I tre motivi e principi che il Signore approva nella preghiera

La preghiera è, per noi cristiani, un modo di mantenere un rapporto adeguato con Dio. In particolar modo, le preghiere del mattino e della sera sono indispensabili. Nonostante il fratello Zhang insistesse nel pregare ogni giorno, aveva ancora l’impressione che Dio non stesse ascoltando la sua preghiera e nemmeno riusciva a sentire la Sua presenza. Nel condividere questo suo sentimento su Internet, ha destato una eco fra molti fratelli e sorelle.

Per dimostrare che le parole del fratello Zhang erano vere, alcuni fratelli e sorelle hanno aperto anche i loro cuori, affermando che, mentre pregavano pur rivolgendo tante parole a Dio, era come se parlassero con stessi o a vuoto. E ovviamente, sentivano che Dio non stava ascoltando le loro preghiere. Perciò, si chiedevano se fossero stati abbandonati dal Signore.

Perché Dio non ascolta la nostra preghiera? Le ragioni sono le seguenti:

Ragione 1: Non preghiamo Dio con cuore sincero, ma Lo trattiamo come se fosse uno sciocco e Lo inganniamo.

Il Signore Gesù ha detto, “che i veri adoratori adoreranno il Padre in ispirito e verità; poiché tali sono gli adoratori che il Padre richiede” (Giovanni 4:23). Tuttavia, di solito, non ci fermiamo in silenzio davanti al Signore, usando i nostri cuori per pregarLo. A volte, le nostre labbra sembrano muoversi, ma i nostri cuori sono sconvolti, carichi di preoccupazioni per la casa o per il lavoro; a volte muoviamo soltanto le labbra ma non risvegliamo i nostri cuori, fingendo di pronunciare delle parole, senza un atteggiamento sincero; spesso facciamo discorsi grandiosi ma vuoti con parole ambigue. Per esempio, il nostro amore per la famiglia e la carriera oltrepassa il nostro amore per il Signore. Nonostante questo, preghiamo dicendo: “Dio, Ti amo!” Quando ci accade qualcosa di sconveniente in famiglia, diventiamo negativi e ci lamentiamo con Dio, ma nelle preghiere, ringraziamo Dio e Lo lodiamo… Se non preghiamo Dio con cuore sincero, ma facciamo dei discorsi grandiosi e vuoti, dicendo delle parole che in realtà sono contrarie alle nostre convinzioni riguardo a Dio, allora stiamo usando l’emotività e inganniamo il Signore. Lui non ascolterà affatto questo tipo di preghiera.

Ragione 2: Preghiamo il Signore con intenzioni e scopi sbagliati e spesso Gli chiediamo benedizioni senza però obbedirGli.

Il più delle volte, ci sembra di pregare Dio in modo onesto, ma spesso Gli facciamo solo delle richieste: quelli senza lavoro chiedono un posto di lavoro; quelli che non hanno figli chiedono un figlio; chiediamo a Dio di guarire le nostre malattie o di occuparsi dei nostri problemi domestici; gli uomini d’affari pregano per guadagnare più soldi; gli studenti pregano perché Dio li benedica con intelligenza e saggezza; i giovani pregano per un buon lavoro, mentre gli anziani per l’assenza di malattie o disgrazie e per trascorrere il resto dei loro giorni in pace. Quando siamo in pace, preghiamo per ringraziare e lodiamo il Signore con il desiderio che ci protegga per sempre; quando siamo oppressi e provati, disubbidiamo ai piani e alle predisposizioni di Dio, augurandoci che allontani da noi l’amaro calice. Inoltre, non siamo nella posizione giusta per fare delle richieste a Dio e sperare che Lui possa fare tutto secondo la nostra volontà. Di conseguenza, più preghiamo in questa maniera, più ci smarriamo, giacché questo tipo di preghiera significa fare un affare con Dio e non c’è vera fede e vero amore per Dio. Lo stiamo solo utilizzando per raggiungere i propri scopi. Proprio come ha detto il Signore, “Questo popolo mi onora con le labbra, ma il cuor loro e lontano da me” (Matteo 15:8). Dio non ascolterà mai questo tipo di preghiera.

Ragione 3: Non c’è nessun’opera dello Spirito Santo nella chiesa, quindi il Signore non ascolterà le nostre preghiere.

