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Ho assaporato l’infinita grazia di Dio nella malattia

Un’improvvisa malattia mi ha causato dolore e depressione

Nel 2011, quando avevo 17 anni al liceo, sono andato all’ospedale per un controllo fisico. Un’infermiera mi ha detto che avevo contratto l’epatite B e che avrei dovuto consultare immediatamente un medico. A quel tempo, improvvisamente ebbi un ronzio nelle orecchie, e sentii tutto il mio sangue affluire nella mia testa. Pensai: “È finita. Mia nonna morì di cancro e anche mio zio morì di cancro al fegato. Sono morti con enorme sofferenza. Sarebbe stato il mio turno? Sarei morto anche io in questo modo? Questa malattia potrà essere curata?” Tenendo il mio rapporto medico, sentii tremare le mie mani. Poi arrancai fino al piano superiore per vedere un dottore. Il medico mi disse: “La tua malattia è molto seria e quindi non posso garantire una piena guarigione. Ma se non riceverai un trattamento, diventerà un cancro al fegato e, a quel punto, sarà troppo tardi per essere trattato”. Dopo aver ascoltato quello che disse, fui ancora più preoccupato: il dottore potrà anche non garantire che questa malattia possa essere curata Non so davvero come affrontarlo. In quel momento, mi sentii confuso riguardo al mio futuro, come se metà del cielo fosse crollato.

Tornando a casa, mi sentivo barcollare e non riuscivo a fermare le mie lacrime. Continuavo a chiedermi: ho solo 17 anni e sono molto giovane; perché doveva capitare proprio a me questa malattia? Perché non posso essere sano come gli altri? In futuro, non potrò fare tanti lavori come tutti gli altri. Cosa dovrei fare? Durante quel periodo, andavo ancora a scuola normalmente. Tuttavia, non avevo il coraggio di dire ai miei compagni di classe intorno a me di questa malattia, perché temevo che avrebbero riso di me e mi avrebbero escluso, mi avrebbero guardato come fossi strano e anormale. Pertanto, di solito, mangiavo da solo. Ogni volta che pensavo alla mia malattia, piangevo. La pressione dello studio e l’ossessione della malattia mi rendevano depresso. Spesso mi appoggiavo da solo contro la finestra e guardavo fuori, cercando in questo modo di sopprimere la depressione nel mio cuore.

Avere fede in Dio mi ha permesso di essere fermo e coraggioso e vedere l’opera di Dio

In quel periodo, andavo davanti a Dio e pregavo: “Oh Dio! Ora sono molto spaventato, provo dolore e sento che la mia pressione è piuttosto alta. Dio, spero davvero di poter migliorare e di tornare sano come gli altri. Dio, sono molto perplesso, non so come affrontare la mia malattia o come percorrere il cammino. Dio, per favore, illuminami e guidami in modo che io possa capire la Tua volontà e uscire da questa situazione negativa”.

