Con Dio al mio fianco, non sono più preoccupata per i soldi

Una volta incontrai uno dei miei client abituali, che mi disse: “Wow, hai davvero un aspetto diverso. In passato lavoravi giorno e notte per guadagnare di più, parevi uno zombie. Ora, invece, la tua attitudine mentale è cambiata di netto. Come hai fatto?”. Quando sentii queste parole, ringraziai Dio in cuor mio e le lacrime iniziarono a scendermi lungo le guance. Le scene del mio passato mi scorrevano nella mente, una dopo l’altra.

La lotta per scrollarmi di dosso la povertà

I miei genitori non sono istruiti e non avevano imparato nessun mestiere, perciò la mia fu una dura infanzia. Poiché eravamo così poveri, i miei vestiti erano sempre pieni di toppe e i miei compagni di classe mi prendevano in giro, mi denigravano, e per questo il mio giovane cuore soffriva molto. Per sfamare la famiglia, mio padre spesso lavorava come conducente di risciò, mentre mia madre in inverno vendeva tofu dall’alba al tramonto, quando la temperatura raggiungeva i -20 °C, e spesso diventava nero-bluastra per il freddo, ma comunque non riusciva a guadagnare molto. Lo spettro del denaro li tormentava, erano sempre preoccupati, sull’orlo della disperazione. Vedere tutto ciò mi faceva soffrire, perciò pensai: “Da grande sarò meglio di tutti gli altri, farò un sacco di soldi e farò in modo che i miei genitori abbiano una vita migliore”.

Dopo essermi diplomata alla scuola media, lasciai casa per lavorare. Lavorai come lavapiatti, cameriera in un ristorante, e in seguito divenni un’operaia in una fabbrica di scarpe. Per guadagnare di più lavoravo tantissimo, ogni giorno, a volte anche per 15 o 16 ore. Il lavoro mi esponeva alla colla tossica e, per giunta, faceva molto caldo in fabbrica, perciò dopo qualche tempo iniziai a soffrire di capogiri e notai che qualcosa non andava col mio senso dell’olfatto; tuttavia, per continuare a guadagnare, strinsi i denti e perseverai. Inoltre, per risparmiare mi vestivo in modo dimesso e mangiavo cose molto semplici. Eppure, anche così, alla fine dell’anno non avevo risparmiato molto. Contare i soldi che avevo mi faceva salire l’ansia: se avessi continuato in quel modo, quando sarei stata in grado di condurre una vita migliore di quella degli altri?

Proprio quando pensai che il mio futuro sarebbe stato squallido, vidi per caso un istituto tecnico che aveva aperto le iscrizioni per nuovi studenti, così mi iscrissi al corso di massaggio. Studiando sodo, diventai una massaggiatrice professionale e iniziai a lavorare in un grande centro massaggi. Lì c’erano molti addetti, perciò la competizione era spietata. Per tenermi stretti i miei clienti, dovevo massaggiare ognuno di loro usando tutta la mia forza. Io, però, ero minuta ed esile, e alla fine della giornata ero talmente esausta da non riuscire ad alzare le braccia. Tuttavia, per poter guadagnare più soldi, non persi mai un giorno di lavoro. Inoltre, coprivo i turni dei colleghi che non potevano andare al lavoro nei giorni in cui io ero di riposo: anche se era a mezzanotte, andavo e non mi facevo scappare nessun cliente. Il lungo periodo di privazione del sonno e dieta irregolare mi portò la gastroenterite, perciò spesso sentivo dolore al petto quando respiravo. A volte, le mani mi facevano così male che non riuscivo nemmeno a reggere le bacchette per mangiare; altre volte mi doleva tutto il corpo, tanto da non riuscire a prender sonno. A causa di tutti questi malesseri soffrivo in modo indicibile. Ad ogni modo, al pensiero del mio conto in banca che lievitava sempre più ogni mese, mi sentivo comunque felice e pensavo che ne valesse la pena, perché mi sembrava di essere sempre più vicina a una vita migliore.

Grazie al mio lavorare giorno e notte così duramente riuscii a risparmiare qualcosina. Iniziai a frequentare saloni di bellezza, andavo a caccia di ristoranti di lusso, compravo anche vestiti e borse di marche famose. Conducevo la vita che desideravo, migliore di quella di tanti altri, e mia madre non doveva più lavorare duramente. Quando tornai a casa a trovare famiglia e amici, fui molto orgogliosa dell’ammirazione dimostrata da tutti. In seguito, quando venivo a sapere che alcuni di loro avevano comprato una macchina o una casa in città, non volevo restare indietro e così compravo anche io una nuova casa lì in zona. I miei anni di duro lavoro avevano finalmente dato i loro frutti: avevo una vita in cui potevo permettermi beni di lusso, il rispetto e l’ammirazione degli altri. Tutto ciò mi rendeva ancora più sicura della mia convinzione che il denaro è tutto, e che senza denaro non si possa fare niente.

