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Problemi di coppia, Dio li risolverà

Io sono una cosmetologa e mio marito è un contadino. Ci siamo conosciuti il giorno di San Valentino cinese, in Malesia, durante il lancio dei mandarini. Un anno dopo ci siamo sposati in chiesa, alla presenza di un prete come nostro testimone. Ascoltando il prete celebrare il nostro matrimonio, i miei occhi si fecero lucidi e iniziai a pregare Dio in silenzio: “Spero che quest’uomo possa prendersi cura di me per sempre e che possa accompagnarmi lungo tutto il mio cammino di vita”. Ero profondamente emozionata.

Una volta iniziata la nostra vita matrimoniale, però, cominciarono a manifestarsi anche i primi problemi tra di noi. Ogni giorno mio marito usciva di casa alle 4:00 di mattina per vendere la verdura e tornava dopo le 19:00, ma io staccavo dal lavoro alle 22.00 passate, e raramente avevamo tempo per noi. Quando trascinavo a casa il mio corpo esausto cercavo la sua attenzione, la sua comprensione, speravo mi chiedesse come stava andando il lavoro o se fossi felice o meno. Tuttavia, quasi sempre quando rientravo a casa lo vedevo guardare la TV o giocare con il suo telefono; a volte non mi salutava nemmeno, come se non esistessi. Tutto ciò mi deprimeva molto.

A volte, magari a causa di qualche attrito con i miei colleghi o clienti, mi lamentavo del problema con lui. Una volta ci sono stati dei contrasti con un cliente al lavoro. Mi sentivo molto turbata, così, dopo essere rientrata a casa, mi sono lamentata della cosa con mio marito. Continuando a giocare con il suo telefono, lui mi aveva risposto con un semplice: “Oh”. Vedendo tanta freddezza da parte sua, gli chiesi arrabbiata: “Hai sentito quello che ho detto?” A quel punto lui alzò lo sguardo e mi disse: “Sì!”, poi abbassò la testa e continuò a giocare sul telefono. Il suo comportamento di completa indifferenza nei miei riguardi mi ferì profondamente, così gli gridai: “Non puoi rispondere dato che hai sentito? Sei un burattino di legno? Non puoi parlare? Devo parlarti anch’io tramite telefono?” Vedendo che stavo iniziando a innervosirmi, non mi prestò più alcuna attenzione. Tuttavia, più lui non parlava, più io mi infuriavo, insistendo per forzarlo a rispondere. Poi, all’improvviso, lui gridò: “Hai parlato abbastanza!” Ero così spaventata che smisi di parlare per qualche istante. Subito dopo ripresi a discutere con lui e la mia voce si alzò più della sua. Finalmente la nostra lite giunse al termine, ma non prima che io avessi detto l’ultima parola. Mi lamentai con lui del mio lavoro anche in un’altra occasione. Pensavo mi confortasse, invece con sorpresa mi disse: “Tutto ciò che vedi sono le mancanze degli altri, ma non sei in grado di vedere che la colpa è anche tua. Bisogna essere in due per risolvere un problema comune”. Le sue parole mi fecero arrabbiare. Pensai: “Che razza di persona è? Non sa nemmeno come consolare sua moglie. È solo un pazzo”. In seguito, gli parlai raramente dei problemi che incontravo al lavoro perché pensavo che anche se gli avessi detto qualcosa, lui non sarebbe stato in grado di comprendere i miei sentimenti. Lui poi provò a chiedermi del mio lavoro, ma io non ero mai dell’umore giusto per rispondergli. A poco a poco, smise di farmi domande e le cose di cui riuscivamo a parlare divennero sempre meno. Non appena incappavo in qualche situazione problematica, uscivo a bere qualcosa con i miei amici e ne parlavo con loro, e a volte non rientravo prima dell’alba. Vedendo che rincasavo spesso tardi, mio marito iniziò a dire che trattavo casa nostra come un albergo, e persino mia suocera e mio cognato davano tutta la colpa a me, il che mi faceva sentire abbastanza instabile emotivamente e mentalmente. Ero dunque ancora più risentita nei confronti di mio marito, percependo che lui non aveva la capacità di proteggermi. Come risultato di questa situazione continuavamo a litigare. A volte, dopo un litigio, non mi parlava per qualche giorno o addirittura una settimana. Questo mi faceva infuriare ancora di più, e a volte pensavo che si fosse stancato di me.

