante buoni azioni avessero fatto esteriormente persone come loro, perché tutte quelle azioni non contavano agli occhi di Dio, ed Egli non ha mai ammesso che loro fossero gli unici a seguire davvero la Sua volontà.

Il Signore disse: “Gesù allora prese a dire a que’ Giudei che aveano creduto in lui: Se perseverate nella mia parola, siete veramente miei discepoli; e conoscerete la verità, e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:31-32). Solo quando cerchiamo, accettiamo e pratichiamo la verità secondo le parole del Signore, tutti i diversi tipi di propositi sbagliati e impurità presenti in noi possono essere gradualmente cambiati e sostituiti. E solo in questo modo possiamo liberarci delle nostre opinioni appartenenti al mondo e alla filosofia della vita, così come delle regole sataniche, affinché le parole di Dio possano diventare i princìpi della nostra condotta e la guida della nostra vita, liberandoci gradualmente dalla schiavitù dei peccati e ottenendo una nuova vita da Dio. Quando conosciamo veramente Dio, possiamo avere una vera fede in Dio e possiamo obbedire e temere Dio. A questo punto, il nostro lavorare, predicare e spenderci per il Signore sarà approvato dal Signore. Proprio come disse il Signore Gesù: “Gesù rispose loro: In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo del peccato. Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figliuolo vi dimora per sempre” (Giovanni 8:34-35).

Pietro, il discepolo del Signore Gesù, è proprio l’esempio che dobbiamo seguire. Pietro fu in grado di abbandonare tutto per seguire il Signore. Fin dall’inizio, egli lavorò e lavorò duramente per il Signore con entusiasmo, poi si concentrò sempre più sull’ascolto degli insegnamenti del Signore e mise in pratica le Sue parole. Sebbene Pietro commise alcuni atti indegni e a volte si rivelò debole, come quando rinnegò il Signore tre volte, da allora poté veramente riflettere su se stesso e avere rimpianti sinceri. Egli imparò la lezione del fallimento e continuò a progredire e cambiare nella sua attitudine verso la vita. Nel corso delle sue esperienze Pietro ebbe una conoscenza sempre più profonda del Signore; allo stesso tempo comprese a fondo i lati di sé che erano legati alla carne e ai peccati, e lui li odiò. Fin dall’inizio, Pietro si prodigò in buone azioni apparenti. A poco a poco egli cambiò, la sua fede e il suo amore per il Signore divennero sinceri e realizzò una vita di obbedienza a Dio. Alla fine, venne martirizzato per ripagare l’amore di Dio e renderNe grande testimonianza, ottenendo così la Sua promessa e le Sue benedizioni. Pietro fu posto come esempio per i discendenti. Dalle esperienze di Pietro emerge come Dio ami e benedica coloro che perseguono la verità e la vita. Se perseguiamo la verità e cerchiamo di conoscere Dio e darne una bella testimonianza come fece Pietro, otterremo sicuramente la promessa e le benedizioni di Dio e diventeremo ciò che secondo il cuore di Dio è un vero cristiano.

Autore: Li Xin

 

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