Le parabole del Signore Gesù

1) La parabola del seminatore (Matteo 13:1-9)

2) La parabola della zizzania (Matteo 13:24-30)

3) La parabola del granello di senape (Matteo 13:31-32)

4) La parabola del lievito (Matteo 13:33)

5) La parabola della zizzania spiegata (Matteo 13:36-43)

6) La parabola del tesoro (Matteo 13:44)

7) La parabola della perla (Matteo 13:45-46)

8) La parabola della rete (Matteo 13:47-50)

 

La prima è quella del seminatore, ed è una parabola molto interessante; la semina è un’attività comune nelle vite delle persone. La seconda è quella della zizzania. Per quanto riguarda la zizzania, gli adulti e chiunque abbia avviato una coltivazione sa che cosa si intende. La terza parabola è quella del granello di senape. Tutti voi sapete che cosa è la senape, vero? Se non lo sapete, potete dare uno sguardo alla Bibbia. Per quanto concerne la quarta, quella del lievito, la maggior parte della gente sa che esso viene usato per la fermentazione, e che è adoperato dalle persone nella loro vita quotidiana. Tutte le parabole qui di seguito, comprese la sesta, la parabola del tesoro, la settima, la parabola della perla, e l’ottava, la parabola della rete, sono tutte tratte dalle vite delle persone; tutte provengono dalle vite reali delle persone. Che tipo di immagine danno queste parabole? Danno l’immagine di un Dio che diventa una persona normale e vive in mezzo agli uomini, usando il linguaggio di una vita normale, usando il linguaggio umano per comunicare con gli uomini e fornire loro ciò di cui hanno bisogno. Quando Dio Si fece carne e visse in mezzo alle persone per un lungo periodo, dopo aver sperimentato e visto i loro diversi stili di vita, sfruttò queste esperienze come un manuale di riferimento per trasformare il Suo linguaggio divino in un linguaggio umano. Ovviamente, le cose che vide e sentì nella vita arricchirono l’esperienza umana del Figlio dell’uomo. Quando Egli voleva che le persone comprendessero delle verità, che capissero una parte della volontà di Dio, poteva usare parabole simili a quelle descritte sopra per parlare con loro della volontà di Dio e delle richieste da Egli fatte all’umanità. Queste parabole erano tutte collegate alle vite degli uomini, e non ce n’era alcuna che se ne discostasse. Quando il Signore Gesù visse in mezzo agli uomini, osservò gli agricoltori prendersi cura dei loro campi, e sapeva cosa fossero la zizzania e il lievito; capì che agli uomini piacciono i tesori, e quindi usò le metafore del tesoro e della perla; spesso vide i pescatori lanciare le loro reti, e così via. Il Signore Gesù osservò queste attività nelle vite degli uomini, e sperimentò anche questo tipo di vita. Era uguale a ogni altra persona normale, mangiava tre volte al giorno e aveva un Suo tran-tran quotidiano. Sperimentò personalmente la vita di una persona comune, e fu testimone delle vite di altre persone. Quando vide e sperimentò personalmente tutto questo, non pensò a come avere una bella vita o a come poter vivere più liberamente e in modo più confortevole. Nel momento in cui stava conducendo un’esistenza umana autentica, il Signore Gesù notò la sofferenza nella vita della gente, la miseria e la tristezza delle