Senza Dio, dove andremmo?

Traduzione di Ilaria Vangelista

Durante la mia infanzia, mio padre mi portava spesso fuori. Quando ero stanco di camminare, mi portava sulla sua schiena. A quel tempo, mi sembrava che mio padre fosse molto alto, e dalla sua schiena potevo vedere molto lontano.

Gli anni passarono. Il giovane albero aumentò il numero dei suoi cerchi e non era tenero e divenne alto e dritto. Il grande albero divenne vecchio e si riempì di segni del tempo su tutto il suo corpo. Le cose cambiano col tempo che passa. Da quando siamo cresciuti, la nostra città ci sembra più piccola, e siamo divenuti curiosi nei riguardi del mondo esterno. Così i bambini una volta ingenui, ora amano viaggiare molto lontano da casa. I miei amici dell’infanzia lasciarono la loro città natia coi loro sogni. Alcuni di loro raggiunsero un gran successo; e alcuni tornarono a casa gloriosamente. Come un giovane avventato, anche io, ovviamente, ero restio a rimanere dove mi trovavo.

Quell’anno, quando lasciai la casa, ero mezza testa più alto di mio padre. Dopo aver percorso un po’ di strada, non potei non voltarmi indietro, e scoprire che la sua schiena era in qualche modo piegata. Così diedi un ultimo sguardo a quel posto dove ero cresciuto, ero un po’ riluttante, ma non avevo cambiato idea. A quel tempo, ero deciso a cambiare il mio destino con le mie mani. Questo era il mio obiettivo insindacabile.

Quando ero giovane, avevo un cuore irrequieto. Camminavo tra la folla e viaggiavo da un posto all’altro. Era pieno di orgoglio per me stesso. Tuttavia, la realtà andò contro i miei sogni più e più volte. Pensavo che sarebbe stato facile vivere da solo e che mi sarei goduto gli scenari di questo mondo vasto allo stesso tempo. Ma quando lavoravo in un ristorante, mi sono trovato davanti i rimproveri del capo e gli scherni degli altri; quando pagavo l’affitto e i servizi, mi accorgevo di aver pochi soldi rimasti; quando guadagnavo qualche soldo e mi godevo buoni vestiti e cibo. Sentivo che il mio cuore era inspiegabilmente vuoto senza sapere perché, quando camminavo tra le strade affollate e sentivo la musica triste dai negozi, a volte piangevo in silenzio. Alla fine confessai che mi ero allontanato da Dio per troppo tempo e che il mio obiettivo era in sostanza lottare contro le mie origini, la famiglia, i genitori, il tempo e la realtà… Ciò che emerse, alla fine, fu che avevo lottato contro il mio destino e avevo opposto resistenza alla sovranità e alle disposizioni di Dio.

un cristiano pensando che Senza Dio, dove andremmo?

Per un uomo che lavora molto lontano da casa, non solo si preoccupa di quando tornerà al luogo natio quando sarà vecchio, ma è anche confuso sulla vita e ciò che riguarda il futuro dopo alcuni ostacoli. Solo quando ebbi questo genere di preoccupazioni realizzai: Senza queste frustrazioni e amarezze, non avrei conosciuto l’importanza di credere in Dio, e ancora meno avrei imparato a obbedire alla sovranità e alle disposizioni di Dio. Così smisi di cercare la fama e la fortuna e ritornai alla famiglia di Dio. Dopo aver visto le dolci parole di Dio, mi sentii come se fossi uscito da una strettoia. Dio dice: “Il mondo è realmente il tuo luogo di riposo? […] Puoi tu veramente usare il tuo effimero appagamento per dissimulare il vuoto nel tuo cuore che non può essere nascosto? Puoi ingannare chiunque nella tua famiglia, ma non Me. Poiché la tua fede è troppo scarsa, ancora oggi sei incapace di trovare uno qualsiasi dei piaceri che la vita ha da offrire. […]”.

Nel passato, pensavo che avrei di certo trovato un luogo dove raggiungere la mia ambizione in questo vasto mondo. Forse non avrei guadagnato molti soldi. Ma se fossi stato con un personaggio cavalleresco nei racconti, che cammina per il mondo con aspirazione, orgoglio ed entusiasmo, sarebbe stato piacevole per me. In una parola, non volevo vivere una vita ordinaria o rassegnarmi al destino quando ero giovane. Così quando sentivo gli anziani dire “Ognuno dovrebbe obbedire alla volontà di Dio e fare ciò che dovrebbe nella sua vita”, io ero in disaccordo e pensavo: Si sono solo arresi al loro destino e stanno esprimendo la loro rassegnazione. Ma ora avevo capito: La fama, la fortuna, e la vanità che io rincorrevo erano tutte cose negative, e il mio obiettivo andava contro la sovranità di Dio sul destino umano. Quanta ricchezza potrei possedere, quale strada prendere e quale tipo di destino potrei avere tutti nella sovranità e predestinazione di Dio. Per un essere umano, lottare contro la sovranità di Dio e il suo destino è condannato a provare ogni tipo di sofferenza. Queste sofferenze non sono solo pene fisiche, ma anche vuoto e sconforto nello spirito cose ancora più insopportabili.

