Riflessioni sulla storia delle ultime parole di un re: qual è il valore e il significato della vita?

Traduzione di Jenny Graziella Giacomelli

Ho visto un’allegoria sul mio cellulare, per me illuminante e voglio condividerla con voi. Si tratta di Alessandro Magno. Fu uno dei comandanti militari di maggior successo nella storia. Si ammalò sulla via del ritorno dopo aver vinto una guerra. Comunicò agli ufficiali e agli uomini i suoi ultimi tre desideri prima di morire: in primo luogo, la sua bara doveva essere riportata dai suoi dottori. Successivamente, oro, argento e pietre preziose dovevano essere sparsi lungo il percorso che faceva la bara verso la tomba. Infine, le sue mani dovevano essere posizionate all’esterno della bara. Gli ufficiali e gli uomini non capirono perché Alessandro avesse chiesto di fare ciò. Quindi, disse loro che lo scopo era di dare al mondo tre lezioni: in primo luogo, non importa quanto siano magistrali le abilità dei medici, non possono salvare la vita di nessuno o decidere la vita e la morte di nessuno. In secondo luogo, l’uomo non dovrebbe rincorrere denaro o ricchezza, perché non ha senso farlo, è solo una perdita di tempo. Infine, proprio come l’uomo viene al mondo a mani vuote, muore a mani vuote, senza portare via nulla. Poi morì. Questa allegoria ci ha dato degli spunti di riflessione: anche se abbiamo tutta la ricchezza e il potere nella nostra vita, che valore hanno quando la morte arriva? Cosa è veramente prezioso per noi e vale la pena cercarlo?

Alessandro è morto con dispiacere. Sul letto di morte, ha usato le sue esperienze personali per ammonire il mondo: non è di alcun beneficio per l’uomo passare la vita a cercare denaro. Anche se ha più soldi, non può salvargli la vita. Quindi non ha senso. Quando la morte si abbatterà su di lui, partirà ancora da questo mondo con le mani vuote e non porterà via nulla. Proprio come disse il Signore Gesù: “E che gioverà egli a un uomo se, dopo aver guadagnato tutto il mondo, perde poi l’anima sua? O che darà l’uomo in cambio dell’anima sua” (Matteo 16:26). Anche se il re Alessandro ha detto alle generazioni successive di imparare le lezioni dalle esperienze personali e di evitare di ripetere i suoi errori, il fatto triste è che nessuno di noi realizza la verità, ma continua a camminare sulla via di Alessandro. Siamo spesso impegnati a lavorare dalla mattina alla sera e persino a utilizzare tutti i mezzi possibili per guadagnare di più. Non posso fare a meno di pensare alle parole di Dio: “Coloro che muoiono portano con sé le storie dei vivi e coloro che sono vivi ripetono la stessa tragica storia di coloro che sono morti”. Le parole di Dio rivelano il dolore di noi uomini corrotti. Una generazione va e un’altra generazione arriva. Ma ciò che non cambia è che tutti vivono per rincorrere il denaro. Non posso fare a meno di pensare a mio padre.

Dato che ero abbastanza grande per conoscerlo meglio, secondo me, sembrava che mio padre continuasse a lavorare ventiquattr’ore su ventiquattro lottando per il denaro. Un giorno, improvvisamente cadde svenuto. Poi non si riprese più. La morte improvvisa di mio padre addolorò enormemente la mia famiglia e la accettammo a fatica. Anche le persone intorno a noi tra le lacrime dissero: “Come può un uomo morire così? Come a scivolar via. Ahimè, a che serve guadagnare più soldi se poi si perde la vita? Alla fine, è ancora a mani vuote…”. Mi sono sentito affranto per la morte di mio padre. Ha lavorato sodo per metà della sua vita per guadagnare soldi per sfamare la mia famiglia. Alla fine, è finito a mani vuote. È morto così all’improvviso prima che potesse vedermi crescere, sposarmi e iniziare una carriera. E non sono stata una buona figlia nei suoi confronti.

Più tardi, ho accettato il Vangelo di Dio. Ho visto le parole di Dio: “Gli uomini trascorrono l’esistenza a inseguire i soldi e la fama; che diventano una sorta di ‘ultima spiaggia’, nell’illusione che questi siano i soli mezzi di sostegno; come se, possedendoli, potessero continuare a vivere, potessero sfuggire alla morte. Ma solamente quando stanno per morire, si rendono conto di quanto queste cose siano distanti da loro, di quanto essi siano deboli di fronte alla morte, fragili, soli e impotenti, senza nessun posto dove andare. Si rendono conto che la vita non può essere comprata con i soldi o con la fama, che non importa quanto si è ricchi, quanto è alta la posizione sociale che si ricopre: tutte le persone sono ugualmente povere e insignificanti di fronte alla morte. Si rendono conto che i soldi non possono comprare la vita, che la fama non può cancellare la morte, che né i soldi né la fama possono allungare la vita di un solo minuto, di un solo secondo”. “Sebbene le varie capacità di sopravvivenza che le persone acquisiscono nel corso della vita possano offrire un’abbondanza di comodità materiali, non danno mai vera pace e consolazione al cuore; anzi, fanno costantemente perdere la direzione, rendono difficile mantenere il controllo, sviano gli uomini facendo perdere loro ogni occasione per imparare il significato della vita; e creano tutta una serie di difficoltà riguardo a come affrontare la morte in maniera adeguata. In questo modo, la vita della gente è rovinata”.  Leggendo le parole di Dio, non potevo fare a meno di perdermi nei miei pensieri: lottiamo per il denaro e la fama ogni giorno. Sembra che siamo indifferenti alle cose che non hanno nulla a che fare con i guadagni. Tutto quello che facciamo è come guadagnare più soldi. I nostri corpi si consumano progressivamente. Occasionalmente contempliamo la nostra vita per un secondo: qual è il significato di tutto questo? Perché l’uomo è vivo? Qual è il valore della vita? Ma prima di cercare le risposte, veniamo spazzati via rapidamente dalle tendenze sociali malvagie e continuiamo ad agitarci… Sebbene sappiamo che i soldi non sono altro che godimento temporaneo, conforto o infelicità infinita, non riusciamo a liberarcene. Di conseguenza, siamo costretti ad andare avanti. Solo quando i nostri corpi saranno esausti per il superlavoro inizieremo ad avere rimpianti e paura. Solo quando saremo vicini alla morte ci sveglieremo: non importa quanti soldi abbiamo, le nostre vite non possono essere ricomprate con essa.

