Una discussione sulle Norme per l’ingresso nel Regno dei Cieli

Traduzione di Barbara Barozzi

Era una giornata grigia e il sole non splendeva. Mi sedetti alla scrivania a leggere le Scritture: “Io ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbata la fede; del rimanente mi è riservata la corona di giustizia che il Signore, il giusto giudice, mi assegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti quelli che avranno amato la sua apparizione” (Seconda lettera a Timoteo 4:7-8). Leggendo queste parole, ho ricordato i miei vent’anni di vita al seguito del Signore: ho imitato Paolo, dedicandomi al Signore. Sia che si tratti di pioggia o di sole, sia che si tratti di una giornata estremamente fredda, continuo a difendere il gregge del Signore. Credo sempre che se continuerò a lottare così e mi atterrò al nome e alla via del Signore, sicuramente otterrò la ricompensa ed entrerò nel Regno dei Cieli quando il Signore ritornerà. Tuttavia, quando ho incoraggiato fratelli e sorelle con queste parole dopo l’ultimo incontro, fratello Wu ha posto una domanda: “Il Signore Gesù ha detto: ‘Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che ène’ cieli’ (Matteo 7:21). Dalla parola del Signore possiamo vedere che solo coloro che agiscono per volontà del Padre Celeste possono entrare nel Regno dei Cieli. Il Signore ci ha chiesto di essere onesti e umili e di amarci gli uni con gli altri, ma siamo tuttavia ancora impegnati in truffe e inganni di fronte a Dio e ai nostri fratelli e sorelle; siamo gelosi di coloro che predicano meglio di noi; possiamo essere anche arroganti e non persuasi quando i nostri fratelli e le nostre sorelle sottolineano che i nostri comportamenti sono contro la volontà del Signore; e talvolta proviamo addirittura odio nei nostri cuori. Continuiamo a non praticare le parole del Signore, commettendo peccati involontariamente anche dopo esserci pentiti e confessati davanti al Signore. Penso che non stiamo ancora compiendo la volontà del Padre Nostro nei Cieli. Allora, le persone come noi possono entrare nel Regno dei Cieli quando il Signore ritornerà?”. È vero, come Lui ha detto, che spesso siamo prigionieri del peccato. Ma i Romani dicono: “infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati” (Lettera ai Romani 10:10). Da quando il Signore Gesù ha completato l’opera di redenzione alla morte in croce e ha perdonato i nostri peccati, non ci vede più come peccatori e siamo diventati dei giusti per la nostra fede. Perciò, fintanto che rinunciamo a tutto e lavoriamo sodo per il Signore, saremo accolti nel Regno di Dio. È la promessa del Signore. Così ho detto al fratello Wu che non avremmo dovuto avere alcun dubbio su questo, né dovremmo mettere in dubbio i nostri metodi di ricerca. Tuttavia, non abbiamo discusso a fondo di questo problema nel nostro ultimo incontro per motivi di tempo. Oggi desidero chiarire questo punto.

Non appena sono arrivato alla porta del luogo d’incontro, ho sentito fratello Wu e alcuni collaboratori parlare riguardo all’ingresso nel Regno dei Cieli. Fratello Wu, guardandomi, disse seriamente: “Fratello Zhao, l’ultima volta non abbiamo parlato in modo chiaro riguardo a come entrare nel Regno dei Cieli. Mi piacerebbe essere in comunione con i fratelli e le sorelle di oggi”. Li ho raggiunti e mi sono seduto, dicendo: “Ok, oggi parliamo di questo argomento. Potresti prima condividere le tue opinioni?”

Senza preambolo, fratello Wu disse: “Penso che essere salvati ed entrare nel Regno dei Cieli non siano la stessa cosa. Essere salvati significa essere liberi dalla condanna della legge, e significa essere perdonati, ma coloro che sono salvati possono ancora resistere e opporsi a Dio attraverso il peccato; mentre coloro che entrano nel Regno dei Cieli dovrebbero essere coloro che fanno la volontà del Padre Nostro nei Cieli, e che obbediscono alla parola di Dio. Sono coloro che conoscono e si sottomettono a Dio, e che sono compatibili con Dio. Così, a mio parere, essere salvati ed entrare nel Regno dei Cieli sono due cose diverse. Il Signore Gesù disse: ‘Poiché molti son chiamati, ma pochi eletti’ (Matteo 22:14). Spesso ho pensato: è probabile che coloro che sono chiamati si riferiscano a coloro che sono stati perdonati, mentre coloro che sono stati eletti sono quelli che sono entrati nel Regno dei Cieli. Ovvero, molti sono salvati, ma pochi entrano nel Regno dei Cieli”.