All’inizio, non avevo il coraggio di dire ai miei fratelli e sorelle la questione della mia malattia, perché ero preoccupato di come mi avrebbero visto. E, dato che somatizzavo, mi sentivo molto depresso. Poi, durante un incontro, ho preso coraggio e ho parlato ai miei fratelli e sorelle della mia malattia. Non solo non risero di me, ma mi lessero anche alcuni passi delle parole di Dio per supportarmi e aiutarmi. Ho ascoltato la parola di Dio che diceva: “[…] Il verificarsi della malattia è dovuto all’amore di Dio ed è sicuramente sostenuto dalle Sue buone intenzioni. Persino quando il tuo corpo è colpito dalla sofferenza, non prendere spunto da Satana. Loda Dio nella malattia e godi di Dio in mezzo alle tue lodi. Non perderti di coraggio di fronte alla malattia, continua a cercare e non darti mai per vinto, e Dio farà splendere la Sua luce su di te. Quanto fu leale Giobbe? Dio Onnipotente è un medico potentissimo! Dimorare nella malattia è essere malato, ma dimorare nello spirito è stare bene. Se disponi di un solo respiro, Dio non ti lascerà morire”. “[…] La fede è come un ponte di un solo ceppo: coloro che abiettamente si aggrappano alla vita avranno difficoltà ad attraversarlo, ma coloro che sono pronti a sacrificare se stessi possono attraversarlo senza problemi. Se l’uomo nutre pensieri timidi e timorosi, verrà ingannato da Satana. Questi teme che attraversiamo il ponte della fede per entrare in Dio. Satana escogita ogni modo possibile per inviarci i suoi pensieri, noi dovremmo sempre pregare che la luce di Dio splenda su di noi, e dobbiamo sempre confidare in Dio per purificarci dal veleno di Satana. Faremo sempre pratica nel nostro spirito per giungere vicino a Dio. Lasceremo che Dio abbia il dominio su tutto il nostro essere”. Una sorella mi ha pazientemente comunicato: “Dio è onnipotente e tutto è nelle mani di Dio. Le nostre condizioni di salute non dipendono dal medico, ma da Dio. Finché contiamo veramente su Dio e guardiamo a Lui, credo che Egli ci guiderà. L’Antico Testamento afferma che Giobbe perse i suoi figli e la sua ricchezza, e il suo corpo era coperto di ulcere doloranti. Benché non comprendesse la volontà di Dio, credeva che Dio fosse proprio accanto a lui, e che tutti gli uomini, così come la vita e la morte, fossero nelle mani di Dio. Pur avendo delle debolezze, non diventò negativo o pessimista. Invece, pregò ripetutamente Dio nel suo cuore e lodò il santo nome di Dio. Alla fine, fu testimone di Dio, umiliando Satana, e allo stesso tempo ottenne la raccomandazione e le benedizioni di Dio. Dovremmo seguire l’esempio di Giobbe, recarci da Dio più spesso per pregare e implorare Dio di illuminarci per vedere oltre i trucchi di Satana, in modo che possiamo vivere la nostra vera fede in Dio ed essere suoi testimoni”.

Dopo aver ascoltato la testimonianza della sorella, ero molto commosso. Quando ero debole e non conoscevo la volontà di Dio, Dio mi ha permesso di conoscere la sua volontà attraverso i miei fratelli e sorelle che mi sostenevano e mi aiutavano. Sentivo davvero che Dio non mi stava abbandonando e che era presente al mio fianco. Dio dice: “Dimorare nella malattia è essere malato, ma dimorare nello spirito è stare bene”. Le parole di Dio mi hanno dato fede. Ero disposto a seguire l’esempio di Giobbe e, quando la malattia fece sentire i suoi effetti, ero disposto ad avere fede in Dio e ad essere Suo testimone. Dopo di ciò, ho affidato la mia condizione alle mani di Dio e, nel frattempo, ho effettivamente ricevuto un trattamento medico. Nessuno avrebbe mai pensato che sei mesi più tardi, quando andai di nuovo in ospedale per un esame, il dottore mi avrebbe detto che stavo meglio e che il virus era sotto controllo. Dopo aver sentito quelle parole, ero molto emozionato. Sapevo che questa era la protezione e la benedizione di Dio per me. Grazie Dio!

Quando la mia malattia ha iniziato a peggiorare, ho vissuto in purificazione

Nel 2015 sono venuto in America per studiare. All’inizio, sentivo che tutto in America mi sembrava estraneo. Grazie alla guida di Dio, ho rapidamente contattato i fratelli e le sorelle locali e ho iniziato la mia vita in chiesa. In seguito, ho letto spesso la parola di Dio, ho diffuso il Vangelo e svolto i doveri insieme con i miei fratelli e sorelle. Nei momenti in cui le ore di diffusione del Vangelo e di frequentazione delle classi si sovrapponevano, scelsi di chiedere un permesso per svolgere il mio dovere senza esitazione. Ho pensato a me stesso: le lezioni potevo recuperarle in momenti diversi, ma non posso ottenere benedizioni eterne se non adempivo bene al mio dovere. Non potevo perdermi un’opportunità così rara.

