Perché Dio comandò Abramo di offrire suo figlio Isacco?

Traduzione di Jenny Graziella Giacomelli

È scritto nella Bibbia, “E Dio disse: ‘Prendi ora il tuo figliuolo, il tuo unico, colui che ami, Isacco, e vattene nel paese di Moriah, e offrilo quivi in olocausto sopra uno dei monti che ti dirò’. E Abrahamo levatosi la mattina di buon’ora, mise il basto al suo asino, prese con sé due de’ suoi servitori e Isacco suo figliuolo, spaccò delle legna per l’olocausto, poi partì per andare al luogo che Dio gli aveva detto” (Genesi 22:2-3). “E giunsero al luogo che Dio gli aveva detto, e Abrahamo edificò quivi l’altare, e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figliuolo, e lo mise sull’altare, sopra la legna. E Abrahamo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figliuolo” (Genesi 22:9-10). Ogni volta che leggo questo brano delle Scritture, ammiro davvero Abramo nel mio cuore per quello che ha fatto: quando Dio gli ordinò di offrire suo figlio, che nacque quando aveva 100 anni, come offerta sacrificale a Lui, Abramo non contraddisse e non si lamentò con Dio, ma fece volentieri la Sua volontà. Da questo possiamo vedere che Abramo ha ascoltato e si è sottomesso a Dio, per il quale aveva fede sincera, e vale la pena di emulare la sua incondizionata obbedienza. Tuttavia, il fatto che Dio ordinò ad Abramo di offrire Isacco fu per me incomprensibile. Quando Abramo aveva 100 anni, Dio gli fece avere un figlio senza condizioni; ma perché Dio gli chiese di offrire Isacco quando il ragazzo era cresciuto? Incredibile! Quando Dio ordinò ad Abramo di sacrificare suo figlio a Lui, quale diavolo era la Sua volontà? Non riuscivo a capire, fino a quando ho letto un passaggio delle Sue parole.

Le Sue parole dicono, “Dal punto di vista dell’uomo, Dio compie molte cose incomprensibili e addirittura incredibili. Quando Dio desidera dirigere qualcuno, spesso la Sua direzione è in contrasto con le idee dell’uomo e incomprensibile a questi, ma proprio questa dissonanza e questa incomprensibilità sono la prova di Dio e la verifica dell’uomo. Intanto, Abramo seppe dimostrare l’obbedienza a Dio nel proprio intimo, il che rappresentò il principale motivo per cui egli fu in grado di ottemperare alle esigenze di Dio. Solo allora, quando Abramo fu in grado di obbedire ai comandi di Dio, offrendo Isacco, Dio provò veramente rassicurazione e approvazione nei confronti dell’umanità (nei confronti di Abramo, che Egli aveva scelto). Solo allora Dio fu sicuro che la persona che aveva scelto era un capo indispensabile, in grado di portare avanti la Sua promessa e il Suo successivo piano di gestione. Sebbene si trattasse solo di una prova e di una verifica, Dio Si sentì gratificato, sentì l’amore dell’uomo per Lui e Si sentì confortato dall’uomo come non mai. Nel momento in cui Abramo sollevò il coltello per uccidere Isacco, Dio lo fermò? Egli non permise che Abramo sacrificasse Isacco, semplicemente perché non aveva nessuna intenzione di togliere la vita a Isacco. Pertanto, Dio fermò Abramo giusto in tempo. Per Lui l’obbedienza di Abramo aveva già superato la verifica, ciò che egli aveva fatto era sufficiente e Dio aveva già visto l’esito di ciò che Egli intendeva fare. Tale esito era soddisfacente per Dio? Si può dire che lo era, che era proprio ciò che Dio voleva e che aveva desiderato vedere. È vero? Sebbene, in contesti diversi, Dio usi metodi diversi per mettere alla prova ogni persona, in Abramo Egli vide ciò che aveva desiderato, vide che il cuore di Abramo era sincero, che la sua obbedienza era incondizionata, ed era appunto una simile ‘incondizionatezza’ ciò che Dio desiderava”. Dalle parole di Dio, ho capito che Egli aveva dato disposizioni ad Abramo, chiedendogli di offrire a Lui il suo figlio più amato; Dio lo sottopose a questa prova per vedere se era un uomo veramente ubbidiente a Lui. Abramo portò suo figlio nel luogo del sacrificio, sistemò la legna e poi legò suo figlio. Nell’istante in cui, sopportando di rinunciare a ciò che amava, sollevò il coltello, Dio gli impedì di prendere la vita di Isacco giusto in tempo. Il cuore di Dio fu confortato dalla sua azione, da cui vide il suo vero cuore e la sincerità di quel momento, e che fu il risultato più soddisfacente che Dio Si potesse aspettare di vedere. Nel momento in cui Dio ordinò ad Abramo di sacrificare Isacco, egli non sapeva perché Dio gli aveva dato questo ordine, ma non commentò né si lamentò con Lui, semplicemente sottomettendosi alla Sua volontà. Dio vide che Abramo poteva offrire il suo unico figlio a Lui, e poi cos’altro non poteva sacrificare? Dio fu soddisfatto quando conquistò il vero cuore di Abramo. Grazie al suo cuore autentico e alla sua obbedienza, ricevette l’approvazione e le benedizioni di Dio. Jahvè Dio disse, “Siccome tu hai fatto questo e non m’hai rifiutato il tuo figliuolo, l’unico tuo, io certo ti benedirò e moltiplicherò la tua progenie come le stelle del cielo e come la rena ch’è sul lido del mare; e la tua progenie possederà la porta de’ suoi nemici. E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie, perché tu hai ubbidito alla mia voce” (Genesi 22:16-18).