Qualche anno dopo, ripianificai il mio futuro e decisi che avrei usato i miei risparmi per avviare una piccola attività nella mia città natale. Solo allora mia madre mi disse che tutti i miei risparmi erano andati perduti per colpa di un’attività che aveva gestito un tempo con degli amici. La notizia mi colpì come un fulmine a ciel sereno, tanto che volevo morire. Mi lamentai moltissimo, in cuor mio: “Anni di risparmi accumulati con grande sforzo, andati in fumo. Cosa dovrei fare in futuro? Come sopravviverò senza soldi?”. In quel periodo non volevo né mangiare, né parlare. Mi sentivo depressa e il mio cuore era colmo d’angoscia. Mia madre, che era sempre stata molto espansiva, soffriva per la situazione e divenne taciturna. Dopo un periodo di abbattimento, decisi di rimettermi in piedi e ricominciare da dove avevo lasciato. Mi incoraggiai, dicendomi: “Finché la collina è verde, ci sarà legna da ardere. Sono ancora giovane: far altri soldi!”. Da quel momento lavorai ancora più duramente di prima, e non tornai a casa per due anni, per paura che ciò potesse rallentare i miei guadagni.

due cristiane leggono la parola di Dio

Persa nel vortice del denaro, la salvezza di Dio scese su di me

Un giorno, mia madre mi telefonò felice per dirmi che aveva una buona notizia e mi chiese di tornare a casa. Perciò, chiesi al mio capo un permesso di un mese. Quando arrivai a casa, mia madre sembrava una persona completamente diversa: sorrideva di più, aveva un’attitudine positiva e anche il suo atteggiamento mentale era più positivo. Ero curiosa di sapere come fosse cambiata tanto in quei due anni. Quando glielo chiesi, lei mi disse che aveva accettato il Vangelo del Regno di Dio: era stata la parola di Dio a cambiarla.

Il secondo giorno, le sorelle della Chiesa ci fecero visita per predicare il Vangelo anche a me. Mi dissero: “Dio creò i cieli, la terra, tutte le cose e noi esseri umani. Tutto ciò che ci circonda ci è stato fornito da Dio. All’inizio, Dio mise i nostri antenati, Adamo ed Eva, nel Giardino dell’Eden, dove vivevano una vita priva di preoccupazioni. In seguito, però, essi furono attratti e corrotti da Satana, e così Dio li cacciò dal Giardino dell’Eden. Da allora, noi esseri umani abbiamo dovuto sostenere le nostre famiglie col sudore della fronte. Poiché i nostri cuori si sono allontanati da Dio, e abbiamo vissuto sotto l’inganno e la corruzione di Satana, non sappiamo come condurre una vita degna e significativa, abbiamo in mente solo il denaro e altri desideri superficiali. Pertanto, le persone di oggi conducono tutte una vita miserevole e stancante. A dire il vero, il denaro che uno possiede nella vita viene deciso dalla sovranità e dalle disposizioni di Dio”. Dopo aver ascoltato il loro discorso, pensai che fosse innovativo e ragionevole. Ricordo che mia madre diceva spesso: “Il destino dell’uomo è deciso da Dio”, perciò anche io credevo in un Dio che governa il nostro destino. Inoltre, pensai tra me e me: “Il mio sogno era di guadagnare soldi per vivere una vita felice, e per realizzarlo ho lavorato duramente. Tuttavia, per colpa dell’investimento sbagliato di mia madre, ho dovuto ricominciare da capo. Ciò mi fa capire davvero non possiamo controllare il nostro destino”. Prima di andarsene, mi diedero una copia di “La Parola appare nella carne”, dicendomi di leggerlo e di pregare Dio in qualunque circostanza.

In quel periodo, mia madre mi guidò nella lettura delle parole di Dio e mi insegnò a cantare gli inni ogni giorno. Era una vita davvero piacevole, mi sentivo stabile e in pace con lo spirito. Pertanto, dissi a mia madre di credere in Dio con sincerità. Io, però, che ero ancora giovane, volevo prima fare un po’ di soldi, e poi avrei di certo creduto in Dio con lei. Il mio mese di permesso passò molto velocemente, e io tornai a lavorare come un mulo. Poiché non avevo compreso abbastanza verità ed ero decisa a riguadagnare i soldi che gli altri avevano sottratto a mia madre con l’inganno, a poco a poco accantonai il mio credere in Dio. Una mattina mi svegliai e sentii un dolore acuto al braccio sinistro: mi accorsi di non riuscire a muoverlo, non potevo nemmeno muovere le dita o raddrizzare il pollice. Mi spaventai e mi recai di fretta in tutti gli ospedali della città, piccoli o grandi che fossero. Purtroppo, però, il mio malessere non passava. Il dolore mi tormentava e non riuscivo nemmeno a dormire la notte, potevo solo camminare avanti e indietro fino all’alba. Non avevo altra scelta che smettere di lavorare e tornare a casa per riposare un po’.

Tornai a casa e, il momento che vidi mia madre, iniziai a piangere. Le chiesi: “E se restassi disabile per il resto della mia vita? Come farò a fare soldi?” Sentendomi dire certe cose, si mise a piangere anche lei e mi rispose: “Figlia mia, tutto ciò sta succedendo per colpa del denaro. Per guadagnare tanto e vivere una vita felice, ho investito i risparmi che avevi messo da parte con grande sacrificio, ma la mia scelta è risultata in una semi-rovina finanziaria. In questi anni hai lavorato sodo per fare ancora più soldi, ma ad una così giovane età hai già tutti questi problemi di salute. In verità, il denaro è solo un’esca che Satana usa per intrappolarci in un vortice di ricerca della ricchezza che altro non fa se non nuocerci”.

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