Sono decisa a seguire il Signore fino alla fine

Nella primavera del 1999, trovai la fede nel Signore Gesù per via della disarmonia nella mia famiglia. Da allora, ho ricevuto molta grazia e ho trovato la pace nel mio cuore. Tutto questo mi ha convinto sempre di più che il Signore Gesù è il Dio vero. Così cominciai a predicare il Vangelo, e molto presto più di venti persone si rivolsero al Signore. Successivamente, mentre i numeri dei credenti nel Signore aumentavano, offrii le mie due stanze vuote come luogo di incontro e accoglienza per i miei fratelli e le mie sorelle. A quel tempo, anche se leggevo spesso la Bibbia, non potevo spiegarla bene perché era passato poco tempo dalla mia conversione. Così insegnai ai miei fratelli e sorelle a cantare lodi e vivevo in pienezza ogni giorno. Tuttavia, quando fummo immersi in questa felicità, il governo cinese, all’improvviso, cominciò la persecuzione…

un libro si chiama la bibbia

Era una domenica mattina della primavera nel 2000. Più di una dozzina di fratelli e sorelle erano in preghiera nella mia casa. All’improvviso irruppero cinque poliziotti; senza dire una parola ci strapparono la Bibbia di mano. Eravamo tutti spaventati, stavamo lì e non sapevamo cosa fare. Li squadrai, e realizzai che tre di loro erano già venuti a casa mia qualche giorno prima. In quell’occasione erano in borghese e dissero di essere venuti per comperare materiale medico. Predicai loro il Vangelo del Signore Gesù e tutti loro dissero che credere nel Signore era cosa buona. Prima di andarsene, un giovane disse anche che avrebbe permesso a sua moglie di credere nel Signore e chiese quando ci sarebbe stato il prossimo incontro di preghiera. Mi fidai delle sue parole e glielo dissi. Ora capii che erano poliziotti in borghese e avevano programmato di arrestarci già da tempo. Quanto erano minacciosi e viziosi! In poco tempo i poliziotti misero più di venti Bibbie e i libri degli inni in una borsa. Inoltre capovolsero sotto sopra tutta la mia casa. Vedendo che io e sorella Wang stavamo in prima linea, ci portarono via senza proferire parola.

A quel tempo, nonostante sapessi che il PCC perseguita la fede religiosa, avevo sempre pensato: ci incontriamo solo, preghiamo e lodiamo il Signore a casa, e non facciamo niente di illegale; quindi, anche se la polizia ci porta via sarà soltanto per interrogarci. Tuttavia i fatti erano ben diversi dall’idea che mi ero fatta. Quando io e Sorella Wang fummo portate alla stazione di polizia, ci separarono per interrogarci. I tre poliziotti che mi stavano interrogando dicevano molte parole blasfeme contro il Signore. Non solo dissero che i nostri incontri erano illegali e disturbavano l’ordine pubblico, ma insistettero anche per sapere chi fossero i grandi capi e chi ci predicava il Vangelo a noi. Vedendo il loro sguardo malefico, pensai alle parole del Signore Gesù, “Ma io vi dico: Amate i vostri nemici e pregate per quelli che vi perseguitano” (Matteo 5:44). Continuavo a chiamare il Signore nel mio cuore: “O Signore! La polizia ci costringe a tradire la nostra Chiesa, ma non sarò mai un Giuda, il traditore del Signore. Che Tu possa perdonare i loro peccati e toccare il loro cuore duro e fare sì che si rivolgano a Te…”. Dopo la mia preghiera, mi sentii al sicuro ed ebbi fede. Siccome non dicevo nulla, uno dei poliziotti digrignò i denti e mi minacciò in modo brusco, “Se tu credi ancora in Gesù, ti condanno e ti mando immediatamente in un campo di lavoro”. Sentendo che saremmo state condannate, andai in panico pensando: non ho ancora raccolto il grano. Se si rinvia la raccolta, perderemo il raccolto di quest’anno. Poi come potrà vivere la mia famiglia? Inoltre la mia nipotina di 5 anni è a casa mia; se sarò condannata, chi si occuperà di lei? Pensando a tutto questo mi sentii debole. In quel momento, un poliziotto tirò fuori carta e penna e mi chiese di scrivere una lettera di garanzia, dicendo che se io non avessi creduto nel Signore e avessi pagato una multa di 200 yuan, mi avrebbero lasciata andare a casa. Sentendo che dovevo pagare una multa, mi arrabbiai, e pensai: “Se una persona fa qualcosa di sbagliato o prende una strada sbagliata, dovrebbe pagare una multa.

Ma Dio ci ha creato umani, e provvede a tutto. È la legge del cielo e della terra che noi crediamo in Dio e Lo adoriamo. Se io pagassi la multa, non significherebbe che ho torto? Ci vogliono far scrivere una garanzia, non vogliono che noi tradiamo il Signore?”. Ma vedendo il loro sguardo cattivo, mi sentii alquanto intimorita. “Se non faccio quello che vogliono, non so proprio come mi tratteranno”. Proprio quando ero intimorita, mi vennero in mente le parole del Signore Gesù, “Chiunque dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io riconoscerò lui davanti al Padre mio che è ne’ cieli. Ma chiunque mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io rinnegherò lui davanti al Padre mio che è nei cieli” (Matteo 10:32-33).

Le parole del Signore mi diedero forza e placarono l’ansia nel mio cuore. Dissi con voce ferma: “È giusto e appropriato per noi credere nel Signore. Non importa quando, io crederò nel Signore”. Sentendo le mie parole, i poliziotti non seppero più che fare e portarono me e sorella Wang all’ufficio di Sicurezza Pubblica della contea.

Dopo il nostro arrivo, due poliziotti mi interrogarono sempre sulla stessa questione, ma io rifiutai assolutamente di rispondere. Infine quando videro fallire il loro piano, uno di loro urlò all’impazzata, “Voi credenti nel Signore siete troppo ostinati”. Con questo, gesticolò con la mano e arrivarono immediatamente molti poliziotti. Fecero salire a forza me e sorella Wang in una macchina della polizia e ci portarono alla detenzione della contea. Non appena vi fui entrata, ne percepii avvertii l’oscurità e l’orrore e cominciai a tremare. La polizia ci portò davanti a una stanza buia e ci spinsero dentro con la forza. La porta fu chiusa a chiave dopo essere stata sbattuta. Mi guardai intorno e vidi soltanto un letto duro. L’unica nota di speranza era una piccola finestra che lasciava filtrare un po’ di luce. Siccome io e sorella Wang eravamo esauste dopo una giornata pesante con la polizia senza né cibo né bevande, ora avvertimmo fame e stanchezza, e ogni parte dei nostri corpi doleva. Mi lasciai cadere sul letto ripensando alla giornata trascorsa e mi sentii molto indignata. “Non rubiamo né rapiniamo, nonostante questo il PCC ci impone un addebito per ‘disturbo dell’ordine sociale’ soltanto perché facciamo incontri e lodiamo il Signore a casa mia. Dove è la giustizia? Dove sono i diritti civili? Il governo cinese apparentemente proclama che i cittadini hanno libertà di fede religiosa e che hanno diritti e interessi legali, ma soltanto oggi vedo che la parola del PCC è un raggiro per le persone semplici e per ingannare il mondo intero”. Non potevo fare a meno di sospirare: il PCC, il partito comunista ateo, è così scuro; credere nel Signore in una tale nazione è troppo difficile. Il giorno seguente il PCC condannò me e sorella Wang a una punizione detentiva di 15 giorni per “disturbo dell’ordine pubblico” e ci costrinsero a firmare un mandato di detenzione.

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