Testimonianze di fede – La liberazione del mio cuore

Traduzione di Jenny Graziella Giacomelli

Sono nato in campagna. La figlia del mio vicino, Damei, era nata nel mio stesso anno. Giocavamo insieme sin dall’infanzia e abbiamo studiato nella stessa classe fino alla licenza della scuola media. Si potrebbe dire che eravamo fidanzatini d’infanzia. Avevo pensato, all’epoca: quando sarò grande sposerò Damei.

Negli anni ’90 la gente sosteneva la libertà di matrimonio. Così, una volta raggiunta l’età da matrimonio, espressi il mio amore a Damei e lei accettò. Ma i bei tempi non durarono a lungo. Un giorno mi disse, “Mio padre ha saputo che ci stiamo frequentando. Mi ha ordinato di lasciarti. Ha detto che le nostre famiglie vivono troppo vicine e tu sei basso e saremmo derisi dai parenti se io uscissi con te”. Queste parole furono come una pugnalata al cuore e odiai il padre profondamente. Poi, a causa della forte opposizione di suo padre, fummo costretti a separarci. In seguito, ero fuori di me, non avevo nessuna voglia di lavorare e qualche volta affogavo i miei dispiaceri nell’alcol. Nel vedere tutto ciò, un mio amico mi confortò: “Non te la prendere. Non impazzire per lei. Te ne presenterò un’altra più avanti”. Tuttavia, le sue parole non mi tirarono su di morale e continuai a pensare a lei. In piena sofferenza, urlai dentro di me: “Siamo cresciuti insieme dall’infanzia e ci amiamo. Perché non possiamo stare insieme? Perché? Perché questo?”

Tempo dopo, il mio amico trovò veramente una fidanzata per me (la mia attuale moglie). Ci sposammo e lo stesso fece Damei. Dopo il matrimonio, guardavo mia moglie dall’alto in basso, perché era introversa ed era meno capace di Damei sul lavoro e non era così brava nel gestire persone o situazioni come invece faceva Damei. Litigavamo spesso e diverse volte tentammo addirittura il divorzio, ma ogni volta il tentativo andava a vuoto o perché l’impiegato era fuori servizio quel giorno o perché questi non avevano tempo di seguire il nostro caso. Un anno dopo nacque mio figlio, ma io non riuscivo a dimenticare Damei. Normalmente, preferivo lavorare da solo piuttosto che lavorare con mia moglie. Quando non avevo da fare, mi tornavano in mente tutti quei ricordi romantici del mio stare insieme a Damei a ridere e parlare.

Poi, negli ultimi tempi, sia io che mia moglie accettammo il volere di Dio. Leggevamo spesso la parola del Signore insieme e accomunammo la nostra comprensione della verità, che mi fece sentire particolarmente felice nello spirito. Un giorno ci capitò di leggere il brano della parola di Dio: “Benché ognuno abbia le proprie idee e posizioni personali, nessuno può prevedere chi diventerà la sua metà, e le sue opinioni conteranno poco. Dopo aver incontrato una persona che ti piace, puoi frequentarla e approfondirne la conoscenza, ma il fatto che sia interessata a te, che possa diventare la tua compagna o il tuo compagno, non spetta a te deciderlo. La persona che ami non è necessariamente quella con la quale potrai condividere la vita; e nel frattempo qualcuno che non ti saresti mai aspettato entra silenziosamente nella tua vita e diventa il tuo compagno, l’elemento più importante del tuo destino, l’altra metà, a cui si lega indissolubilmente il tuo destino. …Indipendentemente dal fatto che il matrimonio in sé dia felicità o dolore, la missione di ognuno al riguardo è predestinata dal Creatore e non cambierà; tutti devono compierla. E il destino individuale che sottostà a ogni unione rimane invariato; è stato determinato in anticipo dal Creatore”.

Dopo aver letto queste parole, mi sentii radioso e alla fine il nodo che avevo nel cuore da tanti anni si sciolse. Arrivai a capire che non avevo sposato Damei grazie alla sovranità e ai voleri di Dio. Avevo pensato che il matrimonio tra me e Damei, che era indipendente dalla nostra volontà, era semplicemente una questione di tempo e nessuno ci avrebbe potuto separare. Inaspettatamente, suo padre non era d’accordo e le avrebbe spezzato le gambe piuttosto che acconsentirle di sposare me. In passato ero stato incapace di vedere tutto ciò, ci avevo rimuginato sopra e avevo persino odiato il padre di Damei per averci crudelmente separato. Ora ho capito che il matrimonio di ogni persona è nelle mani di Dio. Chi diventerà l’altra metà della nostra vita non dipende dalle nostre scelte. Piuttosto, dipende dalla sovranità di Dio e dalla Sua intenzione.

Vedere oggi che i membri della mia famiglia sono tutti tornati a Dio, ho capito che il matrimonio stabilito da Dio è il migliore. Sebbene mia moglie sia introversa e poco abile nel parlare, è di buon cuore, paziente e tollerante e formiamo una bella famiglia. La cosa più importante è che, condividiamo gli stessi obiettivi e gli stessi scopi e camminiamo sulla retta via insieme, che è l’amore più grande che Dio ci offre. Mia moglie è andata tante volte a predicare il Vangelo da Damei, ma ha dimostrato antipatia al credo di Dio e non è assolutamente riuscita a riconoscere la voce di Dio. Si è semplicemente rifiutata di accettare il Vangelo. Io penso che se avessi sposato Damei non sarei stato felice poiché avrebbe ostacolato il mio percorso di fede verso Dio perché non condivide la mia stessa fede. Dopo aver letto le parole di Dio, mia moglie disse: “Tante grazie a Dio per le Sue proposito. Vedi, tutta la nostra famiglia crede in Dio oggi. Come siamo felici!” “Si!” ho risposto, “Questo è l’amore di Dio. Solo ciò che Dio dispone per noi è la cosa migliore”.

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