Non abbiamo la capacità di trascendere noi stessi. Quindi, chi può aiutarci a scrollare di dosso le catene del denaro? Ho visto le parole di Dio: “C’è un modo più semplice per scrollarsi di dosso questa condizione: dire addio allo stile di vita precedente, dire addio ai precedenti obiettivi di vita, riassumere e analizzare il proprio stile di vita precedente, la filosofia, le ricerche, i desideri, gli ideali e poi confrontarli con la volontà di Dio e le Sue richieste nei confronti dell’uomo e vedere se sono in linea con tali volontà e richieste, se sono portatori dei giusti valori di vita, conduce ad una comprensione maggiore della verità e consente di vivere con umanità e da uomini. Quando ricerchi ripetutamente e analizzi attentamente i vari obiettivi di vita che la gente persegue e i suoi svariati modi di vivere, noterai che nessuno di questi rispecchia l’intenzione originale del Creatore quando ha creato l’umanità. Allontanano tutti le persone dalla sovranità e dalla sollecitudine del Creatore; sono tutte fosse in cui l’umanità cade e viene condotta all’inferno. Dopo aver riconosciuto tutto questo, il tuo compito è lasciare da parte la tua vecchia visione della vita; stare lontano dalle varie trappole; lasciare che Dio si faccia carico della tua vita e stabilisca dei programmi per te; provare semplicemente a sottometterti alla guida e alle disposizioni di Dio, non aver scelta e diventare una persona che adora Dio”. È perché siamo tentati e corrotti da Satana che viviamo con grande amarezza. Le regole di vita di Satana sono diventate la nostra vita, come “Il denaro fa proliferare gli asini”, “Prima il denaro”, “Il denaro non è tutto ma senza soldi non puoi fare nulla”, e così via. Conseguiamo il nostro sostentamento dalle regole di vita di Satana, spendendo di buon grado tutto per esso, compresa tutta la nostra energia, diventando burattini di Satana e schiavi del denaro. Se vogliamo scrollarci di dosso le catene del denaro, tutti i vuoti e le pene della vita, e vivere una vita preziosa e piena di senso, allora dobbiamo rinunciare alla nostra precedente visione della vita e del valore, venire davanti a Dio e obbedire alle Sue sovranità e alle Sue disposizioni. Solo in questo modo possiamo camminare sulla retta via della vita umana e raggiungere la vera pace e felicità. Dio è onnipotente e tutto è controllato nelle mani di Dio. Finché ci appoggiamo e guardiamo a Dio, saremo in grado di liberarci dalle catene e dal controllo di Satana, per ottenere la guida di Dio e vivere nella luce con calma e fermezza.

Nella Bibbia è riportato che Giobbe era perfetto e giusto e che temeva Dio e evitava il male. Satana lo allettò e lo tentò: tutte le sue proprietà gli furono portate via dai ladri in un solo giorno. I suoi figli hanno subito disastri. La malattia lo colpì. Tuttavia, non protestò contro Dio ma si sottomise alla Sua sovranità e alle Sue disposizioni. Si prostrò a terra e pregò Dio, dicendo: “Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno” (Giobbe 1:21). Giobbe rimase fermo nella sua testimonianza, glorificando Dio e svergognando Satana. Dio Si rivelò a Giobbe e gli parlò nel vento, cosa che rese Giobbe ancora più consapevole di Dio e che gli fece capire che era il più grande valore e significato della vita per creare una testimonianza e glorificare Dio. Così, Giobbe ottenne la benedizione di Dio e la sua proprietà e la sua aspettativa di vita raddoppiarono. Alla fine, morì, pieno di giorni. La testimonianza di Giobbe ci fa capire come vivere una vita preziosa e piena di senso e trovare la giusta direzione. Non saremo schiavi di Satana, del denaro o di qualsiasi altra persona, ma dovremo temere e adorare Dio, vivere secondo le Sue parole e percorrere la via timorosa di Dio e ripudiando la via malvagia, in modo da poter ottenere la Sua benedizione e vivere una vita di valore e di senso.

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