I comandamenti

(Matteo 22:37-39) E Gesù gli disse: Ama il Signore Iddio tuo con tutto il tuo cuore e con tutta l’anima tua e con tutta la mente tua. Questo è il grande e il primo comandamento. Il secondo, simile ad esso, è: Ama il tuo prossimo come te stesso.

Quando Dio Si incarna e vive tra gli uomini, quale sofferenza sperimenta nella carne? Qualcuno lo capisce davvero? Alcuni dicono che soffra enormemente e, sebbene sia Dio Stesso, le persone non capiscono la Sua essenza e Lo trattano sempre come un essere umano, cosa che Lo fa sentire addolorato e offeso. Sostengono che la Sua sofferenza è veramente grande. Altri dicono che Dio sia innocente e senza peccato, ma che patisca la stessa sofferenza degli uomini e subisca la persecuzione, la calunnia e le umiliazioni insieme a loro; affermano che Egli sopporta anche i malintesi e la disobbedienza dei Suoi seguaci. La Sua sofferenza non si può misurare davvero. Sembra che voi non comprendiate veramente Dio. In realtà, la sofferenza di cui parlate non conta come vera sofferenza per Lui, perché ce ne sono di ben peggiori. Allora che cos’è la vera sofferenza per Dio Stesso? Che cos’è la vera sofferenza per Dio incarnato? Per Lui, il fatto che l’umanità non Lo comprenda non conta come sofferenza, e nemmeno il fatto che le persone abbiano delle idee errate su di Lui e non Lo vedano come Dio. Spesso, tuttavia, gli uomini ritengono che Egli debba aver subito una grande ingiustizia, che nel periodo in cui Si incarna non possa mostrare la Sua persona all’umanità e permetterle di vedere la Sua grandezza, e che Si nasconda umilmente in una carne insignificante, perciò deve essere stato atroce per Lui. Le persone si prendono a cuore ciò che possono capire e vedere della sofferenza di Dio, Gli impongono ogni genere di compassione e spesso addirittura Ne lodano un poco il dolore. In realtà c’è una differenza, un divario, tra quello che esse capiscono della sofferenza di Dio e quello che Egli sente davvero. Vi dico la verità: per Dio, a prescindere che si tratti dello Spirito di Dio o del Dio incarnato, quella sofferenza non è vera sofferenza. Che cosa patisce veramente, allora? Parliamo della Sua sofferenza soltanto dalla prospettiva di Dio incarnato.

Quando Dio Si fa carne, diventando un individuo medio e normale, vivendo tra gli uomini, fianco a fianco con loro, non riesce a vedere e a percepire i loro metodi, le loro leggi e le loro filosofie di vita? Questi metodi e queste leggi di vita come Lo fanno sentire? Prova disgusto in cuor Suo? Perché dovrebbe provarlo? Quali sono i metodi e le leggi di vita dell’umanità? In quali principi sono radicati? Su cosa si basano? I metodi, le leggi di vita eccetera del genere umano vengono creati in base alla logica, alla conoscenza e alla filosofia di Satana. Gli esseri umani che vivono osservando leggi di questo tipo non hanno alcuna umanità e alcuna verità; sfidano tutti la verità e sono ostili a Dio. Se diamo un’occhiata alla essenza di Dio, vediamo che è l’esatto contrario della logica, della conoscenza e della filosofia di Satana. È piena di giustizia, di verità e di santità, e di altre realtà di tutte le cose positive. Dio, che possiede questa essenza e vive tra uomini simili, che cosa prova nel Proprio cuore? Quest’ultimo non è colmo di dolore? Il Suo cuore soffre, e questa sofferenza non può essere compresa o avvertita da nessuno. Perché tutto ciò che Egli affronta, incontra, sente, vede e sperimenta è la corruzione e la malvagità degli uomini, la loro ribellione e resistenza alla verità. Tutto ciò che viene dagli esseri umani è la fonte della Sua sofferenza. In altre parole, poiché la Sua essenza non è uguale a quella degli uomini corrotti, la loro corruzione diventa la fonte della Sua sofferenza più grande. Quando Dio Si fa carne, è in grado di trovare qualcuno che condivida con Lui un linguaggio comune? Non tra gli uomini. Non si riesce a trovare nessuno che sia capace di comunicare, di avere questo scambio di opinioni con Lui. Secondo te, che tipo di sentimento prova Dio in queste circostanze? Le cose di cui le persone discutono, le cose che amano, che cercano e che desiderano hanno tutte a che fare con il peccato, con le inclinazioni maligne. Quando Dio assiste a tutto questo, non è come se ricevesse una coltellata al cuore? Di fronte a queste cose, potrebbe provare gioia nel Proprio cuore? Potrebbe trovare consolazione? Coloro che vivono con Lui sono esseri umani pieni di ribellione e di malvagità. Come potrebbe il Suo cuore non soffrire? Quanto è davvero grande questa sofferenza, e chi se ne preoccupa? Chi ci fa caso? Chi potrebbe capirla? Le persone non hanno modo di comprendere il cuore di Dio. La Sua sofferenza è qualcosa che esse sono particolarmente incapaci di comprendere, e la loro freddezza e insensibilità la rendono ancora più profonda.

Ci sono persone che spesso provano compassione per la situazione di Cristo, perché un versetto della Bibbia recita: “Le volpi hanno delle tane e gli uccelli del cielo dei nidi, ma il Figliuol dell’uomo non ha dove posare il capo”. Quando gli uomini sentono queste parole, le prendono a cuore e credono che questa sia la più grande sofferenza sopportata da Dio e da Cristo. Orbene, esaminando la questione dalla prospettiva dei fatti, è veramente così? Dio non crede che queste privazioni siano sofferenza. Non ha mai protestato contro l’ingiustizia delle difficoltà della carne, e non ha mai costretto gli esseri umani a ripagarLo o a ricompensarLo con qualcosa. Tuttavia, quando osserva il tutto dell’umanità, la vita corrotta e la malvagità degli uomini corrotti, quando vede che l’umanità è nelle grinfie di Satana, che è sua prigioniera e non riesce a fuggire, che le persone che vivono nel peccato non sanno cosa sia la verità, non riesce a tollerare tutti questi peccati. Il Suo disgusto verso gli uomini aumenta ogni giorno, ma Egli deve sopportare tutto questo. È questa la Sua grande sofferenza. Egli non può nemmeno esprimere completamente la voce del Suo cuore o le Sue emozioni tra i seguaci, e nessuno di loro riesce davvero a capire la Sua sofferenza. Nessuno prova neppure a comprendere o a confortare il Suo cuore, che patisce questa sofferenza giorno dopo giorno, anno dopo anno, volta dopo volta. Che cosa deducete da tutto questo? Dio non chiede nulla agli uomini in cambio di ciò che ha dato, ma a causa della Propria essenza non può assolutamente tollerare la loro malvagità, la loro corruzione e il loro peccato, bensì prova un profondo odio e disgusto, e questo fa sì che il Suo cuore e la Sua carne patiscano una sofferenza infinita. L’avevate capito? Molto probabilmente no, perché nessuno di voi è in grado di comprendere veramente Dio. Pian piano, nel tempo, potrete sperimentare tutto questo da soli.

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