Commentario biblico evangelico: qual è il modo corretto di rapportarci alla Bibbia?

In un parco, in un angolo, c’è un gazebo ottagonale. Ogni mattina, un ragazzo sedeva nel gazebo a leggere con cura la Bibbia, e un anziano si recava al parco per la sua solita camminata. Ogni volta che l’anziano si avvicinava all’angolo, i due si salutavano. Per caso, il ragazzo scoprì che l’anziano credeva nel Signore da molti anni, così divennero compagni di studio della Bibbia.

Un giorno, l’anziano andò all’angolo e, come al solito, salutò il giovane, ma questi rispose con un filo di voce. L’anziano, allora, entrò nel gazebo e domandò: “Fratello, ti dispiace se mi siedo un attimo?” Il giovane alzò la testa e rispose, debolmente: “No, fratello mio. Prego, siedi”. “Sembri infelice. Cosa ti divora? Parlamene, ascolterò pazientemente”. Il giovane sospirò e disse: “Da quando ho iniziato a credere nel Signore, spesso sento i pastori e gli anziani dire che la Bibbia rappresenta Dio, e che la fede nella Bibbia equivale alla fede in Dio, perciò se la abbandoniamo non siamo veri credenti. Per questo motivo la Bibbia mi è particolarmente cara e la leggo ogni giorno. Di recente, però, un fratello ha detto che credere nella Bibbia non equivale a credere in Dio. Sono molto confuso a riguardo. Fratello, qual è la tua opinione a riguardo?”.

L’anziano non rispose immediatamente. Invece, lasciò il gazebo per andare a cogliere dei lunghi fili d’erba coi quali fece una libellula, che poi diede al giovane. “Un regalo per me?”, chiese il giovane, stupito, mentre la prendeva. Vedendo l’anziano annuire, aggiunse: “Grazie. Ne avrò cura”. Poi, l’anziano disse: “Prima di dirti come la penso, vorrei che rispondessi a una domanda. Ti piace la libellula che ho fatto con l’erba?”. Il giovane annuì e disse: “Certo. La terrò cara”. Allora, l’anziano disse: “Sono contento che ti piaccia il mio regalo. Tuttavia, se vuoi, te ne darò uno migliore, perché col passare del tempo questo appassirà”. Confuso, il giovane chiese: “Fratello, cosa stai cercando di dirmi?”

due cristiani leggono la Bibbia insieme

L’anziano tirò fuori la croce dal maglione, e disse: “Noi credenti nel Signore sentiamo un attaccamento particolare nei confronti della Bibbia e della croce; per noi hanno un grandissimo valore. Amiamo il Signore e, per questo, amiamo tutto ciò che è collegato a Lui. Ho ragione?”. Il giovane annuì. L’anziano proseguì: “Ma queste cose possono sostituire il Signore?” Vedendo lo sguardo confuso del giovane, l’anziano indicò la libellula d’erba e disse: “Quella è stata fatta da me, e sono felice che tu l’abbia a cuore perché mi rispetti. Tuttavia, è solo una cosa che ho fatto, non mi rappresenta. Allo stesso modo, dobbiamo avere cara la Bibbia perché è una testimonianza dell’opera di Dio, ma non rappresenta Dio Stesso. È Dio a donarci la vita. Tutto ciò che ci appartiene viene da Dio, non dalla Bibbia”. Poi, fornì un’altra analogia: “Supponiamo che una persona è a capo di un progetto. Perché tutti siano a conoscenza della bozza di progetto, del processo di costruzione e dell’approvazione del lavoro, qualcuno deve annotarne i dettagli in un file e conservarli. Quei dati rappresentano forse il responsabile del progetto?”.

Il giovane rispose, senza pensarci troppo: “Certo che no”. Poi, riflettendo un momento, aggiunse: “Oh, ora capisco. La Bibbia è solo una testimonianza dell’opera del Signore, ma non può prenderne il posto. Giusto?”.

L’anziano disse: “Giusto. Ricordi le parole del Signore Gesù, che dicono ‘Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me; eppure non volete venire a me per aver la vita!’ (Giovanni 5:39-40)? Da queste parole capiamo che la Bibbia è solo una testimonianza di Dio. Grazie ad essa possiamo conoscere delle cose, come le opere compiute da Jahvè Dio e dal Signore Gesù, in che modo i fedeli passati adoravano Dio, e così via. Tuttavia, non è altro che un libro che porti testimonianza delle opere precedenti di Dio. Con il progredire dell’opera di Dio, la Bibbia è diventata un libro storico e, come tale, deve essere usato come riferimento. La Bibbia non può donare alle persone verità e vita, solo Cristo è la verità, è la via e la vita. Il Signore Gesù lo dice nella speranza che noi possiamo trattare la Bibbia in modo corretto, e non adorarla e credere in essa ciecamente, o addirittura metterla al pari di Dio per evitare di fare qualcosa che Lo ostacoli”.

Il giovane disse: “Già, noi credenti dovremmo rapportarci alla Bibbia in maniera corretta. Ma c’è ancora una cosa che non capisco. Perché trattare la Bibbia e Dio in egual modo equivarrebbe a resistere a Dio?”.

A quella domanda, l’anziano sospirò e chiese, in tono greve: “Sai chi inchiodò il Signore Gesù alla croce?”

“I farisei”, rispose immediatamente il giovane.

“Giusto”, commentò l’anziano, annuendo. “I farisei credevano ciecamente nella Bibbia e la adoravano al punto da ritenerla al di sopra di Dio. Proprio per questo motivo, quando Gesù Cristo venne a compiere la Sua opera, loro non solo non Lo riconobbero, ma Lo condannarono sulla base della Bibbia e Lo crocefissero, persino. Alla fine, gli ebrei e i loro discendenti soffrirono la perdita della loro nazione. Quella fu la conseguenza del credere cieco dei farisei e del loro adorare la Bibbia. Perciò, noi credenti dovremmo adorare Dio, non dovremmo mai adorare la Bibbia, né porla sullo stesso piano di Dio. Dio è Dio, la Bibbia è la Bibbia. La Bibbia non può rappresentare Dio, e ancor meno può sostituirsi alla Sua opera”.

Dopo aver udito ciò, il giovane disse allegramente: “Sia ringraziato il Signore. Ho finalmente capito che avere fede nella Bibbia non equivale ad avere fede in Dio. Non devo seguire le orme dei farisei che resistettero a Dio”.

Un lieve alito di vento mosse la libellula d’erba. L’anziano si congedò. Sorridendo, anche il giovane se ne andò per la sua strada.

Traduzione di Elisa Stucchi


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