Subito dopo aver terminato le parole, fratello Wang disse con grande entusiasmo: “Ciò, che fratello Wu ha detto, è abbastanza sensato. Il Signore Gesù disse: ‘il regno de’ cieli è preso a forza ed i violenti se ne impadroniscono’ (Matteo 11:12). Non penso che entrare nel Regno dei Cieli sia così facile come immaginiamo. Solo seguendo attivamente la via del Signore possiamo entrare nel Regno dei Cieli”. Tutti i fratelli e le sorelle presenti hanno di questo, dicendo: “Le parole del fratello Wu sono profonde e illuminanti. Sembra che entrare nel Regno dei Cieli non sia così facile come immaginiamo”.

Alle loro parole, ho pensato: Il nostro sacrificio per il Signore non è forse compiere la volontà del Padre Celeste? In che modo non possiamo entrare nel Regno dei Cieli? Così confutai fermamente: “Fratello Wu, fratello Zhao, quello che avete detto è corretto. Dobbiamo fare la volontà del Padre Celeste prima di entrare nel Regno dei Cieli. Abbiamo imitato Paolo, rinunciando a tutto per l’opera del Signore. Molti fratelli e sorelle hanno dedicato tutta la loro vita al Signore e non si sono mai sposati in tutta la loro vita. Alcuni hanno sopportato il ridicolo e l’insulto quando predicavano il Vangelo. E alcuni sono stati arrestati dal PCC, ma hanno continuato a servire il Signore dopo essere usciti di prigione. Si può affermare che tutti noi abbiamo sofferto molto e pagato prezzi molto alti per entrare nel Regno dei Cieli. Non stiamo forse facendo la volontà del Padre Celeste? Credo che se continuiamo a perseguire questa strada, entreremo sicuramente nel Regno dei Cieli. E’ indubbio!” Alcuni fratelli e sorelle annuirono in accordo con le mie parole, mentre fratello Wu e fratello Zhao disapprovarono leggermente e tacevano. Pensai: Poiché ho creduto nel Signore e ho lavorato per molti anni, non dovrei conoscere meglio di te la questione riguardo all’ingresso nel Regno dei Cieli? Quando stavo per proseguire, il fratello più giovane disse bruscamente: “Fratello, non sono d’accordo con la tua opinione. Vediamo attraverso tutta la Bibbia che il Signore Gesù non aveva mai detto che se uno avesse rinunciato a tutto e avesse lavorato per Lui, sarebbe entrato nel Regno dei Cieli. Piuttosto, disse: ‘chi fa la volontà del Padre mio che ène’ cieli’. Da questo possiamo vedere che fare la volontà del Padre Nostro nei Cieli è l’unica norma per un credente che entra nel Regno dei Cieli. Penso che coloro che compiono veramente la volontà del Padre Celeste dovrebbero essere quelli che amano Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima e con tutta la mente. Essi hanno raggiunto la santità e non peccheranno mai. E solo queste persone possono entrare nel Regno dei Cieli!”

“Giusto!”, concordò fratello Wang: “Il Signore Gesù disse: ‘ma i giusti a vita eterna’ (Matteo 25:46). È evidente che i giusti rimarranno nel Regno di Dio. I giusti qui non si riferiscono a coloro che ‘sono giustificati dalla fede’, ma a coloro che fanno giustizia e non peccano più. Anche se ora possiamo mettere tutto da parte per l’opera del Signore, spesso pecchiamo ancora e non siamo realmente giusti. Quindi non siamo degni di entrare nel Regno di Dio”.

Non ero convinto dalle loro parole, e pensavo: In tutti questi anni abbiamo agito secondo le parole di Paolo. Come potrebbero sbagliare le parole di Paolo? Poi alzai la voce e dissi seriamente: “Carissimi, riguardo a entrare nel Regno dei Cieli, l’apostolo Paolo ci ha già indicato la via. ‘Io ho combattuto il buon combattimento, ho finito la corsa, ho serbata la fede; del rimanente mi è riservata la corona di giustizia’ (Seconda lettera a Timoteo 4:7-8). La Parola di Paolo è sufficiente per dimostrare che quando diffondiamo il Vangelo, lavoriamo e soffriamo, e manteniamo la fede, stiamo facendo la volontà del Padre Celeste. Facendo questo, possiamo sicuramente ottenere la corona della giustizia ed entrare nel Regno dei Cieli!” Solo fratello Lv e pochi altri erano d’accordo con me, mentre altri fratelli e sorelle si guardavano l’un l’altro. Per un momento, c’è stata tensione durante l’incontro.