Un giorno, ho visto uno dei miei compagni di classe, era infelice. Chiacchierando con lui, ho saputo che ad un suo familiare era stata diagnosticata un’epatite B tardiva in un recente check-up. Dopo aver ascoltato le sue parole, mi sono ricordato che anch’io soffrivo di questa malattia. Poi ho iniziato a preoccuparmi se la mia malattia sarebbe esplosa di nuovo. Ma pensavo: non ho accusato sintomi per molto tempo. Questa malattia scompare? Così, ho deciso di andare in ospedale per un esame.

Il giorno dopo, quando sono arrivato all’ospedale, ero molto nervoso, pensavo: Nel caso la malattia permanga o addirittura si trasformi in cancro, cosa devo fare? La mia malattia può essere curata con le avanzate tecnologie americane? Se non può essere curato, allora cosa dovrei fare in futuro? Sebbene pregassi Dio nel mio cuore dicendo che ero disposto a ubbidire indipendentemente dal risultato, rivelò che la mia caratura spirituale era troppo piccola quando mi ammali. Dopo l’esame di base, il dottore ha detto: “Ti senti bene?” Ho risposto, “Sì”. Poi il dottore si accigliò e disse: “È strano. Non dovresti sentirti bene, perché il tuo battito cardiaco non è normale”. Dopo aver ascoltato le sue parole, mi sentivo molto nervoso, pensando in cuor mio: “È una premonizione che la mia malattia peggiori? Altrimenti, perché il mio battito cardiaco non è normale?” Vedendo l’espressione seria del dottore, ero pieno di dubbi. Poi ho chiesto al dottore perché il mio cuore batteva in modo anomalo. Rispose che era difficile accertarne il motivo prima dell’esito degli esami del sangue.

Più si avvicinava il giorno dei risultati dell’esame del sangue più ero preoccupato e spaventato. Avevo paura di conoscere i risultati e non avevo il coraggio di affrontarli. Due giorni dopo, sono andato a ritirare i risultati. Il medico mi ha detto che una grande quantità di HBV si è replicata nel mio corpo e ha acuito l’epatite B. Ha anche detto che l’epatite B era altamente contagiosa e che dovevo ricevere immediatamente il trattamento. Quando ho sentito questo risultato, ho pensato: è finita. Perché la mia malattia peggiora? Potrebbe essere che io non creda in Dio in modo corretto? Se la mia malattia peggiora, posso ancora credere normalmente in Dio e fare il mio dovere? Posso continuare a condurre una vita di chiesa insieme ai miei fratelli e sorelle? Sulla via di casa, accusai particolare fatica mentre andavo in bicicletta. Inoltre non avevo l’umore di guardare i bellissimi alberi e fiori accanto alla strada.

Dopo essere tornato a casa, le parole “epatite B” continuavano a rimbombarmi in testa. Controllai su internet e scoprii che alcuni pazienti affetti da epatite B sono svenuti e morti in alcuni giorni, improvvisamente ho avuto paura: sarò anche io come loro? Se davvero muoio in questo modo, la mia fede non è inutile? Inoltre, il prezzo che ho pagato facendo il mio dovere in questi anni non è servito a nulla. Non ho ancora adempiuto fedelmente al mio dovere, come potrò essere lodato da Dio? Se muoio, entrerò nel regno celeste o andrò all’inferno? Inoltre, nessuno dei miei fratelli e sorelle intorno a me è malato, perché io si? Faccio il mio dovere così come gli altri. Più ci pensavo, più li invidiavo di poter adempiere ai loro doveri in pace senza essere malati. Dopo aver fatto abbastanza buone azioni, potrebbero anche essere salvati da Dio ed entrare nel Regno dei Cieli. Comunque, non sapevo se sarei o meno stato in grado di adempiere al mio dovere e compiere buone azioni in futuro. Se la mia malattia fosse peggiorata veramente, allora a quel punto potevo solo vedere i miei fratelli e sorelle ricevere le lodi di Dio, ma sarei stato accantonato da Dio e piansi. Al pensiero di questo, iniziai a nutrire diffidenza verso Dio e a lamentarmi con Lui dentro di me. Mi sono posto dei dubbi assurdi involontariamente: Dio non mi ama? Dio non vuole salvarmi perché sono troppo corrotto? Ho fatto qualcosa di sbagliato che ha offeso il volere di Dio? ... Non ho capito le volontà di Dio e non ho compreso come affrontare questa malattia. Inoltre non sapevo quale sarebbe stato il futuro o cosa sarebbe successo domani. Più pensavo così, più mi sentivo cupo e sprofondavo nel dolore. Nel frattempo, non potevo trattenere le mie lacrime. Sebbene facessi ancora il mio dovere, il mio spirito era molto debole. Non avevo più la stessa motivazione e non volevo nemmeno mangiare.