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Una sera, dopo cena, stavo giocando sul divano con nostro figlio mentre mio marito era impegnato con le sue cose. Gli chiesi: “Mi odi? Perché mi tratti sempre con indifferenza? Se hai qualcosa da dire, dimmelo in faccia!” Lui non pronunciò una parola, così continuai a chiederglielo finché non si spazientì e gridò: “Non chiedermi più nulla. Ogni giorno fai un milione domande. Sono stanco morto!” Vedendo la sua reazione, la mia rabbia esplose immediatamente: “Hai perso le staffe, ma non hai risposto alla mia domanda. Che cosa vuoi? Come ho fatto a sposare uno come te?!” Iniziammo a litigare. Durante il litigio, lui mi spinse e io caddi sul divano. Nel momento in cui diventò violento con me non riuscii più a sopportare la situazione. Sentivo che non potevo più continuare a vivere con lui, così corsi in camera da letto in lacrime a cercare il nostro certificato di matrimonio. Lui accorse per strapparmelo di mano ma, nel farlo, il suo corpo cadde pesantemente sul mio polso. Sentii un dolore straziante: il mio polso si era fratturato. In quel momento, il mio cuore si spezzò. Era veramente lui il marito che avevo scelto attentamente? Era questo il matrimonio che meritavo? Sono sua moglie! Come ha potuto farmi questo? Da quel momento in poi non nutrii più alcuna speranza nel nostro matrimonio.

Per caso, nell’aprile del 2016, una sorella mi predicò il Vangelo del Signore Gesù e disse: “Il Signore ci ama e per salvarci è stato inchiodato alla croce”. Rimasi commossa dall’amore del Signore, così accettai il Suo Vangelo. In seguito, raccontai ai pastori della nostra chiesa dei problemi tra me e mio marito. Loro mi risposero: “Solo quando riusciamo a cambiare prima noi stessi, possiamo poi cambiare gli altri. Dovremmo amare i nostri vicini come noi stessi e amare i nostri nemici, proprio come il Signore”. Cercai allora di cambiare me stessa: smisi di andare a bere con gli amici dopo il lavoro; quando vedevo che mio marito mi ignorava e stavo per perdere la calma, iniziavo a pregare il Signore e Gli chiedevo di concedermi un cuore che sapesse perdonare; a volte, anche se prima avevo litigato con mio marito, cercavo poi di superare la situazione di stallo che si creava. Vedendo i miei cambiamenti, anche mio marito iniziò a credere nel Signore. Dopo aver iniziato a credere e pregare il Signore, per un po’ di tempo i litigi tra di noi diminuirono. Fui molto colpita da come il Signore ci stava salvando.

Tuttavia, con il passare del tempo, mi accorsi che non riuscivamo ancora a controllare le nostre emozioni e tra di noi scoppiavano ancora spesso dei litigi. Soprattutto quando uno di noi non era di buon umore, nessuno dei due aveva né pazienza né tolleranza. Di conseguenza litigavamo ancora più intensamente. Dopo ogni litigio sentivo un grande dolore nel mio cuore, così spesso pregavo il Signore: "Signore, Tu ci hai insegnato ad amare i nostri nemici, ma io non riesco a farlo. Quando mio marito fa qualcosa che non voglio mi sento colma di disprezzo, sfida e insoddisfazione. Signore, cosa dovrei fare?" In seguito, sperando di trovare una soluzione al problema, partecipai attivamente a tutti i corsi organizzati dalla nostra chiesa. Fu un fallimento. Decisi quindi di chiedere aiuto al capogruppo. La sua risposta fu semplice: “Anch’io litigo spesso con mia moglie. Persino Paolo disse: ‘Difatti, io so che in me, vale a dire nella mia carne, non abita alcun bene; poiché ben trovasi in me il volere, ma il modo di compiere il bene, no’ (Romani 7:18). Nessuno di noi può fare qualcosa a riguardo”. Per un breve momento mi sentii come stordita: può essere che dobbiamo passare tutta la nostra vita a litigare?