Questa è la più importante delle ragioni. Agli inizi dell’Età della Legge, c’era l’opera dello Spirito Santo nel tempio. Chiunque peccava, subiva la punizione dello Spirito Santo. E quando i preti che servivano Dio violavano la legge, venivano bruciati dal fuoco del cielo. Così, la gente di quei tempi temeva Dio e venerava Dio con il cuore. Eppure, quando arrivò l’ultimo periodo dell’Età della Legge e il Signore Gesù iniziò a svolgere la Sua opera, in quel tempo il popolo ebraico scambiava denari e commerciava buoi, pecore e colombe all’interno del tempio. Avevano trasformato il tempio in un covo di ladri, ma non avevano ricevuto la punizione dello Spirito Santo. In quel tempo, lo Spirito Santo aveva lasciato il tempio e il Signore Gesù aveva iniziato a svolgere la Sua opera. Perciò, anche se la gente rispettava le leggi all’interno del tempio o pregava nel nome di Jahvè, non riusciva a conseguire l’opera dello Spirito Santo. Il tempio, una volta utilizzato a servire Jahvè, era diventato una semplice sede religiosa.

Diamo uno sguardo alla nostra chiesa, c’è qualche differenza fra la situazione della nostra chiesa e quella nel tardo periodo dell’Età della Legge? Apparentemente, anche se continuiamo a radunarci e a pregare più spesso per la rinascita della chiesa, le nostre prediche non brillano di luce nuova e i nostri fedeli non si nutrono di vera sostanza; anche se leggiamo la Bibbia e preghiamo ogni giorno, vediamo solo le lettere senza capire lo spirito delle parole del Signore; percepiamo l’inaridimento e il buio dello spirito ma non possiamo sentire la presenza dello Spirito Santo. In più, ci aggrappiamo al cibo, alle cose da bere, ai piaceri, al prestigio e al potere. I collaboratori lottano e combattono l’uno contro l’altro, commettendo di continuo peccati, senza subire la punizione dello Spirito Santo. Quando siamo sopraffatti dalle trasgressioni, non ci sentiamo indebitati davanti a Dio, proprio come dei miscredenti… È ovvio che non c’è l’opera dello Spirito Santo nella nostra chiesa.

A parte queste ragioni ne sono altre. Non le elencherò una per una. Quindi, Come dovremmo pregare per far sì che Dio ci ascolti?

La prima è adorare Dio con il cuore e con onestà, parlandoGli attraverso le vere parole dei nostri cuori.

Lo sappiamo tutti che Dio è leale, in Dio non c’è inganno né falsità. Dio è sincero con tutti e spera che tutti noi siamo onesti. Proprio come ha detto il Signore Gesù, “Ma sia il vostro parlare: Sì, sì; no, no; poiché il di più vien dal maligno” (Matteo 5:37). Quando preghiamo, a prescindere dalla nostra condizione, forte o debole che sia, dovremmo parlare con Dio; rendendoLo partecipe di qualsiasi pensiero o piano, dolori o guai, dovremmo aprire i nostri cuori dicendolo a Dio. A volte siamo troppo imbarazzati per confessare qualcosa agli altri, ma non nascondiamo la verità da Dio, apriamo i nostri cuori e diciamoGli la verità. Quando Dio vede che non ci nascondiamo ma siamo aperti e sinceri con Lui nella preghiera, ci guiderà per comprendere la Sua volontà. Allora i nostri guai e le nostre difficoltà saranno risolti.

Inoltre, quando preghiamo, dovremmo tranquillizzare il nostro cuore davanti a Dio e pregarLo con cuore sincero. Non possiamo essere indecisi o superficiali nei Suoi confronti. Rispettiamo i nostri genitori e abbiamo un atteggiamento coscienzioso quando parliamo con loro, non è perché sono più maturi di noi e ci hanno fatti crescere? Dio ci crea, ci dona la vita e ci offre tutto, non dovremmo forse avere un grande rispetto di Lui quando Lo preghiamo? Inoltre, sia che preghiamo Dio o seguiamo la Sua volontà, speriamo di stabilire una relazione giusta con Lui e chiederGli di risolvere le nostre difficoltà pratiche. Alla fine, siamo noi stessi i beneficiari.

La seconda è condurre la propria esistenza in qualità di creature di Dio, non avere pretese da Lui e avere un cuore sottomesso mentre preghiamo.