Durante questo periodo, non so quante volte mi sono rivolto a Dio per pregare: “O Dio! Ora soffro e sono molto debole. Ho paura che non mi salverai perché ho fatto qualcosa di male. So che questo pensiero non è incline alla tua volontà, ma davvero non capisco quale sia. Non riesco a vedere il percorso davanti a me e non so come percorrerlo. Dio, per favore, illuminami e guidami in modo che io possa capire la Tua volontà”.

Sotto la guida della Parola di Dio, ho capito la buona volontà di Dio

Più tardi, ho letto quel che dice la parola di Dio: “Quanti credono in Me solo perché così li guarirei? Quanti credono in Me solo perché così userei i Miei poteri per scacciare gli spiriti impuri al di fuori dei loro corpi? E quanti credono in Me semplicemente per ricevere pace e gioia da Me? Quanti credono in Me soltanto per chiederMi più ricchezze materiali, e quanti credono in Me soltanto per trascorrere questa vita in sicurezza e per essere sani e salvi nel mondo che verrà? Quanti credono in Me solo per evitare le sofferenze dell’inferno e per ricevere le benedizioni del cielo? Quanti credono in Me solamente per un conforto temporaneo, ma non cercano di guadagnare qualcosa nel mondo che verrà? Quando abbattei la Mia furia sull’uomo e confiscai tutta la gioia e la pace che egli possedeva in origine, l’uomo divenne dubbioso. Quando diedi all’uomo la sofferenza dell’inferno e rivendicai le benedizioni del cielo, la vergogna dell’uomo si mutò in rabbia. Quando l’uomo Mi chiese di guarirlo, però Io non lo considerai e provai disgusto per lui, l’uomo se ne andò da Me e cercò la via degli stregoni e della magia. Quando portai via tutto quello che l’uomo Mi aveva richiesto, tutti loro sparirono senza lasciare traccia. Di conseguenza dico che l’uomo ha fede in Me perché Io dono troppa grazia e c’è fin troppo da guadagnare”. “[…] In questo, scopriamo un problema che precedentemente non avevamo identificato: il rapporto dell’uomo con Dio è semplicemente un rapporto di puro interesse personale. È il rapporto tra chi riceve le benedizioni e chi le elargisce. Più semplicemente, è come il rapporto tra il dipendente e il datore di lavoro. Il dipendente lavora solamente per ricevere i compensi elargiti dal datore di lavoro. In un rapporto di questo genere, non c’è affetto, solamente un accordo; non c’è dare e ricevere amore, solamente carità e misericordia; non c’è comprensione, solamente rassegnazione e inganno; non c’è confidenza, solamente un baratro che non può essere colmato […]”.

