Testimonianze di fede – L’Atteggiamento di un Cristiano nei confronti del lavoro: Dio è il mio Capo

Traduzione di Anila

Qualche giorno fa ho letto un articolo. “Dio è il mio Capo”, uno dei sottotitoli dell’articolo mi ha commosso tanto e diceva: Il personaggio principale era un giornalista. In passato, lui aveva un cattivo atteggiamento nei confronti del suo lavoro. Nel registro delle presenze, risultava che era andato a fare delle interviste, mentre invece andava a fare il suo lavoro part-time oppure era a casa a dormire. Successivamente cominciò a credere in Dio e fu battezzato. Leggendo la parola di Dio per cui gli uomini “non mentono gli uni agli altri”, capì che i cristiani dovevano essere onesti. Così pregò Dio di farlo diventare una persona onesta. Durante la sua preghiera, si rese conto che aveva detto delle bugie al lavoro. Perciò, trovò il coraggio di confessare la sua colpa al direttore ed al suo precedente capo. In seguito, si comportò spesso come una persona onesta secondo la parola di Dio. È la parola di Dio che ha completamente cambiato il suo atteggiamento sul posto di lavoro. Alla fine dell’anno per la prima volta ricevette la gratifica per la miglior partecipazione. In seguito, anche senza la supervisione del suo superiore e del sistema di controllo di entrata ed uscita, si alza presto per scrivere a casa. Dice che Dio è il suo capo ed ha bisogno di essere responsabile verso Dio quando lavora. Fino ad ora, ha trattato il suo lavoro in questo modo.

La parola di Dio è davvero preziosa! Anche solo una piccola parte della parola di Dio può cambiare il nostro atteggiamento verso il lavoro, e persino la nostra visione della vita ed i nostri valori, in modo che possiamo uscire dalle menzogne di Satana e vivere con la certezza della virtù, della sincerità e dell’onestà. Faccio segretamente il mio proposito: farò il mio lavoro davanti a Dio e considererò Dio il mio capo, perché anch’io sono una cristiana.

Un pomeriggio, la mia collega Viki mi inviò dei documenti che aveva sistemato per me da controllare. Dopo aver corretto alcuni errori uno per uno, pensai che il titolo era inadeguato, ma non avevo nessuna ispirazione anche dopo averci riflettuto per un po’. Così dissi a Viki di trovare un altro titolo. Poi iniziai a fare il mio lavoro. Dopo un po’ Viki mi inviò un altro titolo. Lasciai che ci pensasse ancora una volta e quando mi resi conto che anche il nuovo titolo non era adeguato, le consigliai di cercare un’idea migliore rifacendosi al precedente lavoro. Ancora una volta, mi mandò altri due titoli. Dopo averli letti, pensai che non fossero abbastanza buoni e le dissi di pensarci su. Sentendosi in imbarazzo, mi chiese aiuto. Le promisi di farlo prima o poi. Comunque, la mia promessa era solo per cortesia e non intendevo aiutarla a trovare un altro titolo.

La sera, prima di andare a letto, Viki non aveva ancora risolto il problema, e quindi non riuscì a terminare in tempo questa pratica rallentando l’avanzamento del lavoro. In quel momento mi sentii un po’ in colpa in cuor mio e a disagio perché mi ricordai che le avevo promesso di cercare un altro titolo, ma non lo feci. Così mi presentai a Dio pregandoLo: “Dio! Viki mi ha chiesto di aiutarla a trovare un altro titolo. Ma non l’ho fatto nonostante glielo avessi promesso. Dio! Ho detto bugie e non sono stato onesto. Ora mi pento e sono pronto a diventare una persona onesta aiutando Viki ad elaborare un altro titolo”. Dopo aver pregato, ho ripensato alla parola di Dio agli uomini di “non mentire gli uni agli altri” e all’espressione “Dio è il mio capo.” Poi mi resi conto che la mia promessa ad aiutare Viki a trovare un altro titolo non era assolutamente fuori dalla mia volontà. Perché allora pensai: anche se io avessi trovato il titolo non sarebbe stato altro che un suo successo dato che questo era il suo modulo. Pertanto, preferirei fare la mia attività piuttosto che aiutarla. A causa del mio comportamento egoistico e subdolo io le mentii. Per i miei interessi non ho voluto aiutarla, ignorando così il fatto che eravamo colleghi. Dato che lei mi aveva lasciato vedere i suoi documenti io avrei dovuto esserne responsabile e considerare questo come un incarico o un compito che Dio mi aveva dato. E avrei dovuto occuparmi di questo lavoro di fronte a Dio accettandone la Sua osservazione e non concentrandomi sul fatto di chiarire a chi diavolo queste carte appartenessero. Con questo pensiero, ero disposta ad aiutare Viki a trovare un altro titolo.

“Dio è il mio capo”, la prima espressione che mi venne in mente quando mi svegliai il mattino seguente, riempì il mio cuore di gioia. Appena arrivato in ufficio, prima ho pregato Dio e poi ho aiutato Viki a cercare un altro titolo. Ho fatto riferimento ad alcuni materiali e mi sono consultato anche con altri colleghi. Alla fine, ho scelto un titolo che pensavo fosse il migliore e l’ho inviato a Viki. Anche lei era soddisfatta di questo titolo. In seguito, alla fine dell’articolo ho apportato una piccola correzione in base al titolo, ed infine abbiamo completato il lavoro insieme. Vedendo questo risultato mi sentivo molto felice nel mio cuore ed ho anche lodato Dio!

Quel giorno, ho trattato il mio lavoro in base al mio credo, “Dio è il mio capo”. Il risultato fu che riuscii ad andare d’accordo con colleghi di diversi reparti e diventando buoni partners. Insieme ci siamo occupati di molte cose, discutendo soluzioni e cercando idee diverse. Molti problemi al lavoro finalmente potevano essere risolti semplicemente comunicando e discutendone insieme. In questo modo, aumentarono non solo l’efficienza e la qualità del lavoro, ma migliorarono anche i rapporti tra noi. È grazie alla parola di Dio che riuscii ad avere un atteggiamento giusto nei confronti del mio lavoro e scoprire come vivere una vita di valore e significato. Grazie Dio!

Il Signore Gesù ha detto: “Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” (Giovanni 14: 6). La parola di Dio è il fondamento della nostra esistenza ed anche la bussola per le nostre azioni. Se agiamo secondo la parola di Dio, facciamo tutto davanti a Dio e siamo responsabili per ogni azione personale, Dio sarà con noi e ci mostrerà la via per praticare. Quindi, possiamo vivere con la fiducia dell’onestà e felicemente!