Ogni giorno che preghiamo, non dovremmo avere dubbi sul fatto che Dio sia il Creatore e che siamo sotto la Sua sovranità. Qualunque cosa accada nella nostra vita, piccola o grande che sia, essa sorge dai piani e dalle predisposizioni di Dio. Così dovremmo pregare dinanzi a ogni cosa che ci accade: “Dio, non conosco la verità o come il Tuo cuore vorrebbe che io fossi a questo riguardo. Scenda su di me la Tua illuminazione. Amen!” Se preghiamo così, compiaceremo Dio. Cerchiamo di vivere la nostra esistenza in qualità di creature di Dio e preghiamoLo, inchiniamoci dinanzi a Lui, veneriamoLo, poi ringraziamoLo e lodiamo. È questa la relazione fra un essere creato e Dio. Quando Dio avrà un posto nei nostri cuori e staremo al nostro posto, come creazioni di Dio, sottomettendoci alle Sue parole e agendo secondo le Sue parole, allora avremo una giusta relazione con Dio. Allora potremo conquistarci l’opera dello Spirito Santo e godere della presenza di Dio.

Quando si parla di Giobbe, alla notizia di aver perso il suo bestiame nei monti e i suoi figli, sapeva che tutto questo gli arrivava da Dio. Apparentemente sembrerebbe che il suo bestiame era stato rubato dai ladri e che i figli erano stati picchiati a morte. Ma in realtà gli erano stati portati via da Dio. Allora, lui cadde a terra per pregare e lodare il Signore con cuore sottomesso. Successivamente, quando il suo corpo era ricoperto da pustole, nonostante fosse addolorato e sofferente, preferiva comunque maledire il giorno in cui era nato, che biasimare Dio. Disse: “l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno” (Giobbe 1:21). Se noi riusciamo a trattare Dio come Dio, come ha fatto Giobbe, allora Dio ci guiderà in ogni momento in cui vede che abbiamo un posto per Lui nel nostro cuore. Allora il nostro spirito sarà sempre più acuto e la nostra mente diventerà più serena. Quando ci troveremo in situazioni minimamente sbagliate o avremo corruzioni, lo capiremo subito e ne usciremo in tempo utile. E allora avremo una relazione sempre più stretta con Dio e nella nostra vita faremo progressi sempre più veloci.

La terza è che siccome in chiesa non c’è l’opera dello Spirito Santo, dobbiamo cercare e pregare.

Tutti sappiamo che, negli ultimi giorni dell’Età della Legge, il giudaismo perse la gloria di Dio. Con il nome di “Gesù”, Dio diede inizio a un nuovo stadio di un’opera di redenzione e incominciò l’Età della Grazia. Per coloro che non accettarono il nome del Signore Gesù, quando accadeva loro qualcosa, per quanto pregassero Dio Jahvè, non potevano ricevere l’opera dello Spirito Santo e Dio non ascoltava la loro preghiera. Tuttavia, quelli che accettavano la nuova opera del Signore Gesù e pregavano Dio nel nome di Gesù, potevano godere delle riserve della fonte della vita e l’opera dello Spirito Santo li accompagnava per tutto il tempo.

Al giorno d’oggi, per quanto preghiamo in nome del Signore Gesù, non sentiamo più l’opera dello Spirito Santo. È evidente che l’opera dello Spirito Santo si è allontanata di nuovo. Nella Bibbia viene detto: “E se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico; perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Chi mi respinge e non accetta le mie parole, ha chi lo giudica: la parola che ho annunziata è quella che lo giudicherà nell’ultimo giorno” (Giovanni 12:47-48). “Poiché è giunto il tempo in cui il giudizio ha da cominciare dalla casa di Dio” (1 Pietro 4:17). Il Signore verrà a giudicare il mondo negli ultimi giorni, questo è inevitabile. Lo perfezionerà fino al punto di cui ha parlato. Ho sempre pregato il Signore perché ci concedesse l’olio per l’unzione. Che il Signore ci guidi per trovare la fonte della vita affinché ci possa nutrire. Dovunque vada il Signore, noi Lo seguiremo fino alla fine. Mi piacerebbe pregare insieme ai fratelli e le sorelle che hanno il mio stesso desiderio, perché ci guidi e ci faccia seguire i Suoi passi, perché il Signore ci ha fatto una promessa tempo fa: “Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; picchiate e vi sarà aperto” (Matteo 7:7).

Traduzione di Stefania Madalina Baetii

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