Testimonianze di fede – Nell’essere onesto ho ottenuto un beneficio inaspettato

Traduzione di Maria Rosaria Leggieri

Di recente, cercavo un impiego part-time. E vidi un’inserzione su internet pensando che le caratteristiche riguardanti quel lavoro fossero buone, a partire dal compenso e tutti gli altri aspetti. In seguito, contattati il dirigente per fissare un appuntamento ed avere un colloquio il giorno successivo presso l’azienda.

Il giorno successivo, una donna di circa 40 anni si candidò per la stessa offerta di lavoro. E pensai: questa donna sembra più matura e posata di me, e molto probabilmente il dirigente assumerà lei e non me. Perciò, in cuor mio non potevo fare a meno di essere preoccupato. Più tardi il dirigente ci chiese di seguirlo nel suo ufficio e ci disse: “Ho aperto la pagina web in questo momento, e colui che sarà in grado di stampare la pagina verrà assunto”. Dopo aver detto ciò, uscì dall’ufficio. Nell’osservare la pagina del computer, mi sentivo molto nervosa: posso fare qualcosa di facile come creare grafici o file, ma non sono in grado di stampare documenti da un computer. Facendo qualche paragone, non è una cosa scontata che fallirò? Ho l’impressione che quella donna verrà assunta e io sarò senza speranze. Come previsto, alla fine lei ci riuscì.

Non molto tempo dopo, il dirigente entrò in ufficio e vide il documento. Invece di chiedere chi l’avesse stampato, iniziò a parlare di stipendio. La signora chiedeva un compenso di 1,500 yuan al mese, e il dirigente disse, “Questo è solo un impiego part-time. Lei chiede troppo”. Ma il tono di quella donna era molto duro e non lasciava nessun margine di trattativa, perciò il dirigente la rimandava per darle una risposta.

Quando la donna andò via, la prima domanda che il dirigente mi fece fu se avevo stampato il documento. E pensai: il dirigente non me lo chiese in presenza della donna. Sembrava che il dirigente pensasse dal principio che fossi stato io ad aver stampato il documento e in quell’istante chiedeva solo conferma. Ma adesso, dirò che l’ho stampato io oppure dovrò dire la verità? Ebbi un attimo di esitazione: se dico che l’ho stampato io, allora avrò ottenuto questo lavoro, ma se dico la verità l’avrò perso. Fu durante questo sforzo che pensai alle parole di Dio: “sii una persona onesta, non qualcuno che fa sempre il furbo, sempre lo scaltro. (Qui vi sto chiedendo di nuovo di essere una persona onesta.)”. Dio ci chiede di essere persone oneste, Egli non ama l’uomo subdolo. E pensai: se mento al fine di ottenere il lavoro, non sto mentendo e truffando? Usando le menzogne per ingannare la fiducia del dirigente, e anche se “otterrò” questo lavoro, non mi sentirò “gloriosa” ma meno sicura. La cosa più importante è che io sono una cristiana, e che essere una persona onesta e dire la verità è ciò che Dio cerca nei cristiani. Non posso svendere il principio di essere umano per proteggere i miei interessi personali, e per di più non posso disonorare Dio a causa di ciò. Dovrei vivere secondo l’esempio dell’onestà dei cristiani per glorificare e testimoniare Dio. Così dentro di me decisi che se avessi ottenuto quel lavoro o meno, avrei messo da parte il mio egoismo per dire la verità dimostrando la mia onestà. Non era importante quale sarebbe stato l’esito, volevo solo confidare in Dio e sottomettermi alla Sua sovranità.

In quel momento, risposi con calma al dirigente: “No, non sono stato io. È stata quella donna a stamparlo.” Il dirigente mi guardò sorpreso e sospirò: “Sei molto onesta e mi fido di te. Sono pochi i giovani come te al giorno d’oggi! Prima ancora che tu ti presentassi qui ho avuto una certa predilezione a prima vista per te. Adesso sembra che abbia fatto la scelta giusta!” Quello che il dirigente disse andava oltre ogni mia aspettativa. Non avrei mai pensato di poter essere ancora assunta dopo aver detto la verità. Più tardi, il direttore mi fece conoscere il flusso di lavoro e mi disse di praticare di più a casa e lavorare qui formalmente i due giorni.

In cuor mio ringraziai il Signore con giubilo. Comportandomi onestamente non solo non ho perso il lavoro, ma mi è stata data l’opportunità di lavorare. Ho apprezzato con sincerità il fatto di vivere secondo le virtù di Dio, ci sentiremo fermi nel cuore. Questo beneficio non è una benedizione prettamente materiale, ma è la gioia dell’anima e la fiducia degli altri dopo aver detto la verità!

Ringrazio Dio per avermi guidato nello sperimentare la gioia di essere onesto!