Poi fratello Wu mi disse: “Mi dispiace, ma non credo che quello che hai detto sia secondo la volontà del Signore. Sappiamo tutti che i farisei di quel tempo avevano servito per anni Dio Jahvè nel tempio. Hanno anche viaggiato per terra e per mare, soffrendo molto per diffondere il Vangelo ovunque e avendo alcuni buoni comportamenti esteriori. Tuttavia, quando il Signore Gesù è venuto a operare, poterono ancora opporsi a Dio e inchiodare il Signore Gesù sulla croce. Questo è sufficiente a dimostrare che le sofferenze esteriori e i buoni comportamenti non rappresentano fare la volontà del Padre Celeste, né rappresentano la conoscenza e la sottomissione a Dio. Allo stesso modo, oggi soffriamo e spendiamo per il Signore, e abbiamo alcuni buoni comportamenti esteriori, eppure ancora spesso viviamo nel peccato, essendo presuntuosi, traditori ed egoisti, quando incontriamo qualcosa che non è conforme alle nostre conoscenze, possiamo ancora incautamente giudicare, e possiamo anche seguire le tendenze del mondo malvagio e tradire Dio. Per quanto riguarda il nostro vivere così, non siamo ancora quelli che fanno la volontà del nostro Padre Celeste, e non siamo ancora degni di entrare nel Regno dei Cieli”. Tutti i fratelli e le sorelle mormorarono il loro assenso dicendo: “È vero! Ha senso”. Imbarazzato dalla sua replica, mi alzai in piedi con rabbia dicendo: “Ma allora c’è qualcosa di sbagliato nell’impegno secondo quanto disse Paolo? Credo fermamente che se seguiamo le parole di Paolo, entreremo sicuramente nel Regno dei Cieli!”

Ascoltando questo, il fratello più giovane si alzò e disse: “Entrare nel Regno dei Cieli non significa seguire la parola di Paolo, ma seguire la parola del Signore Gesù. Quello che Paolo ci ha insegnato è di non seguire la volontà del Padre Celeste. È il suo punto di vista su un cammino per entrare nel Regno dei Cieli, ed è già andato contro la parola del Signore Gesù. Crederemo che la parola di Paolo sia la verità, o che la parola del Signore Gesù sia la verità? Crederemo nel Signore Gesù o in Paolo? Solo la parola del Signore Gesù è la verità. Poiché crediamo in Dio, dobbiamo prendere la parola del Signore Gesù come norma per entrare nel Regno dei Cieli! Il Signore Gesù disse: ‘Io son la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me’ (Giovanni 14:6). Come credenti di Dio, dobbiamo seguire la parola del Signore Gesù se vogliamo entrare nel Regno dei Cieli. Perché solo il Signore Nostro Gesù è la porta verso il Regno dei Cieli, il Re del Regno dei Cieli. Paolo era solo un apostolo che predicava il Vangelo, una persona corrotta. Così le sue parole non sono la regola per entrare nel Regno dei Cieli. Come puoi credere a ciò che ha detto Paolo piuttosto che alle parole del Signore Gesù? Le parole di Paolo possono rappresentare le parole di Dio?”.

A questo punto, fratello Wang disse con attenzione: “Bene! Paolo non è Cristo. Lui, come noi, è un essere umano corrotto. Ed è anche il capo dei peccatori che hanno resistito a Dio. Quello che ha detto è la parola dell’uomo, non la verità! Come si può paragonare la parola dell’uomo alla parola del Signore Gesù? Come il Signore Gesù non aveva mai visto che la parola di Paolo era la verità, anche se alcune delle parole di Paolo sono conformi alla verità, possiamo solo dire che sono venute per illuminazione dello Spirito Santo. Possono dare un aiuto a fratelli e sorelle, ma non possono mai rappresentare le parole di Dio. Abbiamo sempre esaltato ciò che ha detto Paolo invece di esaltare la parola del Signore Gesù. Come siamo sciocchi!”

Ascoltando queste parole, mi sono sentito senza parole, provando un senso di calore al viso. La loro comprensione mi ha fatto vergognare e mi sono sentito in imbarazzato. Il mio cuore era in fermento, e ero molto triste dentro di me. Per alleviare l’imbarazzo, mi sono alzato per andare a prendere dell’acqua. Poi mi sono detto: ciò a cui si sono uniti è veramente concreto, ed è il vero problema a cui non ho mai pensato in tutti gli anni della mia fede. Potrebbe essere l’illuminazione dello Spirito Santo? O, come potrebbero avere una comprensione così pura? In tutti questi tanti anni, ho sempre agito secondo le parole di Paolo, credendo che la sofferenza e l’azione obbediscano alla volontà del Padre Celeste, e che entrerò sicuramente nel Regno dei Cieli finché continuerò a seguire questa via. Ma ciò che hanno sostenuto oggi è anche il loro fatto. Anche se abbiamo lavorato con fervore per anni, possiamo ancora costantemente peccare. Siamo davvero in grado, con una natura peccaminosa, di entrare nel Regno dei Cieli? Sembra che entrare nel Regno dei Cieli non sia come ho immaginato. Dovrei cercare di essere più cauto piuttosto che mantenere il mio punto di vista. Se davvero imboccherò la strada sbagliata, mi pentirò per tutta la vita.

Quel giorno dopo l’incontro, tornai a casa e continuai a cercare: Ma non possiamo entrare nel Regno dei Cieli operando per il Signore?