Le parole di Dio hanno tirato le corde del mio cuore. Confrontandomi con le parole di Dio, ho capito che il mio punto di vista sulla fede era sbagliato. Mi sono reso conto che credevo in Dio solo per ottenere la pace, la gioia e le benedizioni e per evitare di soffrire. Consideravo Dio come la mia ancora di salvezza, come Colui che poteva bendirmi. Quando Dio ha soddisfatto i miei desideri, ha guarito la mia malattia e mi ha permesso di godere della Sua grazia, ero disposto a sacrificarmi per Lui; tuttavia, quando non ha concesso la grazia e le benedizioni su di me, diventai negativo, mi lamentai e fraintesi le volontà di Dio. Ricordo che in passato, sebbene studiassi a scuola, ero disposto a fare del mio meglio per svolgere il mio dovere. Quando le ore di frequenza delle lezioni e il mio dovere coincidevano, sceglievo prima di tutto il mio dovere cristiano. Questo perché pensavo che studiare avrebbe potuto portarmi solo a beni materiali temporanei, ma se avessi adempiuto bene al mio dovere cristiano avrei potuto godere della gloria eterna. Un buon lavoro non potrà mai essere paragonato all’ottenimento di benedizioni eterne nel Regno dei Cieli. Pertanto, mi sentivo in dovere di svolgere il mio dovere cristiano. Tuttavia, da quando appresi dei risultati del mio esame del sangue, pensai prima di tutto al mio destino, chiedendomi se ci fosse una cura per questa malattia. Quando mi resi conto della gravità della malattia, mi chiesi se fosse Dio non volermi e se fosse Suo volere il lasciarmi morire. Soprattutto quando ho notato che i miei fratelli e sorelle erano perfettamente sani, ho iniziato a lamentarmi che Dio era gentile con gli altri ma non con me, e pensavo che Dio non fosse giusto. Riguardando il mio comportamento, ho visto quanto le parole di Dio fossero rivelatrici. Da quando credevo in Dio, dall’esterno avevo sempre agitato la bandiera per compiere il mio dovere, ma in realtà volevo che Dio soddisfacesse i miei desideri. E ho lavorato sodo per svolgere il mio dovere in cambio delle ricompense e delle benedizioni di Dio. Ma così facendo non sto facendo un “accordo” con Dio? Questo comportamento non è frodare e usare Dio? Dio è santo e giusto, quindi come avrebbe potuto permettermi di entrare nel suo regno e ottenere benedizioni se Lo ho sempre ingannato? Ho capito che guardando superficialmente avevo solo contratto una malattia, ma l’intenzione di Dio era di rivelare e invertire la mia errata visione della fede, e richiamarmi dalla strada sbagliata. Dietro la mia malattia giaceva il vero amore di Dio per me. In quel momento, non mi sentii più triste e turbato a causa della mia malattia. Invece, ero grato a Dio per la Sua rivelazione e salvezza.

Indipendentemente dalle benedizioni o dalle disgrazie, adorare Dio è giusto e corretto

In seguito, ho letto nella parola di Dio, “[…] Giobbe non parlò di accordi con Dio, e non avanzò alcuna richiesta o pretesa nei Suoi confronti. Egli lodava il nome di Dio a causa della Sua grande potenza e autorità nel governo di tutte le cose, e non era dipendente dalle benedizioni che avrebbe potuto guadagnare o dalle disgrazie che avrebbero potuto colpirlo. Egli credeva che, a prescindere dal fatto che Dio benedica le persone o mandi loro disgrazie, il Suo potere e la Sua autorità non sarebbero cambiati, e quindi, a prescindere dalle circostanze di una persona, il Suo nome doveva essere lodato. Il fatto che l’uomo sia benedetto da Dio avviene a motivo della Sua sovranità, e quando all’uomo succedono disgrazie, è sempre a motivo della Sua sovranità. Il potere e l’autorità di Dio governano e dispongono tutte le cose dell’uomo; i capricci della sorte dell’uomo sono manifestazioni del potere e dell’autorità di Dio e, a prescindere dal punto di vista personale, il nome di Dio dovrebbe essere lodato. Ecco ciò che Giobbe sperimentò e giunse a conoscere negli anni della sua vita”. “[…] perché aveva questo cuore che era sempre in attesa dei Suoi comandi e in ogni luogo, indipendentemente dal tempo o dal posto, accoglieva tutto ciò che gli capitava. Giobbe non avanzò alcuna richiesta a Dio. Ciò che chiedeva a sé stesso era di attendere, accettare, affrontare e obbedire a tutte le disposizioni che venivano da Dio; egli riteneva che questo fosse il suo dovere, ed era proprio ciò che Dio voleva. …Questo perché egli non considerava se Dio lo avrebbe benedetto o gli avrebbe inviato disastri, poiché sapeva che tutto è controllato dalla Sua mano, e che per l’uomo preoccuparsi è un segno di stupidità, ignoranza e irrazionalità, di dubbio nei confronti della sovranità di Dio su tutte le cose, e di mancato timore di Dio […]”.

