La vite e i tralci: avere il giusto rapporto con Dio

Di recente, ho sentito dire queste parole da una sorella “Non so perché continuo a vivere nel peccato. Quando accade qualcosa che è al di fuori del mio controllo, sono pienamente consapevole di dover mettere in pratica le parole del Signore e di dover essere paziente e tollerante verso il prossimo, ma non riesco a farlo. Non riesco ad andare d’accordo con la gente che mi circonda. Persino quando mio marito e i miei figli fanno qualcosa con cui non sono d’accordo, non riesco a essere tollerante; spesso mi arrabbio con loro. Nel mio cuore non c’è né pace né felicità, quindi spesso mi sento veramente triste. Non so davvero come poter tornare ad essere come prima e come recuperare il mio rapporto con il Signore”. Dopo aver sentito le sue parole, altri fratelli e sorelle provarono gli stessi sentimenti. Questo mi ha fatto pensare alle parole di nostro Signore Gesù: “Io son la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano” (Giovanni 15:5-6). Riflettendo su queste parole, ho capito che attraverso la parabola della vite e dei tralci, nostro Signore Gesù ci dice che è molto importante stabilire un adeguato rapporto con Dio. Il Signore paragona noi ai tralci e Se Stesso alla vite. Il nostro rapporto con Lui è il medesimo che c’è tra la vite e i suoi tralci; lontano dalla vite questi ultimi perderebbero il nutrimento e avvizzirebbero sino a morire. Solo vivendo costantemente in Dio, leggendo le Sue parole e avendo un corretto rapporto con Lui, possiamo essere sfamati e dissetati dallo Spirito Santo e portare il frutto della vita. Al contrario, se ci allontaniamo da Dio, rimaniamo attaccati al mondo e godiamo delle gioie della carne e di quelle materiali, ma raramente leggiamo le parole di Dio o Gli rivolgiamo una preghiera, non stabiliremo un adeguato rapporto con Lui e non avremo l’opera dello Spirito Santo. Proprio come quei tralci che si seccano se sono lontani dalla vite. Senza l’opera dello Spirito Santo, continueremo a partecipare attivamente alle funzioni religiose e osservare certe regole come leggere e studiare la Bibbia e pregare, ma solo all’apparenza perché in realtà non abbiamo alcun rapporto con Dio. Questo accade perché continuiamo a vivere involontariamente nel peccato e sotto il dominio di Satana; peccando di giorno e confessandoci la sera senza concedere il nostro cuore a Dio per creare una reale comunione con Lui. Poiché non c’è posto per Dio nei nostri cuori e non abbiamo cuore per adorarLo, spesso parliamo e agiamo secondo le nostre idee, la nostra naturalezza o la nostra indole arrogante e troviamo difficile comportarci secondo il Suo volere. Non riuscendo a seguire la via del Signore, nel nostro cuore non c’è gioia né pace. Non importa quanti sforzi facciamo o quanto soffriamo, è inutile. A prescindere da quanti anni seguiamo il Signore, non guadagniamo la vita. Stabilire un adeguato rapporto con Dio è la base per entrare nella vita.

Come possiamo stabilire un adeguato rapporto con Dio?

Mi sono venute in mente delle parole di una nostra sorella: “Le persone credono in Dio, Lo amano e Lo appagano toccandoNe lo Spirito con il loro cuore, e perciò ottengono la Sua soddisfazione; quando intavolano un dialogo con le parole di Dio nel loro cuore, sono pertanto mosse dal Suo Spirito. Se desideri ottenere una corretta vita spirituale e stabilire un buon rapporto con Dio, in primo luogo devi consegnarGli il tuo cuore e placarlo dinanzi a Lui. Solo dopo aver riversato il tuo cuore interamente in Dio potrai sviluppare a poco a poco una corretta vita spirituale. …Se il tuo cuore può essere riversato in Dio e tacere al Suo cospetto, avrai l’occasione e le qualifiche per essere usato dallo Spirito Santo, per ricevere la Sua intuizione e illuminazione, e anzi avrai modo che lo Spirito Santo colmi le tue lacune. Quando doni il tuo cuore a Dio, puoi penetrare più in profondità nell’aspetto positivo e trovarti su un piano più elevato di comprensione; quanto all’aspetto negativo, comprenderai maggiormente le tue colpe e i tuoi difetti, sarai più desideroso di cercare di soddisfare la volontà di Dio, e non sarai passivo, ed entrerai attivamente. Ciò significherà che sei una persona corretta.” “Se desideri avere un rapporto adeguato con Dio, il tuo cuore deve volgersi a Lui… Quando non si dona il proprio cuore a Dio, lo spirito diventa ottuso, intorpidito e inconsapevole. Chi è così non comprenderà mai le parole di Dio e non avrà mai un rapporto adeguato con Lui; un tal genere di persona non cambierà mai la propria indole. …Quando riuscirai a donare il tuo cuore a Dio, sarai capace di percepire ogni sottile moto nel tuo spirito e conoscerai ogni intuizione e illuminazione ricevuta da Dio. Aggrappati a questo, e accederai gradualmente al cammino di perfezionamento a opera dello Spirito Santo. Più tranquillo saprà essere il tuo cuore dinanzi a Dio, più sensibile e delicato sarà il tuo spirito e più saprà percepire il movimento dello Spirito Santo; allora il tuo rapporto con Dio diverrà sempre più adeguato”.