Leggendo questi versi, sento sinceramente che Dio è pratico nelle Sue opere e non concederà mai delle benedizioni all’uomo per nulla, poiché le Sue azioni sono sempre basate su sani principi. Anche se avesse voluto benedire Abramo, egli avrebbe dovuto sopportare comunque la sua prova in primo luogo, perché Egli benedice l’uomo solo quando vede il suo cuore sincero. Capisco anche che Dio non concederà facilmente le Sue benedizioni all’uomo. Sembrava che Dio avesse spogliato l’uomo per portargli sofferenza, ma in realtà c’erano il Suo vero amore e la Sua aspettativa verso l’umanità nascosti dietro a tutto questo. Pensando a noi nella vita reale, possiamo vedere che Dio ha predisposto varie persone, questioni e cose intorno a noi per perfezionarci e cambiarci. Anche se ciò che sperimentiamo non è così stupefacente come ciò che Abramo ha vissuto, c’è l’aspettativa di Dio nei nostri confronti, nascosta in ogni sciocchezza. Ma quando si parla della benedizione di Dio, riteniamo spesso che “Dio dovrebbe concedermi tutto ciò per cui prego” o “ho speso un sacco e pagato un prezzo molto alto e fatto molto lavoro per Dio, e quindi Egli mi dovrebbero concedere le benedizioni che voglio”. Tuttavia, queste sono tutte nostre immaginazioni e idee; Dio è di principio in ciò che fa. Ciò che vuole è il nostro cuore: possiamo veramente donarGli il nostro cuore in ogni circostanza e sottoporci incondizionatamente a ogni circostanza che organizza. Solo se pratichiamo e ci sacrifichiamo in questo modo possiamo essere benedetti e lodati da Dio.

Pertanto, quando Dio organizza situazioni per metterci alla prova, dovremmo avere un atteggiamento obbediente per queste prima per poi cercare la volontà di Dio. Indipendentemente dal fatto che l’ambiente che incontriamo sia in accordo con le nostre nozioni e immaginazione, possiamo metterli da parte e agire in conformità con le parole di Dio; solo così potremo ottenere la benedizione di Dio. Proprio come dice la parola di Dio, “Coloro che davvero seguono Dio sono in grado di sostenere la prova del loro lavoro, laddove coloro che non seguono davvero Dio non sono in grado di sostenere nessuna delle prove di Dio. Presto o tardi essi verranno scacciati, mentre i vittoriosi rimarranno nel Regno. Che l’uomo cerchi davvero Dio o meno è determinato dalla valutazione del suo lavoro, vale a dire, dalle prove di Dio, e non ha niente a che fare con la decisione dell’uomo stesso. Dio non rifiuta nessuno a casaccio; tutto ciò che Egli compie ha come unico scopo che l’uomo possa essere profondamente convinto. Egli non fa nulla che sia invisibile all’uomo, né compie alcuna opera che non possa convincere l’uomo. Che la fede dell’uomo sia vera o no è provato dai fatti, e non può essere deciso dall’uomo. Che ‘il grano non possa essere trasformato in zizzania e che la zizzania non possa essere trasformata in grano’ è fuori da ogni dubbio. Tutti coloro che amano veramente Dio alla fine rimarranno nel Regno, e Dio non farà torto a nessuno che Lo ami davvero”.

Nella prova di Dio, Abramo poteva sacrificare il suo unico figlio a Dio, e così ottenere la Sua benedizione: Dio moltiplicherà la sua discendenza come le stelle del cielo, e l’opera di Dio e le Sue commissioni saranno compiute nei Sui discendenti. Nella prova di Dio, Giobbe non rifiutò il nome di Dio ma Lo lodò ancora, diventando un uomo perfetto ai Suoi occhi. Così, ottenne la benedizione e le lodi di Dio e alla fine morì pieno di giorni. Al tempo di Noè, Dio fece costruire a Noè l’arca e predicò che la terra sarebbe stata distrutta dall’inondazione per oltre cento anni. Anche se sottoposto a vari scherni, persecuzioni e calunnie di ogni genere, Noè rispettò le istruzioni di Dio e alla fine ricevette la Sua salvezza sopravvivendo al disastro… Da ciò possiamo vedere che Dio è così adorabile e che c’è la benedizione dell’uomo nella Sua prova. Solo provando ad affrontare le prove di Dio e cercando la Sua volontà nelle situazioni che Dio prepara, potremo sicuramente ottenere la benedizione e la grazia di Dio.