Il destino dell’umanità e quello dell’universo sono inseparabili dalla sovranità del Creatore

Dove andrai ogni giorno, cosa farai, in chi o in cosa ti imbatterai, cosa dirai, cosa ti succederà… si può prevedere qualcuna di queste cose? Le persone non possono presagire tutti questi avvenimenti, né tantomeno controllarne l’evoluzione. Nella vita, questi eventi imprevedibili accadono continuamente e sono fenomeni quotidiani. Queste vicissitudini quotidiane e i modi in cui si palesano, o gli schemi secondo cui si svolgono, rammentano costantemente all’umanità che nulla accade per caso, che le conseguenze di queste cose e la loro inevitabilità non possono essere modificate dalla volontà umana. Ogni avvenimento trasmette un’ammonizione dal Creatore all’umanità, e invia anche il messaggio secondo cui gli esseri umani non possono controllare il proprio destino; allo stesso tempo, ogni evento è una confutazione dell’ambizione e del desiderio, entrambi inutili e sfrenati, di prendere in mano il proprio destino da parte dell’umanità. Uno dopo l’altro, questi eventi sono come energici schiaffi che costringono l’umanità a riconsiderare chi, in fin dei conti, governa e controlla il suo destino. Mentre le loro ambizioni e i loro desideri vengono ripetutamente frustrati e distrutti, gli esseri umani arrivano naturalmente a un’accettazione inconsapevole di ciò che il destino ha in serbo, a un’accettazione della realtà, della volontà del Cielo e della sovranità del Creatore. Da queste vicissitudini quotidiane al destino di intere vite umane, non c’è nulla che non riveli i Suoi progetti e la Sua sovranità; non c’è nulla che non invii il messaggio secondo cui “l’autorità del Creatore non può essere superata”, che non trasmetta la verità eterna secondo cui “l’autorità del Creatore è suprema”.

Il destino dell’umanità e dell’universo è intimamente connesso alla sovranità del Creatore, inscindibilmente legato alle Sue orchestrazioni; alla fin fine non può essere separato dalla Sua autorità. Tramite le leggi di tutte le cose, l’uomo arriva a capire l’orchestrazione del Creatore e la Sua sovranità; tramite le regole della sopravvivenza percepisce il Suo governo; dal destino di tutte le cose trae conclusioni sui modi in cui Egli esercita la Sua sovranità e il Suo controllo su di loro; e nei cicli di vita degli esseri umani e di tutte le cose, l’uomo sperimenta davvero le Sue orchestrazioni e le Sue disposizioni per tutte le cose e per tutti gli esseri viventi, e assiste veramente a come quelle disposizioni e orchestrazioni sostituiscano tutte le leggi, regole e istituzioni terrene, tutti gli altri poteri e le altre forze. Alla luce di ciò, l’umanità è costretta a riconoscere che la sovranità del Creatore non può essere violata da alcun essere creato, che nessuna forza può interferire con gli eventi e le cose prestabiliti dal Creatore o alterarli. È secondo queste leggi e regole divine che gli esseri umani e tutte le cose vivono e si moltiplicano, generazione dopo generazione. Non è questa la vera incarnazione dell’autorità del Creatore? Sebbene l’uomo veda, nelle leggi oggettive, la Sua sovranità e il Suo ordinamento per tutti gli eventi e per tutte le cose, quante persone sono in grado di afferrare il principio della Sua sovranità sull’universo? Quante sono in grado di conoscere, di riconoscere e di accettare la Sua sovranità e le Sue disposizioni per il proprio destino e di sottomettervisi davvero? Chi, avendo creduto nella sovranità del Creatore su tutte le cose, crederà e riconoscerà veramente che Egli detta anche il destino della vita umana? Chi è davvero in grado di comprendere il fatto che il destino dell’uomo è nelle mani del Creatore? Il tipo di atteggiamento che l’umanità dovrebbe assumere verso la Sua sovranità, quando affronta il fatto che Egli governa e controlla il destino degli uomini, è una decisione che ogni essere umano ora posto di fronte a questo fatto deve prendere da solo.

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