Vi piacerebbe diventare “come i Bambini”?

Traduzione di Marilena Morini

Il Regno dei Cieli è il Regno di Dio, un Regno santo e un luogo in cui noi credenti in Dio abbiamo spesso sognato di entrare. Da quando il Signore Gesù si incarnò e portò il Vangelo del Regno dei Cieli, tutti noi credenti abbiamo aspettato da duemila anni di essere rapiti vivi dal Signore e di andare nel Regno dei Cieli, al Suo ritorno. Molte volte mi sono chiesta: quando il Signore ritornerà, sarò in grado di essere accolta nel Regno dei Cieli da Lui? Qual è lo standard per accedervi?

Un giorno, quando Sorella Yang, una fervente credente del Signore, mi venne a trovare, le porsi la seguente domanda. Con un sorriso, lei mi rispose: “Anch’io ci ho pensato spesso e mi è venuta in mente la parola del Signore Gesù in Matteo 18:3: ‘In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel regno de’ cieli’. Questo è ovviamente il requisito del Signore per entrare nel Regno dei Cieli. Ciò che Egli ci ha chiesto è stato solo di diventare come i fanciulli. Che cosa intendeva quindi il Signore per ‘divenire come i piccoli fanciulli’? Ci richiedeva di essere persone oneste. Dio è fedele e le persone oneste sono quelle che a Lui piacciono e quelle che Lui intende salvare. Ecco perché solo una persona onesta entrerà nel Regno dei Cieli. Una persona onesta è diretta nel parlare e nell’agire. Semplice e innocente come un fanciullo, non si camuffa mai davanti a Dio o agli altri, né li inganna. Prendiamo, ad esempio, Abramo, Giobbe e Pietro. Indipendentemente da come Dio ha operato e li ha provati e da ciò che Egli ha chiesto loro, non hanno mai dubitato di Lui, né si sono mai lamentati con Lui, né Lo hanno frainteso; anzi, Gli hanno veramente obbedito e Lo hanno amato e sono stati disposti a subire perdite ai loro interessi personali al fine di soddisfare Dio. Questi uomini sono ‘come i piccoli fanciulli’ e sono l’effigie degli uomini veri. Essi sono anche gli uomini onesti che entreranno nel Regno dei Cieli”. Io annuì.

Poi lei proseguì: “Vediamo ora che cosa hanno fatto queste tre persone prima di essere approvate da Dio. Ti ricordi come Abramo si comportò quando Jahvè Dio gli chiese di sacrificare Isacco? Non dubitò Dio, né cercò di ragionare con Lui, per quanto stesse soffrendo; invece, Gli obbedì tassativamente e Gli offrì Isacco nel luogo stabilito, quando giunse il momento. Dio vide la sincerità, la semplicità e l’obbedienza di Abramo, così non solo non prese la vita di Isacco, ma benedisse Abramo con discendenti numerosi quanto le stelle nei cieli e le sabbie nel mare. Passiamo ora a Giobbe. Quando il suo bestiame andò disperso per tutte le montagne e perse tutte le sue proprietà ed i suoi figli, invece di perdere la fede in Dio, credette fermamente che ciò che gli era successo era tutto frutto dalla sovranità e volontà di Dio. Quindi disse: “l’Eterno ha dato, l’Eterno ha tolto; sia benedetto il nome dell’Eterno”. Mentre Dio approvò la vera fede di Giobbe in Lui, gli diede più benedizioni e lo fece morire sereno e soddisfatto della vita che aveva vissuto. Per quanto riguarda Pietro, durante il tempo nel quale seguì il Signore Gesù, egli si concentrò sull’ascolto e la pratica delle parole del Signore, usandole per imporre a sé stesso requisiti rigorosi e cercando di trasformare l’indole della sua vita. Anche nel cibo, nei vestiti e nel riparo, cessò di essere il suo stesso padrone. Accettò, obbedì e cercò seriamente solo di capire e praticare tutto ciò che il Signore Gesù disse. Alla fine, Pietro ricevette l’approvazione del Signore Gesù grazie alla sua obbedienza e al suo vero amore per Lui; così il Signore gli diede le chiavi del Regno dei Cieli. Da questo possiamo vedere che la caratteristica più notevole di questi uomini, che sono stati lodati da Dio, è che potevano sottomettersi completamente a tutto ciò che proveniva da Dio senza mai avere alcuna concezione di ciò che Egli faceva. Loro sono il popolo del Regno dei Cieli che è stato benedetto da Dio.