persone corrotte da Satana, che vivevano sotto il suo dominio e nel peccato. Mentre Egli stava vivendo come un essere umano, sperimentò sulla Sua pelle quanto fossero inermi le persone che vivevano nella corruzione, e vide e notò la miseria di coloro che vivevano nel peccato, persi nella tortura inflitta a loro da Satana, dal maligno. Quando il Signore Gesù vide queste cose, le vide sotto le Sue sembianze divine o sotto quelle umane? Il Suo lato umano esisteva realmente – era molto vivo – ed Egli poteva sperimentare e vedere tutto, ma ovviamente anche la Sua essenza, la Sua divinità vide parimenti ciò. In altre parole, Cristo Stesso, il Signore Gesù uomo vide tutto questo, ed ogni cosa che vide Gli fece percepire l’importanza e la necessità del lavoro che aveva intrapreso in questo periodo della Sua vita sotto sembianze umane. Nonostante Egli Stesso sapesse che nella Sua vita umana avrebbe dovuto farSi carico di una responsabilità davvero immensa, e fosse consapevole della crudeltà della pena che avrebbe affrontato, quando vide gli uomini inermi nel peccato, la miseria delle loro esistenze e le loro battaglie irresolute di fronte alla legge, Egli sentì ancora più dolore, e divenne sempre più ansioso di salvare l’umanità dal peccato. A prescindere dal tipo di difficoltà che avrebbe affrontato o dal genere di pena che avrebbe sofferto, Egli fu sempre più determinato a redimere l’umanità che viveva nel peccato. Durante questo processo, si potrebbe dire che il Signore Gesù avesse iniziato a capire con maggiore chiarezza il lavoro che doveva svolgere e il compito che Gli era stato assegnato. Inoltre era crescente il Suo desiderio di portare a termine la Sua opera – di farSi carico dei peccati dell’umanità, e di espiarli al suo posto affinché essa non vivesse più nel peccato e Dio fosse in grado di dimenticare i peccati degli uomini grazie a quest’offerta sacrificale, consentendoGli di agevolare la Sua opera di salvezza dell’umanità. Si potrebbe dire che nel Suo cuore il Signore Gesù fosse disposto a offrire Se Stesso per l’umanità, a sacrificarSi in prima persona. Voleva anche fungere da offerta sacrificale e farSi crocifiggere, ed era ansioso di portare a termine il Suo lavoro. Quando vide le condizioni misere in cui versavano le vite degli uomini, volle ancor di più compiere la Sua missione il più velocemente possibile, senza tardare un solo secondo. Quando provò questa sensazione di impellenza, non rifletté su quanto sarebbe stata grande la Sua sofferenza, né pensò più a quanta umiliazione avrebbe dovuto subire – Egli aveva soltanto una convinzione nel Suo cuore: finché Si sarebbe sacrificato, finché Si sarebbe fatto crocifiggere come un’offerta sacrificale, la volontà di Dio avrebbe prevalso ed Egli sarebbe stato pronto a cominciare la Sua nuova opera. Le vite peccaminose degli uomini e la loro esistenza nel peccato sarebbero cambiate completamente. La Sua convinzione e la Sua risolutezza erano collegate alla salvezza dell’umanità, ed Egli aveva soltanto un obiettivo: fare la volontà di Dio, in modo tale che Egli potesse avviare con successo la nuova fase del Suo lavoro. Questo era quello che aveva in mente il Signore Gesù in quel tempo.

