Studi biblici: il significato dell’istituzione della Cena del Signore Gesù

Prima di essere crocifisso, il Signore Gesù ha istituito la Sua cena. Il Signore usò il pane e il calice come simboli del Suo corpo e sangue, e chiese ai Suoi discepoli di mangiarne e berne. Qual’era la volontà del Signore Gesù nel fare questo? Qual’era il significato?

È registrato nella Bibbia, “E mentre mangiavano, Gesù prese del pane; e fatta la benedizione, lo ruppe e lo diede loro e disse: Prendete, questo è il mio corpo. Poi, preso il calice e rese grazie, lo diede loro, e tutti ne bevvero. E disse loro: Questo è il mio sangue, il sangue del patto, il quale è sparso per molti. In verità io vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino a quel giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio” (Marco 14: 22-25). Da quel momento in avanti, osservare il Giovedì Santo, prendendo l’eucarestia e spezzando il pane, è diventato uno dei rituali più importanti del Cristianesimo. Per i Cristiani questo è il Giorno del Signore, un giorno in cui viene ricordato il Signore. Oppure è chiamato la liturgia della Domenica, un giorno per loro in cui adorare il Signore.

Il significato dell’istituzione della Cena del Signore Gesù

Nei primi anni 80 ero una bambina e spesso partecipavo alle funzioni con mia madre. Ai soliti gruppi di preghiera e di lettura della Bibbia non riuscivo a comprendere i sermoni o la Bibbia. Ma mi piaceva semplicemente andare alla celebrazione dell’Eucarestia tutte le domeniche. Anche se non potevo prendere la comunione, mangiare il pane o bere il calice, perché non ero battezzata. Ogni volta che cantavano l’inno “Questa notte in cui Gesù fu tradito” avrei pianto con loro. La Bibbia registra, “[…] cioè, che il Signor Gesù, nella notte che fu tradito, prese del pane; e dopo aver reso grazie, lo ruppe e disse: Questo è il mio corpo che è dato per voi; fate questo in memoria di me. Parimente, dopo aver cenato, prese anche il calice, dicendo: Questo calice è il nuovo patto nel mio sangue; fate questo, ogni volta che ne berrete, in memoria di me” (I Corinzi 11:23-25). Nel frattempo, le scene della crocifissione del Signore Gesù, che mi aveva raccontato spesso mia madre, si ripetevano nella mia mente. Sapevo che era il Signore Gesù ad aver redento tutti gli uomini e il Suo sangue prezioso è divenuto l’offerta per il peccato dell’uomo. Così, noi uomini tutti siamo stati perdonati dai peccati e non siamo stati giustiziati dalla legge. E se commettiamo peccato, finché pregheremo, confesseremo e ci pentiremo al Signore, ci verrà perdonato.

Mia madre mi diceva spesso: “come cristiani dobbiamo commemorare ogni settimana lo spezzare il pane e il bere dal calice. Non solo per ricordare il Signore, ma, ancora più importante, se non spezziamo il pane o beviamo il vino non avremo niente partecipazione al Signore. Inoltre, coloro che commettono peccato e non si pentono entro una settimana sono impuri e non possono spezzare il pane o bere del calice. Altrimenti contaminerebbero il corpo del Signore e offenderebbero Dio”. Una volta ho sentito mia madre dire, “In un’occasione, un fratello si fece avanti per prendere la comunione. Ma, appena protese la mano verso il piatto svenne sul pavimento e schiumò dalla bocca. Andammo tutti nel panico, ci inginocchiammo per pregare e confessarci al Signore. Dopo ciò, il fratello riprese conoscenza e confessò i suoi peccati davanti al Signore. Sapevamo che in quella settimana non solo aveva rubato raccolti di un non credente con cui aveva litigato, ma aveva anche odiato e maledetto il non credente nel suo cuore. Capimmo anche che lo Spirito Santo stava salvaguardando la santificazione del Giorno del Signore. Questo incidente ci fece avere un certo timore di Dio. In seguito, in ogni Giorno del Signore, chiunque avesse peccato avrebbe confessato volontariamente entro una settimana e non avrebbe preso il pane o bevuto il vino dal calice. Sarebbero stati da parte pentendosi al Signore in lacrime”.

Prima che me ne rendessi conto, arrivò il 1992. Dopo aver lasciato la scuola, lavorai in città. Una volta successe che, nel Giorno del Signore, tornai a casa e vidi mia madre che si avviava lentamente per partecipare alla riunione. Le chiesi quale fosse il problema e lei mi spiegò, “La chiesa è stata divisa in due fazioni e ogni giorno vengono commessi vari peccati. I pastori e gli anziani fanno a turno per salvaguardare le offerte e il libro contabile. Ma non importa chi ci sia a controllare, il libro contabile si perderà sempre nel giro di pochi mesi. Quindi ci sarà tumulto subito dopo la Santa Comunione. Mi chiedo solo: qualcuno saprebbe che sono i pastori e gli anziani ad aver rubato i soldi della chiesa, ma perché lo Spirito Santo non li punisce? Celebrano ancora la Santa Comunione, spezzano il pane e bevono del calice. Pastori e anziani sono tutti così, per non parlare dei fratelli e sorelle. Sono ancora più dissoluti. Alcuni fanno affari, altri formano delle combriccole altri persino giudicano e calunniano gli altri. Ogni volta, se partecipo alla riunione, vedendo queste cose provo tristezza nel cuore. Ma se non vado, mi sento in colpa. La Bibbia dice, ‘Perciò, chiunque mangerà il pane o berrà del calice del Signore indegnamente, sarà colpevole verso il corpo ed il sangue del Signore’ (I Corinzi 11:27). Questo è un grande peccato!”.