A marzo 2017, mio marito che era rimasto sempre silenzioso riprese vitalità all’improvviso, e iniziò a spiegarmi alcuni versetti. Ancora più incredibile fu il fatto che la sua condivisione mi permise di sentirmi molto ispirata. Ero un po’ perplessa: com’era possibile che all’improvviso fosse diventato un’altra persona? Scoprii per caso che si era unito a un gruppo online, ma dato che era già notte fonda, le delucidazioni avrebbero dovuto aspettare fino all’indomani. La mattina seguente andammo nella nostra chiesa insieme. Per strada gli chiesi di cosa parlasse con le altre persone in internet. Lui rispose che si riunivano per discutere sulla Bibbia. Quando gli chiesi qualcosa di più, lui smise di rispondere. Più tardi lo costrinsi a parlare finché non ebbe altra scelta che dirmi: “Il Signore Gesù è tornato e il Suo nome è Dio Onnipotente. Egli sta parlando, giudicando e purificando l’umanità negli ultimi giorni. Ciò rispecchia precisamente le parole della Bibbia: ‘Poiché è giunto il tempo in cui il giudicio ha da cominciare dalla casa di Dio’ (I Pietro 4:17). Quando siamo alla ricerca dell’opera di Dio, dovremmo prestare attenzione ad ascoltare la voce di Dio. Se ci aggrappiamo ciecamente alle nostre concezioni e alle nostre immagini mentali, se non cerchiamo la verità e aspettiamo solamente la rivelazione di Dio, allora non accoglieremo il ritorno del Signore. Io sto studiando l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni”. Rimasi scioccata dalla notizia, era inconcepibile. Una volta, un pastore indiano ci disse di cercare con umiltà tutto ciò che riguarda il Signore. Così Lo pregai: “Abba, Padre celeste, se ora Dio Onnipotente è il Tuo ritorno, possa Tu indicarmi la via giusta. Altrimenti, possa Tu proteggere il mio cuore cosicché io non Ti abbandoni. Amen!”

Dopo aver pregato, aprii la Bibbia e iniziai a leggere. Quando lessi le parole del Libro dell’Apocalisse: “Ecco, io sto alla porta e picchio: se uno ode la mia voce ed apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli meco” (Apocalisse 3:20), all’improvviso mi emozionai: era come sé il Signore mi stesse parlando a tu per tu. Pensai: “Il Signore è tornato veramente?” Poi ripensai anche ai versetti che il pastore aveva spiegato qualche tempo prima, nel giorno del Signore. Così andai a leggere Giovanni 16:12-13: “Molte cose ho ancora da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata; ma quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà udito, e vi annunzierà le cose a venire”. Ero molto emozionata: se il Signore è veramente tornato, significa allora che i miei problemi coniugali si risolveranno? Mi sbrigai a chiedere a mio marito di aiutarmi a mettermi in contatto con i fratelli e le sorelle della Chiesa di Dio Onnipotente, perché anch’io volevo studiare l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni.

Durante una riunione, una sorella riassunse alcuni argomenti contenuti nella Bibbia e discusse con me le profezie riguardanti le modalità del ritorno del Signore, il nuovo nome del Signore, l’opera compiuta dal Signore al Suo ritorno e così via. Volevo veramente conoscere l’opera di Dio degli ultimi giorni. Pregavo continuamente il Signore, chiedendoGli di ispirarmi e illuminarmi, così da poter comprendere le Sue parole. Durante il periodo in cui stavo studiando l’opera di Dio degli ultimi giorni, litigai nuovamente con mio marito a causa di una sciocchezza. Mi sentivo triste, perciò chiesi a una sorella: “Perché litigo sempre con mio marito, invece di andare d’accordo con lui?” Lei mi indicò due passi delle parole di Dio: “Prima che l’uomo fosse redento, molti dei veleni di Satana si erano già insinuati in lui. Dopo millenni di corruzione satanica, l’uomo ha già dentro di sé una natura che resiste a Dio. Quando egli è stato redento, dunque, questa non è altro che redenzione, in cui l’uomo viene comprato a caro prezzo, ma la natura velenosa dentro di lui non è stata eliminata. Un uomo così contaminato deve subire un cambiamento prima di essere degno di servire Dio. Attraverso quest’opera di giudizio e di castigo, l’uomo arriverà a conoscere appieno la sostanza sudicia e corrotta dentro di sé e sarà in grado di cambiare completamente e di diventare puro. Solo in questo modo egli può essere degno di tornare davanti al trono di Dio”. “Benché Gesù compia molte cose tra gli uomini, ha soltanto completato la redenzione di tutta l’umanità, Si è sacrificato per il peccato dell’uomo e non ha liberato l’uomo dalla sua indole corrotta. Salvare completamente l’uomo dall’influenza di Satana non solo ha comportato il fatto che Gesù Si facesse carico dei peccati dell’uomo come sacrificio per i peccati, ma ha anche richiesto che Dio compisse un’opera maggiore per liberare completamente l’uomo dalla sua indole corrotta da Satana. E perciò, dopo che all’uomo sono stati perdonati i peccati, Dio Si è nuovamente incarnato per condurlo verso l’età nuova, e ha iniziato l’opera di castigo e giudizio, e quest’opera ha introdotto l’uomo in un regno più elevato. Tutti coloro che ubbidiscono al Suo dominio godranno di una verità superiore e riceveranno maggiori benedizioni. Vivranno realmente nella luce e guadagneranno la verità, la via e la vita”.