Dalle parole di Dio, ho visto che nel cuore di Giobbe egli credeva che i cieli e la terra, tutte le cose e tutto l’uomo venissero tutti da Dio, che non importa se veniamo ricompensati o privati ​​e se otteniamo benedizioni o siamo maledetti, l’identità e lo status di Dio saranno non cambiare mai, e che è giusto e appropriato per una creatura credere in Dio e adorare Dio. Quando la sua proprietà fu rubata, i suoi figli persero la vita, ed era coperto di ulcere doloranti, sebbene non sapeva perché queste cose gli capitassero, rimase ancora al suo posto e obbedì alle leggi di Dio, senza alcuna lamentela o richiesta verso Dio. Questa era una rappresentazione della razionalità di Giobbe. Dio è il Creatore e io sono solo una creatura insignificante. La mia vita e il mio tutto venivano da Dio, quindi era naturale per me credere in Dio e adorare Dio. Dovrei stare in piedi come una creatura e compiere bene il mio dovere per soddisfare Dio, così come i bambini dovrebbero essere rispettosi verso i loro genitori. Sono stato profondamente corrotto da Satana e non ero idoneo a presentarmi a Dio. Eppure Dio non mi ha voltato le spalle. Mi ha scelto per godere della Sua presenza e mi ha permesso di avere la possibilità di accettare il giudizio e il castigo della parola di Dio e perseguire la salvezza. Come mi sono premesso di fare domande o esigere risposte da lui? Ero troppo irrazionale! Ringrazio la guida delle parole di Dio che hanno trasformato la mia errata prospettiva della fede. Ero disposto a rinunciare alla mia volontà di ottenere benedizioni, stare al mio posto ed essere una creatura coscienziosa e razionale. Non importava come si sarebbe evoluta la mia malattia in futuro, ero disposto ad obbedire alla sovranità di Dio. Finché Dio mi permette di vivere, lo adorerò e soddisferò la Sua volontà.

La mia salute è migliorata e ho assaporato la grande grazia di Dio

Circa un mese dopo, sono andato all’ospedale per un controllo. Sulla strada per l’ospedale, anche se ero ancora un po ‘nervoso, non ero più disposto a fare stravaganti richieste a Dio. Continuavo a pregare Dio e meditavo sulle sue parole. Così, mi sentivo illuminato nel mio cuore e anche rilassato quando guidavo la mia bicicletta. Dopo che i risultati del mio esame del sangue erano pronti, il dottore mi disse: “Congratulazioni! I risultati dei test del tuo ultimo mese hanno mostrato che c’erano 1,7 miliardi di virus in ogni millilitro di sangue, ma ora ci sono solo 560 mila virus. L’infettività è molto bassa. In un mese, è bello ottenere un risultato simile”. Dopo aver sentito questa notizia, il mio cuore era pieno di gratitudine verso Dio. Da quando non sospettavo più e fraintendevo Dio a causa della mia malattia, Dio quindi mi mostrò la Sua misericordia e mi permise di comprendere le Sue volontà. Ho compreso che lo scopo di Dio riguardo la mattia non è quello di rivelare ed eliminare, ma di purificare e trasformare la mia natura satanica, e di lasciarmi guidare dalle Sue parole per vivere come un uomo.

Ho ricordato il passato quando vivevo questa malattia e il dottore non sapeva come curarmi. E ‘stata la mano onnipotente di Dio che mi ha protetto e curato e mi ha permesso di migliorare. Quando vivevo la malattia e mi affliggevo con i miei timori e mi lamentavo con Dio, Dio non mi abbandonò per questa ribellione. Invece, ha simpatizzato con la mia debolezza, e ha usato le Sue parole per guidarmi e illuminarmi in ogni momento in modo che potessi capire la Sua volontà e avere fede per affrontare tutto questo. Ho ottenuto molto sostegno e goduto della grazia e benedizione da Dio. L’amore di Dio è troppo grande! Piccolo come la mia statura, sono disposto ad affidarmi alle mani di Dio, a perseguire correttamente la verità e adempiere il mio dovere di creatura di Dio per ripagare l’amore di Dio lungo il cammino della mia vita.