Da queste parole capiamo che per stabilire un rapporto adeguato con Dio, dobbiamo consegnarGli il nostro cuore e placarlo dinanzi a Lui. È nel nostro cuore che Dio confida più di tutto. La Bibbia dice: “Iddio è spirito; e quelli che l’adorano, bisogna che l’adorino in ispirito e verità” (Giovanni 4:24). Dio è Spirito. Solo con i nostri cuori possiamo collegarci allo Spirito Santo e stabilire un rapporto adeguato con Lui. Se vogliamo consegnare il nostro cuore a Dio, per prima cosa dobbiamo presentarci spesso dinanzi a Lui con il cuore placato e avere una reale comunione con il Signore attraverso la preghiera, parlandoGli dal profondo del cuore. Questo non significa che dobbiamo dire due parole frettolose o una preghiera, bensì aprire il nostro cuore e comunicare a Dio la nostra situazione e le nostre difficoltà nella vita, donarGli totalmente il nostro cuore e cercare la Sua guida, la Sua sovranità e le Sue disposizioni. La preghiera e la ricerca di queste cose rappresentano il giusto comportamento. Questo significa stabilire un rapporto adeguato con Dio. Se invece invochiamo delle preghiere vuote o pronunciamo qualche espressione dottrinale senza avere alcuna connessione con Lui o aprirGli il nostro cuore per esprimere noi stessi, come ricordano le parole di Isaia: “Giacché questo popolo s’avvicina a me colla bocca e mi onora con le labbra, mentre il suo cuore è lungi da me…” (Isaia 29:13), non saranno delle preghiere sincere. Agli occhi di Dio Lo stiamo ingannando. Dio non riconosce queste preghiere e tantomeno le ascolta. Di conseguenza, non avremo la Sua approvazione e non creeremo un rapporto adeguato con Lui.

Se vogliamo donarGli il nostro cuore, dovremo lasciarGlielo governare in tutto e per tutto. Dovremo placarlo dinanzi a Lui, riflettere sulle Sue parole e riconoscerLo in tutte le Sue vie. Non importa in cosa ci imbattiamo, possiamo riconoscere Dio e il Suo volere nelle Sue parole e agire di conseguenza. Solo allora la nostra vita guadagnerà la soddisfazione di Dio e potremo vivere sotto la Sua cura e protezione senza essere vinti dal peccato. Ad ogni modo, raramente concediamo il nostro cuore al Signore. La maggior parte delle volte, agiamo secondo il nostro giudizio, senza cercare la verità quando sorgono dei problemi, attenendoci al significato superficiale delle parole di Dio, senza approfondirle. In effetti, siamo già andati contro il Suo volere. Abbiamo già fatto parecchie cose che non hanno nulla a che fare con la verità e spesso viviamo senza avere un rapporto adeguato con il Signore. Lo seguiamo dall’esterno, senza donarGli il nostro cuore o vivere davanti a Lui. Ci detesta e quindi si nasconde da noi. Dunque, perdiamo l’opera dello Spirito Santo e viviamo nell’oscurità. Se falliamo sempre nello stabilire un rapporto con Dio, saremo gradualmente divorati da Satana. Proprio come dicono le parole di nostro Signore: “Se uno non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; cotesti tralci si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano” (Giovanni 15:6).

Dunque, più ci esercitiamo a donare il nostro cuore a Dio, più il nostro rapporto con Lui migliorerà; quanta più luce e illuminazione riceveremo dallo Spirito Santo maggiore sarà la nostra capacità di seguire la Sua guida spontaneamente. Possiamo vedere cose, affrontare i problemi sulla base del principio di verità. In questo modo, testimonieremo le azioni di Dio in molte cose, capiremo la Sua volontà e le Sue richieste, e svilupperemo la Sua conoscenza. Al contempo, cresceranno nel nostro cuore il desiderio e la determinazione di amarLo e di soddisfarLo. Saremo capaci di non assecondare le debolezze della carne e mettere in pratica la verità nell’ambiente in cui ci ha posto Dio. Durante il processo, ci libereremo gradualmente dell’arroganza, della presunzione e altre indoli corrotte. Dio avrà un posto nel nostro cuore. La vita nel timore di Dio e nella Sua obbedienza si svilupperà arrivando infine a portare il frutto della vita.

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