Poi disse: “In principio, Adamo ed Eva vivevano in un felice mondo di unione con Dio. Essi potevano sentire le parole di Dio e godere del Suo amore. Non c’era nessuna lite o dolore tra loro. Tuttavia, dopo aver ascoltato le parole del serpente e mangiato il frutto dell’albero della conoscenza del Bene e del Male, hanno abbandonato Dio e hanno vissuto sotto il dominio di Satana. Non potevano più vivere felicemente dinanzi a Dio. Poi sono iniziati il dispiacere e il dolore. Dopo che fummo corrotti da Satana, diventammo pieni della propensione alla corruzione e del veleno di Satana. Diventammo egoisti, sleali, arroganti, ostinati e iniziammo a metterci prima di tutto in tutte le cose; le persone iniziarono persino a combattere e uccidersi a vicenda. Anche se preghiamo il Signore e ci pentiamo e seguiamo l’esempio del Signore Gesù di amare il nostro prossimo come noi stessi, poiché abbiamo ancora un’inclinazione satanica corrotta che ci controlla, noi pecchiamo incessantemente. Il Signore Gesù ha compiuto l’opera di redenzione dell’umanità, ma non l’opera di eliminazione del peccato. Vale a dire, dopo aver accettato la salvezza del Signore Gesù, non siamo più completamente peccatori e possiamo avere l’opportunità di pregare davanti a Dio, ottenere la Sua misericordia e avere i nostri peccati perdonati. Ma la natura dei nostri peccati è ancora profondamente radicata dentro di noi. Abbiamo ancora bisogno che Dio compia un’altra fase dell’opera di purificazione e cambiamento delle persone. Ora Dio è di nuovo tornato ad essere carne e ha espresso la Sua parola per compiere l’opera di giudizio e di purificazione. Solo se teniamo il passo con la nuova opera di Dio, accettiamo il giudizio e il castigo delle Sue parole e perseguiamo la verità, la nostra indole corrotta può essere cambiata e noi possiamo realizzarci come persone genuine. Solo allora si raggiungerà la vera armonia tra le persone”.

Grazie al discorso della sorella compresi che la vera ragione per la quale noi viviamo costantemente in un binomio di peccato e confessione, è che abbiamo una natura satanica. Dio è diventato nuovamente carne per compiere l’opera di giudizio. Se accettiamo la nuova opera di Dio avremo la possibilità di cambiare. Allora pensai che nella nostra Chiesa ci sono molti fratelli e sorelle che credono fermamente nel Signore, ma non avrei mai immaginato che in realtà sarei stata io la prima a sentire la notizia del Suo ritorno. Rendiamo grazie al Signore! Poi chiesi: “Ma ancora non capisco. Questa volta Dio sta pronunciando parole per purificarci e cambiarci, ma come fanno le parole a cambiarci?”

