Inspirational Christian Stories-Let Go of Yourself and Be Open to Different Voices

Traduzione di Thea Marazzita

C’era una grande mamma gufo di nome Dada nella foresta. Dopo aver dato alla luce cinque piccoli graziosi gufi, Dada decide di trovare un nido più grande per farli crescere più sani e più felici, scegliendo così l’albero più grande nel profondo della foresta.

Benben, un suo amico, le suggerisce di non scegliere quell’albero come nuova casa, perché là sotto vive una volpe maschio. Nella foresta, è molto pericoloso avere una volpe come vicino di casa. Dada però non si cura del consiglio di Benben, pensando che comunque la volpe viveva in basso, mentre loro sarebbero stati in cima all’albero.

Benben allora le dice: “Se vuoi proprio traslocare in quell’albero, almeno scegli il buco sulla destra, che è più lontano dalla tana della volpe e più nascosto. Sarà più sicuro per i tuoi bimbi”. Ma Dada, ancora una volta, ignora il suggerimento di Benben: il lato sinistro è più soleggiato e spazioso…perché dovrebbe scegliere il lato peggiore? Alla fine, Dada si trasferisce sul lato sinistro con i suoi bimbi.

In una notte di tempesta, Dada esce in cerca di cibo e tarda a tornare; i piccoli, impazienti, mettono fuori le loro testoline per cercare la mamma. Nessuno di loro, però, nota la volpe che aspetta con l’acquolina in bocca proprio ai piedi dell’albero.

Una folata di vento improvvisa investe il nido, spazzando via i piccolini, i quali cadono proprio davanti alla volpe, che li guarda con occhi luccicanti di crudeltà.

Comprensibilmente, quando Dada rientra e scopre che i suoi bambini sono diventati la cena della volpe, è molto pentita di esser stata così arrogante e presuntuosa, atteggiamento che l’ha portata a rifiutare il suggerimento di Benben e che ha contribuito alla tragedia.

La Bibbia dice: “Questo è un male fra tutto quello che si fa sotto il sole: che tutti abbiano una medesima sorte; e così il cuore dei figliuoli degli uomini è pieno di malvagità e hanno la follia nel cuore mentre vivono; poi, se ne vanno ai morti” (Ecclesiaste 9:3). “Il nome del superbo insolente è: beffardo; egli fa ogni cosa con furore di superbia” (Proverbi 21:24).

Nella vita reale, molte volte siamo proprio come Dada: dominati dalla nostra natura arrogante, rifiutiamo o non ci curiamo dei punti di vista degli altri, se sono in contrasto con i nostri. Non ci soffermiamo mai a pensare se i loro consigli siano ragionevoli o giusti. Se ciò che dicono è corretto, ma noi non riusciamo a liberarci della nostra arroganza e vanità e ad accettarlo umilmente, alla fine soffriremo come Dada.

Dio dice, “Poiché chiunque s’innalza sarà abbassato, e chi si abbassa sarà innalzato” (Luca 14:11). “Ora è essenziale che impari come obbedire a ciò che è giusto e a ciò che viene dalla verità e che si conforma a essa; in questo modo cammini e ti eserciti nell’obbedienza verso Dio. …Se obbedirai, cercherai, pregherai di più, ti ritirerai nel tuo spirito e poi verrai dinanzi a Dio, la tua condizione interiore cambierà senza che tu te ne accorga”. Dio accetta coloro che sanno essere umili e ascoltare i giusti suggerimenti. Più siamo disposti ad essere umili, più Dio sarà felice di noi e le persone ci ameranno e rispetteranno. Ma il punto di vista dell’uomo corrotto è questo: essere onorati e considerati grandi è un successo, mentre sottomettersi agli altri è un disonore. Perciò, essendo la nostra natura corrotta da questo pensiero, essa è diventata arrogante e supponente. Diamo importanza solo a noi stessi, siamo supponenti e presuntuosi, e non ci piace siano gli altri ad avere il controllo. In realtà, ascoltare un consiglio giusto con umiltà non è manifestazione di incompetenza e ignoranza: anzi, è la condizione fondamentale per il progresso.

La nostra abilità, per quanto elevata, è comunque limitata. Come dice il proverbio cinese “Molte mani rendono leggero il lavoro”, possiamo fare grandi progressi solo se siamo in grado di ascoltare i giusti suggerimenti e di imparare dai punti di forza degli altri, per compensare le nostre debolezze.

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