Un mio amico sperimentò tutto questo molto più profondamente. Dopo essere ritornato al cospetto di Dio, in un incontro un giorno lui vide un passo delle parole di Dio riguardo alla vita, la fama e la fortuna, e un passaggio dice, “Quando una persona si volta indietro a guardare la strada che ha percorso, quando ricorda ogni fase del suo viaggio, vede che a ogni passo, a prescindere che la strada fosse ardua o liscia, Dio ha guidato e pianificato il suo cammino. Senza che se ne accorgesse, sono state le Sue disposizioni meticolose, la Sua attenta pianificazione, a guidarla fino a oggi. Essere in grado di accettare la sovranità del Creatore, di ricevere la Sua salvezza: che grande fortuna è questa! […] Infatti si rende conto che, quando non comprende il destino, quando non capisce la sovranità di Dio, quando procede ostinatamente a tentoni, vacillando e barcollando nella nebbia, il viaggio è troppo difficile, troppo straziante. Così, quando le persone riconoscono la sovranità di Dio sul destino umano, quelle intelligenti scelgono di conoscerla e di accettarla, di dire addio ai giorni dolorosi in cui hanno cercato di costruirsi una vita proficua con le proprie mani, anziché continuare a lottare contro il destino e a perseguire i loro cosiddetti obiettivi di vita a modo loro. Quando non si ha Dio, quando non si riesce a vederLo né a riconoscerNe chiaramente la sovranità, ogni giorno è insignificante, inutile, triste. Ovunque una persona si trovi, qualunque lavoro faccia, i suoi mezzi di sostentamento e il perseguimento dei suoi obiettivi non le portano altro che un dolore interminabile e una sofferenza incurabile, al punto che essa non sopporta di guardarsi indietro. Soltanto quando si accetta la sovranità del Creatore, quando ci si sottomette alle Sue orchestrazioni e disposizioni e si cerca la vera vita umana, ci si libererà gradualmente da tutto il dolore e da tutta la sofferenza e ci si scrollerà di dosso tutta la vacuità della vita”.

Quando finì di leggere questo passaggio della Parola, la sua faccia si bagnò subito di lacrime. Disse che con lo scopo di raggiungere l’ambizione di cambiare il proprio destino, aveva lasciato il suo posto fisso di lavoro e aveva abbandonato i genitori e gli amici. Poi andò da solo a lavorare all’estero. Dopo diversi alti e bassi nella vita, guadagnò qualche soldo. Tuttavia, per risolvere il vuoto nel cuore, quasi divenne dipendente dalle droghe. Per fortuna, fu salvato da Dio e accettò il Vangelo del Regno. Dopo essere tornato al cospetto di Dio, realizzò che la prima metà della sua vita era stata sotto le sofferenze di Satana e aveva quasi perso la vita a causa della caccia ai soldi, fama e fortuna…

La sua amara esperienza aveva fatto piangere me e molti fratelli e sorelle. Tutti girovaghiamo almeno una volta nel mondo dei piaceri della carne, e torniamo da Dio grazie alla Sua benevolenza. Dopo aver letto le parole di Dio e pensando ai miei ostacoli in quegli anni passati, scoprii che: Obbedire alla volontà di Dio e fare ciò che dobbiamo nella nostra vita è l’atteggiamento che dovremmo avere per obbedire a Dio. Solo quando ci sottomettiamo alla sovranità e all’autorità di Dio noi possiamo ottenere il sollievo e la libertà. E facendo ciò, non solo non avremo più sofferenza, ma avremo anche fatto ciò che un essere umano dovrebbe fare per soddisfare Dio.

Vivendo al cospetto di Dio, affidando la tua vita e il tuo destino a Dio, e obbedendo ai Suoi piani e alle Sue disposizioni, così farai esperienza della vera pace e tranquillità nel cuore. Mio caro amico, l’opera di Dio negli ultimi giorni è andato sempre più veloce. Se non vogliamo costruire una carriera e cambiare il nostro destino con le nostre stesse mani, se siamo ancora incastrati nel vortice dei soldi e della fama e non vogliamo cercare e accettare la salvezza di Dio nei Suoi ultimi giorni, se continuiamo a rifiutare di stare al cospetto di Dio, rifiutando di cercare e praticare le verità nelle parole di Dio, o rifiutando di perseguire la conoscenza di Dio e guadagnare una vita sotto la pretesa che siamo troppo occupati con il lavoro, dobbiamo prenderci cura della nostra famiglia, non abbiamo tempo, quando poi l’imminente disastro arriverà, dove andremo?

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