Allora la sorella lesse un altro passo delle parole del Signore: “Durante gli ultimi giorni, Cristo utilizza una serie di verità per insegnare all’uomo, rivelarne l’essenza e analizzare le sue parole e le sue azioni. Queste parole comprendono diverse verità quali il dovere dell’uomo, come l’uomo dovrebbe obbedire a Dio, come dovrebbe esserGli fedele, come dovrebbe vivere la normale umanità, così come la saggezza e l’indole di Dio, e così via. Queste parole sono tutte dirette all’essenza dell’uomo e sulla sua indole corrotta. In particolare, le parole che rivelano come l’uomo rifiuta Dio vengono pronunciate a proposito di come l’uomo sia la personificazione di Satana e una forza nemica di Dio. Quando Dio compie il lavoro di giudizio, Egli non Si limita semplicemente a chiarire la natura dell’uomo solo con poche parole, ma compie la rivelazione, il trattamento e la potatura a lungo termine. Tale metodo di rivelazione, di trattamento e di potatura non può essere sostituito con parole ordinarie, ma con la verità che l’uomo non possiede affatto. Solo tale modo di lavoro viene considerato giudizio; solamente attraverso tale giudizio l’uomo può essere persuaso, pienamente convinto all’ubbidienza verso Dio e inoltre può ottenere la vera conoscenza di Dio. Ciò che il lavoro di giudizio realizza è la comprensione da parte dell’uomo del vero volto di Dio e la verità riguardo alla sua ribellione. Il lavoro di giudizio permette all’uomo di ottenere molta comprensione della volontà di Dio, dello scopo della Sua opera e dei misteri che non possono essere compresi dall’uomo. Inoltre, consente all’uomo di riconoscere e conoscere la sua sostanza corrotta e le radici della sua corruzione, come pure di scoprire la sua bruttezza. Questi effetti si realizzano tutti tramite il lavoro di giudizio, perché la sostanza di tale lavoro è di fatto l’opera di svelare la verità, la via e la vita di Dio a tutti coloro che hanno fede in Lui. Quest’opera è il lavoro di giudizio svolto da Dio”.

Poi aggiunse: “Le parole di Dio hanno chiaramente spiegato come Lui compia l’opera del giudizio. Sebbene le parole di Dio siano pronunciate semplicemente, esse sono la verità che Dio esprime e sono dirette alla nostra indole corrotta. Sono le verità che dobbiamo praticare affinché possiamo essere purificati e salvati. Ci dicono come obbedire e adorare Dio, come raggiungere L’umanità normale, quale sia la volontà di Dio per l’uomo, che tipo di persona Dio punisca, che tipo di persona Lui elimini, quale sia la natura satanica dell’umanità e così via. Sebbene le parole siano ordinarie, esse hanno autorità e potere e sono una manifestazione dell’indole di vita di Dio. Quando leggiamo le parole di giudizio e di castigo di Dio, possiamo sentire che Dio sta parlando a tu per tu con noi e che le Sue parole hanno rivelato completamente la nostra natura satanica corrotta, la nostra ribellione e resistenza nei Suoi confronti, le nostre concezioni e immagini mentali. Solo attraverso il giudizio delle parole di Dio possiamo vedere la verità: siamo stati corrotti da Satana. Pertanto, ci odieremo e saremo disgustati di noi stessi nel profondo e, non vorremo più vivere sotto il dominio di Satana e lasciarci ingannare da esso. Nel frattempo, dalle parole di giudizio e castigo di Dio, possiamo vedere la Sua santa e retta indole, che non tollera alcuna offesa. Dio detesta e odia la nostra indole corrotta, ma quando pratichiamo la verità per soddisfarLo, il Suo amore e la Sua misericordia ci appaiono. Mentre leggiamo continuamente le parole di Dio e sperimentiamo il Suo giudizio e castigo, avremo una comprensione più profonda della nostra natura corrotta e avremo una migliore comprensione della verità espressa da Dio, cosicché desidereremo ancora di più abbandonare la nostra carne e praticare la verità per soddisfare Dio. Quindi, le nostre espressioni di corruzione diventeranno sempre meno, praticare la verità sarà sempre più facile e, gradualmente, cammineremo sul sentiero di adorazione di Dio e di ripudio del male. Se non sperimenteremo il giudizio e il castigo delle parole di Dio, non avremo mai modo di vivere come una persona vera”.

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Sentendo la sua comunicazione, mi commossi e compresi che l’opera di giudizio e castigo di Dio è in realtà molto funzionale e che noi abbiamo infatti necessità di questo giudizio e castigo. Quindi pregai Dio: “Dio, desidero che Tu possa usare le Tue parole per dissetarmi e nutrirmi, in modo che io possa conoscere me stessa e la mia corrotta indole possa essere cambiata”.