Mia madre sospirò. Ascoltando ciò, la mia sensazione sacra e pia nei confronti del Giorno del Signore improvvisamente sparì dal mio cuore. A quel tempo, pensai alle scene del Signore Gesù che entrava nel tempio che è registrato nella Bibbia, “Or la Pasqua de’ Giudei era vicina, e Gesù salì a Gerusalemme. E trovò nel tempio quelli che vendevano buoi e pecore e colombi, e i cambiamonete seduti. E fatta una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori del tempio, pecore e buoi; e sparpagliò il danaro dei cambiamonete, e rovesciò le tavole; e a quelli che venderono i colombi, disse: Portate via di qui queste cose; non fate della casa del Padre mio una casa di mercato” (Giovanni 2: 13-16). “Gesù rispose loro: Disfate questo tempio, e in tre giorni lo farò risorgere” (Giovanni 2:19). Perché il Signore Gesù dice che hanno distrutto il tempio? La ragione è questa: in origine, lo Spirito del Signore Dio sorvegliava il tempio e eventuali atti empi sarebbero stati puniti dalla legge, figurarsi le gesta di vendere buoi, pecore e colombe; tuttavia, in seguito, si arrivò al punto in cui tali atti come vendere buoi, pecore e colombe e lo scambio di denaro non venivano puniti dalla legge. Allora qual’era questa situazione? Perché Geova Dio non li puniva? Perché Egli non usava la legge per punirli? Allo stesso modo, la chiesa di oggi è il corpo del Signore. Eppure, coloro che hanno peccato senza confessarlo spezzano ancora il pane e bevono del calice. Perché il Signore non fa qualcosa per loro? Mi sentivo molto perplessa.

Da quel momento, ho spesso pregato davanti al Signore con questa domanda. Una volta, praticando la devozione spirituale, ho contemplato ancora questa questione: ora siamo già agli ultimi giorni e i conflitti nella chiesa sono moltiplicati. Nessuno riesce a mantenersi sulla via del Signore. Tutti noi spezziamo il pane e beviamo del calice con i peccati, i quali contaminano la santità del Signore. Inoltre, pastori e anziani non hanno alcun messaggio da predicare e molti credenti sono freddi nella loro fede e nell’amore. Il Signore osserva molto attentamente tutte le condizioni. Come ha potuto non fare niente al riguardo? A meno che Egli non abbia dei piani speciali. Forse ha già chiarito il Suo volere alla Sua cena. Così aprii la Bibbia e lessi di nuovo le parole del Signore, “In verità io vi dico che non berrò più del frutto della vigna fino a quel giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio” (Marco 14:25). Riflettendo sulla profezia del Signore Gesù, mi è sembrato di capire la Sua volontà. Il Signore Gesù disse a cena, “fino a quel giorno che lo berrò nuovo nel regno di Dio”, queste parole hanno almeno due livelli di significato. In primo luogo, il Signore Gesù ha fatto un patto con noi. Che c’è un limite al tempo in cui dovremmo osservare la Santa Comunione. Quando appare il Regno di Dio, non abbiamo bisogno di mangiare pane e bere vino che rappresentano il corpo e il sangue del Signore. A che cosa fa riferimento “il Regno di Dio”? È facile trovare la risposta nella Bibbia. Il Signore Gesù disse, “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome; venga il tuo regno; sia fatta la tua volontà anche in terra com’è fatta nel cielo” (Matteo 6: 9-10). “Il regno del mondo è venuto ad essere del Signor nostro e del suo Cristo; ed egli regnerà ne’ secoli dei secoli” (Apocalisse 11:15) Il Signore Gesù ci ha lasciati da duemila anni. Se Egli non avesse stabilito la Santa Comunione probabilmente ci saremmo allontanati da Egli molto tempo fa. È proprio grazie al fatto di osservare la Santa Comunione per ricordare il Signore che non Lo abbiamo lasciato e ci siamo avvicinati al Signore e che abbiamo avuto la possibilità di assistere al Suo ritorno. In secondo luogo, al ritorno del Signore, Egli ci condurrà nel Regno di Cristo. Quando arriverà il momento, non ci sarà bisogno di mangiare il pane e bere il vino, né di osservare la Santa Comunione. Proprio come quando il Signore Gesù venne sulla terra per compiere la Sua opera, le persone avrebbero ottenuto la Sua grazia fintanto che avessero seguito il Signore e ascoltato le Sue parole. E se avessero peccato, finché avessero pregato, confessato e si fossero pentiti al Signore sarebbero stati perdonati. Mentre coloro che non hanno seguito il Signore Gesù, Egli li ha rifiutati. Hanno commesso peccato senza alcun rimorso e senza alcun autocontrollo. Pur avendo offerto sacrifici, non hanno avuto alcun effetto. Hanno, invece, peccato e resistito a Dio con ancora più accanimento.

Alla fine degli ultimi giorni, se vogliamo accogliere la seconda venuta del Signore, dovremmo prestare attenzione alla ricerca delle orme di Dio invece che continuare a osservare la Santa Comunione. Solo così potremo ricevere il dono della vita. In caso contrario, continueremmo a vivere nel peccato. In tutto ciò, avete capito il significato dell’istituzione della Cena del Signore?

Traduzione di Daniela Ballarini


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