Lettura del giorno: il 19 aprile 2018 – Matteo 4:22

Ed essi, lasciata subito la barca e il padre loro, lo seguirono.

-Matteo 4:22

Riflessioni sul versetto di oggi…

Menzionato nel versetto, “lasciato”, sappiamo che a quel tempo Pietro stava pescando ma non aveva preso nulla. Quando il Signore Gesù chiese loro di pescare di nuovo, videro segni miracolosi e ottennero una buona pesca. In quel momento il Signore Gesù li invitò a diventare Suoi discepoli. Allora questi lasciarono il peschereccio, le reti e loro padre e seguirono il Signore Gesù. Mi ricorda una frase della Bibbia: “Così dunque ognun di voi che non rinunzi a tutto quello che ha, non può esser mio discepolo” (Luca 14:33). Il Signore Gesù ci chiede di amarLo più delle attività mondane, quindi cosa dovremmo fare per diventare persone che amano Dio? Dovremmo considerare l’incarico di Dio come il più importante? Le parole di Dio dicono: “Sei consapevole del fardello che porti sulle spalle, del compito e della responsabilità? Dov’è il tuo senso storico della missione? Come intendi servire nelle vesti di guida per l’età a venire? Possiedi un forte senso del ruolo di guida? In che modo spiegheresti il concetto di ‘signore di tutte le cose’? È davvero il signore di tutte le creature viventi e di tutti i beni del mondo? Quali progetti hai per il progresso dell’opera nella fase successiva? Quanti attendono che tu diventi la loro guida? È un compito pesante, il tuo? Sono poveri, miseri, ciechi e smarriti, e gemono nel buio: ‘Dove è la via?’ Quanto bramano la luce, come una stella cadente che piombi all’improvviso per disperdere le forze delle tenebre che hanno oppresso gli uomini così a lungo. Chi può sapere con quale ansia sperano e come si struggono giorno e notte per questo? Questi uomini che soffrono profondamente rimangono incatenati nelle prigioni delle tenebre, senza speranza di liberazione, anche nel giorno in cui ci saranno lampi di luce; quando smetteranno di piangere? Questi spiriti fragili, cui non è mai stato concesso il riposo, soffrono veramente per una tale sventura. Sono stati a lungo stretti da corde spietate e dalla storia che è come immobilizzata. Chi ha mai udito i loro gemiti di dolore? Chi ha mai visto i loro volti infelici? Hai mai riflettuto su quanto sia addolorato e inquieto il cuore di Dio? Come può tollerare di veder patire un simile tormento per gli esseri umani innocenti che Egli ha creato con le Sue Stesse mani? In fondo, il genere umano ha avuto la sventura di essere stato avvelenato. Pur sopravvivendo fino a oggi, chi avrebbe mai pensato che è stato avvelenato da tanto tempo dal maligno? Ti sei già dimenticato di far parte delle vittime? In nome dell’amore che provi per Dio, non sei forse disposto a lottare per salvare quanti sono sopravvissuti? Non vuoi forse adoperarti con tutte le tue forze per contraccambiare Dio che ama l’umanità come la Propria carne e il Proprio sangue? Come interpreti il fatto di essere usato da Dio per vivere una vita straordinaria? Hai davvero la determinazione e la fiducia per vivere l’esistenza colma di significato di una persona pia al servizio di Dio?
Da ciò possiamo vedere il desiderio ardente di Dio di salvare l’umanità. Il Suo lavoro ha bisogno della cooperazione delle persone. Quando riceviamo la chiamata di Dio saremo di fronte a delle scelte. Se decidiamo di dare la precedenza ai nostri interessi, allora chi diffonderà il Vangelo di Dio? Questo merita la nostra considerazione.

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