Questo mi fece pensare a me stessa: negli ultimi vent’anni come credente nel Signore, sono diventata una fanciulla come il Signore ha richiesto? Mi vergogno a pensarci! Quando le mie prediche non portarono alcun frutto, dubitai che fosse perché Dio mi detestava e quindi non mi benediceva. Quando i miei famigliari si ammalarono e furono ricoverati in ospedale, mentre ero fuori ad aiutare e sostenere i fratelli e le sorelle, anche se non lo dissi ad alta voce, in cuore mio mi lamentai con il Signore e domandai perché Lui non li vegliasse e non li custodisse. A volte, quando le mie opinioni suscitarono resistenza nelle nostre discussioni su alcune questioni, durante gli incontri con i collaboratori, presunsi che il Signore non le gradisse e temetti che non mi sarebbe più stato permesso predicare. Inoltre, negli ultimi anni, notando che le preghiere non mi emozionavano, che non c’era illuminazione nelle mie prediche e che avvertivo l’oscurità del mio spirito, cominciai a chiedermi se avessi offeso inconsapevolmente il Signore e se fossi stata di conseguenza abbandonata da Lui. Solo più tardi mi resi conto che mentre credevo in Dio, in realtà ero piena di incomprensioni, dubbi e lamentele nei Suoi confronti. In seguito, quando riflettei nuovamente sulla parola del Signore: ‘In verità io vi dico: Se non mutate e non diventate come i piccoli fanciulli, non entrerete punto nel regno de’ cieli’, cominciai a vedere chiaramente che non avevo vera fede nel Signore, tanto meno alcuna obbedienza verso di Lui. Credendo in Dio con l’intento di ottenere benedizioni, non entrerò mai nel Regno dei Cieli. A questo punto, acquisii una certa conoscenza di quale tipo di persone Dio ama e loda e quale tipo di persone possono entrare nel Regno dei Cieli”.

Nell’ascoltare ciò che lei predicò, sentii che la sua comprensione era piena di illuminazione, che non avevo mai capito dalla lettura della Bibbia. Mi aiutò anche a capire che non ero ancora diventata come una fanciulla. A questo punto, divenni così ansiosa che le chiesi: “Alla luce di questa nostra ricerca, come potremo essere rapiti quando verrà il Signore? Che cosa dovremmo fare per essere uomini come Abramo, Giobbe e Pietro?”.

Allora lei rispose: “Il Signore ha promesso che sarebbe venuto a prenderci. Oggigiorno, ogni sorta di segno mostra che le profezie del ritorno del Signore si sono realizzate. Questo è ripetuto molte volte nell’Apocalisse: ‘Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese’, che dimostra che il Signore parlerà di nuovo quando tornerà. E il Signore Gesù disse: ‘Beati i poveri in ispirito, perché di loro è il regno de’ cieli’ (Matteo 5:3). ‘Beati i puri di cuore, perché essi vedranno Iddio’ (Matteo 5:8). Quindi dobbiamo essere uomini che semplicemente obbediscono a Dio senza condizioni o dubbi e non dovremmo definire mai l’opera di Dio. Ovunque la parola del Signore ritornato sia testimoniata, la dovremmo cercare umilmente per seguire l’Agnello ovunque vada. Solo questo è essere come i fanciulli, cioè, essere l’effigie di un uomo onesto. E solo così possiamo seguire le orme dell’Agnello e avere l’opportunità di essere rapiti dal Signore nel Regno dei Cieli. Al contrario, se siamo pieni di concezioni e di resistenze e usiamo le nostre immaginarie nozioni per delimitare l’opera di Dio, saremo abbandonati dal Signore e lasciati fuori dal Regno dei Cieli”.

Dopo aver sentito questo, mi sentii più luminosa nel mio cuore. Nell’accogliere il ritorno del Signore, sono disposta ad essere una persona che ha pura obbedienza e a essere una fanciulla agli occhi di Dio. Miei cari fratelli e sorelle, e voi?

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