Vivendo nella carne, il Dio incarnato possedeva una normale umanità; Egli provava emozioni e faceva dei ragionamenti di una normale persona. Sapeva che cosa fossero la felicità e la sofferenza, e quando vide l’umanità avvezza a questo genere di vita, dal profondo del Suo cuore capì che per condurla fuori dal peccato non sarebbe stato sufficiente soltanto darle degli insegnamenti o rifornirla di qualcosa. E nemmeno far sì che essa obbedisse ai comandamenti avrebbe potuto redimerla dal peccato – soltanto quando Egli Si fece carico dei peccati degli uomini e la Sua carne diventò simile a quella dei peccatori, poté ottenere in cambio la libertà e il perdono per loro. Quindi dopo che il Signore Gesù ebbe sperimentato e visto da vicino le vite degli uomini nel peccato, nel Suo cuore Si manifestò l’intenso desiderio di permettere loro di liberarsi da un’esistenza che si batteva nel peccato. Questo desiderio Gli fece sentire sempre più la necessità di andare sulla croce e di farSi carico dei peccati dell’umanità il più presto possibile, il più velocemente possibile. Questi erano i pensieri del Signore Gesù in quel tempo, dopo che aveva vissuto con le persone e visto, sentito e percepito la miseria delle loro vite nel peccato. Il fatto che il Dio incarnato potesse avere questo tipo di volontà nei confronti dell’umanità, che potesse esprimere e rivelare un’indole di questo genere – è qualcosa che potrebbe avere anche una persona comune? Se vivesse in un ambiente di questo tipo, che cosa vedrebbe una persona comune? A che cosa penserebbe? Se una persona comune affrontasse tutta questa situazione, osserverebbe i problemi da una prospettiva elevata? Assolutamente no! Sebbene l’aspetto esteriore del Dio incarnato sia esattamente quello di un uomo, ed Egli apprenda nozioni umane, parli il linguaggio umano e talvolta esprima perfino le Sue idee usando espressioni o strumenti umani, tuttavia il modo in cui Egli vede gli esseri umani e l’essenza delle cose è totalmente diverso dal modo in cui li vedono le persone corrotte. La Sua prospettiva e la Sua statura sono irraggiungibili per una persona corrotta. Questo è perché Dio è la verità, la carne che porta anche possiede l’essenza di Dio, e perché Dio, i Suoi pensieri e le espressioni del Suo lato umano sono la verità. Per le persone corrotte, le espressioni del Dio incarnato sono fornitura di verità e di vita. Tali forniture non sono destinate a una sola persona, ma a tutta l’umanità. Nel suo cuore una persona corrotta ha spazio soltanto per quelle poche persone che sono legate a lui, a cui vuole bene e per le quali si preoccupa. Quando si profila un disastro all’orizzonte per prima cosa egli pensa ai suoi figli, a sua moglie o ai suoi genitori, e una persona più filantropica al massimo si preoccuperebbe anche per qualche parente o per un caro amico; gli interesserebbe altro? No! Perché, alla fin fine, gli esseri umani sono solo esseri umani, e possono osservare tutto soltanto dalla prospettiva e dalla statura proprie di una persona. Tuttavia, il Dio incarnato è completamente diverso da una persona corrotta. Per quanto Egli possa essere comune, normale e modesto, o per quanto le persone possano guardarLo dall’alto in basso, nessun individuo potrà mai possedere né imitare i Suoi pensieri e il Suo atteggiamento nei confronti dell’umanità. Egli osserverà sempre l’umanità da una prospettiva divina, dall’altezza della Sua posizione di Creatore. La vedrà sempre attraverso l’essenza e la forma mentis di Dio. Egli non può assolutamente osservare l’umanità dall’altezza di una persona comune, e dalla prospettiva di una persona corrotta. Quando le persone osservano l’umanità, lo fanno con i loro occhi e usano come parametri le conoscenze, le regole e le teorie umane. Tutto questo rimane nell’ambito di ciò che le persone possono vedere con i loro occhi, e nell’ambito di ciò che le persone corrotte possono ottenere. Quando Dio scruta l’umanità, lo fa da un punto di vista divino, e usa la Sua essenza e ciò che Egli ha ed è come parametri di misura. La Sua prospettiva include cose che le persone non possono vedere, ed è proprio sotto questo aspetto che il Dio incarnato e gli esseri umani corrotti sono totalmente dissimili. Questa differenza è determinata dalla diversità tra le essenze degli uomini e di Dio, e sono queste essenze differenti a stabilire le loro identità e posizioni, e anche la prospettiva e l’altezza dalla quale osservano le cose. Nel Signore Gesù riscontrate l’espressione e la manifestazione di Dio Stesso? Si potrebbe dire che le azioni e le parole del Signore Gesù fossero collegate al Suo ministero e all’opera di gestione di Dio, che fossero l’espressione e la manifestazione dell’essenza di Dio. Sebbene Egli avesse un aspetto esteriore da uomo, l’essenza e la manifestazione del Suo lato divino non potevano essere negate. Questo aspetto esteriore da uomo era realmente una manifestazione della natura umana? Nella Sua vera essenza il Suo aspetto da uomo era totalmente diverso dall’aspetto delle persone corrotte. Il Signore Gesù era il Dio incarnato, e se fosse stato davvero una delle normali persone corrotte, avrebbe potuto osservare le vite umane peccaminose da una prospettiva divina? Assolutamente no! Questa è la differenza tra il Figlio dell’uomo e le persone comuni. Gli uomini corrotti vivono tutti nel peccato, e quando qualcuno di loro vede il peccato, non prova una sensazione particolare al riguardo; essi sono tutti uguali, proprio come un maiale che vive nel fango e non si sente affatto a disagio o sporco – mangia bene, e dorme profondamente. Se qualcuno pulisse il porcile, di fatto il maiale non si sentirebbe a suo agio e non rimarrebbe pulito. In breve tempo, si starebbe ancora rotolando nel fango, completamente a suo agio, perché è una creatura sporca. Quando gli uomini vedono un maiale, lo ritengono lordo, e se lo puliscono, il maiale non si sente meglio – per questo motivo nessuno tiene un maiale in casa. Il modo in cui gli uomini considerano i maiali sarà sempre diverso da quello in cui i maiali percepiscono se stessi, perché gli esseri umani e i maiali appartengono a due categorie distinte. E poiché il Figlio dell’uomo fattoSi carne è diverso dagli uomini corrotti, soltanto il Dio incarnato può ergerSi da una prospettiva divina, e stare all’altezza di Dio per osservare l’umanità e tutte le cose.

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