Un’altra sorella mi lesse un altro passo delle parole di Dio, “Le donne immaginano che la loro dolce metà sarà il Principe Azzurro, e gli uomini immaginano di sposare Biancaneve. Queste fantasie servono a dimostrare che ciascuno ha determinate aspettative sul matrimonio, la propria serie di esigenze e di parametri. […] Il matrimonio è un momento importante nella vita di una persona. È il prodotto del suo destino, un legame cruciale nella sua sorte; non si fonda sulla sua volontà o sulle sue preferenze individuali e non è influenzato da alcun fattore esterno, bensì è completamente determinato dai destini delle due parti in causa, dalle disposizioni e dalle predeterminazioni del Creatore riguardo alla sorte della coppia. […] Così, quando una persona si sposa, il suo viaggio nella vita influenzerà e interesserà quello del partner, e viceversa. In altre parole, i destini umani sono interconnessi e nessuno può compiere la propria missione nella vita o svolgere il proprio ruolo in modo del tutto indipendente dagli altri. La nascita influenza un’enorme catena di relazioni; anche la crescita comporta una catena complessa di relazioni; allo stesso modo, il matrimonio esiste e prosegue inevitabilmente in una rete ampia e complessa di rapporti umani, coinvolgendo ogni membro e influenzando il destino di tutti coloro che ne fanno parte. Un matrimonio non è il prodotto delle famiglie di entrambi i membri, delle condizioni in cui sono cresciuti, del loro aspetto, della loro età, delle loro qualità, dei loro talenti o di qualunque altro fattore; piuttosto, scaturisce da una missione condivisa e da un destino collegato. Questa è l’origine del matrimonio, un prodotto del destino umano orchestrato e disposto dal Creatore”. Poi, aggiunse: “Il nostro matrimonio è predeterminato da Dio e colui con il quale costruiremo una famiglia è già stato deciso da Lui. Questa è la saggia disposizione di Dio. Quando Dio organizza i nostri matrimoni, Egli non guarda il nostro status sociale, né guarda il nostro aspetto o le nostre qualità ma, invece, determina ogni matrimonio secondo le missioni che dobbiamo adempiere quando veniamo al mondo. Tuttavia, poiché siamo controllati dalla nostra indole corrotta, abbiamo sempre i nostri requisiti e le nostre preferenze da soddisfare riguardo ai nostri partner. Quando non sono in linea con la nostra volontà, ne soffriamo profondamente. Questo tipo di dolore non è causato da altri, né è causato dalla predeterminazione di Dio ma, invece, è causato dalla nostra natura corrotta”.

Mi venne in mente la mia situazione coniugale: non ero mai soddisfatta del comportamento di mio marito e gli chiedevo di raggiungere i miei standard. Lo incolpavo, pensando che non gli importasse di me e che tutto fosse colpa sua. Solo grazie al discorso della sorella, mi resi conto che ero davvero una persona insensata ed egoista, che pensava solo alle proprie preferenze e ai propri interessi nel fare le cose. Pensandoci sopra, in realtà non era che mio marito non si prendesse cura di me; non era semplicemente in grado di esprimere i suoi sentimenti. Tuttavia, l’ho costretto a fare cose che non gli piacevano, causando così tanti scontri tra di noi. Mi venne in mente anche cosa mi disse lui una volta: "Prima tu hai predicato il Vangelo del Signore a me e ora io sto predicando a te il Vangelo dell’opera di Dio degli ultimi giorni. Questa è la grande grazia di Dio per noi. Siamo i più benedetti". Tuttavia, non ero in grado di rendere grazie a Dio e mi lamentavo riguardo alla mia vita coniugale. Grazie a Dio, avendo trovato la fonte della sofferenza nel mio matrimonio, mi sentii più calma e più libera nel profondo del mio cuore.

Ora, io e mio marito leggiamo spesso le parole di Dio e discutiamo della verità insieme. Facciamo anche del nostro meglio per adempiere ai nostri doveri. Accettiamo il nutrimento delle parole di Dio ogni giorno. La nostra attitudine alla vita è cambiata e le nostre vite sono diventate sempre più piene. Ciò che più mi emoziona è che, poiché la comprensione della verità da parte di mio marito è migliore della mia, lui discute spesso con me sulla pura comprensione delle parole di Dio e sulle esperienze di alcune persone. Quando mi vede rivelare la mia indole corrotta, mi parla della verità e della volontà di Dio. Ora che posso sentire la sua preoccupazione e attenzione per me, sono soddisfatta e felice. Da quando abbiamo accettato l’opera di Dio Onnipotente degli ultimi giorni e abbiamo compreso la verità, tutto è cambiato. Grazie Dio Onnipotente per averci salvato e per aver risolto i conflitti all’interno della nostra famiglia.

Traduzione di Elisa Stucchi

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