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Abramo sacrifica Isacco, qual è l’intenzione di Dio dietro questo avvenimento?

Amiamo leggere nella Bibbia la storia dell’offerta che Abramo fece di Isacco. Grazie a questa lettura, tutti noi acquisiamo una certa conoscenza dello stesso Abramo o di Dio, e alcuni ne ricavano un nuovo modo di praticare nella loro fede in Lui. Recentemente ho letto un libro, il quale mi ha permesso di ottenere più comprensione di Dio in questa storia.

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1. La potenza di Dio è insondabile per l’uomo. Nessuno può ostacolare l’opera che Egli intende compiere

Le Scritture riportano che quando Abramo ebbe cento anni e Sara novanta, Dio promise loro un figlio. A quel tempo Abramo si prostrò con la faccia a terra, rise e pensò tra sé: “Nascerà egli un figliuolo a un uomo di cent’anni? E Sara, che ha novant’anni, partorirà ella?” (Genesi 17:17). Per Abramo, ciò era impossibile: è vero, Dio ha creato l’uomo, ma sembra che Egli non sappia che nessuno è in grado di generare figli a questa tarda età. Nella sua immaginazione, Abramo credeva che non avrebbe potuto avere un figlio all’età di 100 anni; perché sia lui che sua moglie Sara, avevano superato l’età per poter generare figli. Dalla nostra prospettiva, anche noi crediamo che sia qualcosa di impossibile per l’uomo. Tuttavia, il fatto contrastò le nozioni di Abramo tanto quanto le nostre: Isacco nacque nell’ora che Dio promise. Per gli umani, è impossibile, ma da Lui può essere realizzato.

Un libro dice: “Dio non interferisce con i pensieri o le conoscenze dell’uomo, ma nemmeno rinuncia ai Suoi piani o abbandona la Sua opera a motivo dell’incredulità o dell’incomprensione umane. Quindi, gli eventi si compiono secondo il piano e i pensieri di Dio. È questo, per l’appunto, che è riscontrabile nella Bibbia: Dio fece in modo che Isacco nascesse nel tempo che Egli aveva stabilito. I fatti provano forse che il comportamento e la condotta umani ostacolarono l’opera di Dio? Niente affatto! La poca fede dell’uomo in Dio, la sua concezione e la sua immaginazione di Dio influirono sulla Sua opera? Per niente! Proprio per niente! Il piano di gestione di Dio non è influenzato da nessun uomo, nessuna cosa e nessun ambiente. Tutto ciò che Egli decide di fare sarà completato e compiuto in tempo e secondo il Suo piano, e nessun uomo potrà interferire con la Sua opera. Dio ignora certi aspetti dell’insensatezza e dell’ignoranza dell’uomo e persino certi aspetti della resistenza parziale dell’uomo o le concezioni umane al Suo riguardo, eseguendo l’opera che deve compiere malgrado tutto” (“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in “La Parola appare nella carne”).

Da queste parole possiamo vedere che l’opera di Dio non venne ostacolata dalla piccola fede di Abramo. Non aveva importanza cosa avrebbe pensato Abramo, Egli avrebbe continuato a realizzare ciò che aveva promesso, secondo il Suo piano. Come la frase “Ma fermerò il Mio patto con Isacco che Sara ti partorirà in questo tempo, l’anno venturo” (Genesi 17:21). Questo rivela l’autorità e il potere di Dio; nessuno può ostacolare le cose che Dio intende realizzare, queste verranno realizzate una dopo l’altra secondo il Suo piano. Questa storia mi ha permesso di vedere che la potenza di Dio è insondabile per l’uomo. Le parole di Dio realizzano tutto. Una volta che Dio parla, qualunque cosa Egli dica, sarà poi realizzata. Proprio come all’inizio, quando Dio creò i cieli e la terra e tutte le cose, Egli disse: “Sia la luce!”, e luce fu. Tutte le cose vanno ad essere in conformità con le parole di Dio. Le Sue parole hanno autorità e potere. Questa è l’indole e l’autorità di Dio, ed è un riflesso della Sua onnipotenza.

Dopo aver compreso l’onnipotenza, la sovranità, l’autorità e il potere di Dio, svilupperemo vera fede in Lui. Quando l’opera di Dio non corrisponde alle nostre nozioni, non la dovremmo misurare, analizzare o scrutinare in base alle nostre considerazioni e immaginazioni. Invece dovremmo obbedire all’opera e alla direzione di Dio, e agire secondo le Sue parole. Questo è la ragione che dovremmo avere, e ciò che noi, in qualità di creature dovremmo fare, proprio come Abramo. Attraverso la sua esperienza egli ha guadagnato vera conoscenza e comprensione sull’onnipotenza e saggezza di Dio; e quando Dio gli chiese di offrire Isacco, egli poté obbedire incondizionatamente. Alla fine, per via della sua sincerità ed obbedienza, ricevette la grande benedizione di Dio: gli promise che la sua prole sarebbe stata tanto numerosa quanto le stelle del cielo, e i granelli di sabbia su una spiaggia.

2. Dio predilige la sincerità e l’obbedienza dell’uomo

Quando Abramo ebbe 100 anni, Dio gli diede un figlio, Isacco. Quando quest’ultimo si trovò nel periodo della sua adolescenza, Dio chiese ad Abramo di offrirlo in sacrificio. In quell’istante, Abramo non discusse con Dio, né si lamentò di Lui, né tanto meno Gli oppose resistenza; invece, fece proprio ciò che Dio aveva chiesto. Le Scritture riportano: “E Abrahamo levatosi la mattina di buon’ora, mise il basto al suo asino, prese con sé due de’ suoi servitori e Isacco suo figliuolo, spaccò delle legna per l’olocausto, poi partì per andare al luogo che Dio gli avea detto” (Genesi 22:3), “E giunsero al luogo che Dio gli avea detto, e Abrahamo edificò quivi l’altare, e vi accomodò la legna; legò Isacco suo figliuolo, e lo mise sull’altare, sopra la legna. E Abrahamo stese la mano e prese il coltello per scannare il suo figliuolo” (Genesi 22:9-10). “Dice Jahvè, che, siccome tu hai fatto questo e non M’hai rifiutato il tuo figliuolo, l’unico tuo, Io certo ti benedirò e moltiplicherò la tua progenie come le stelle del cielo e come la rena ch’è sul lido del mare; e la tua progenie possederà la porta de’ suoi nemici. E tutte le nazioni della terra saranno benedette nella tua progenie, perché tu hai ubbidito alla Mia voce” (Genesi 22:16-18).

Il libro dice, “Che cogliete nella promessa di Dio ad Abramo? Dio elargì grandi benedizioni ad Abramo semplicemente perché egli aveva ascoltato le Sue parole. Sebbene, a prima vista, ciò sembri normale e ordinaria amministrazione, in ciò possiamo discernere il cuore di Dio: Egli apprezza particolarmente l’obbedienza che l’uomo manifesta nei Suoi confronti e ha molto a cuore la comprensione che l’uomo ha di Lui e la sincerità che Gli dimostra” (“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso II” in “La Parola appare nella carne”). “Per Dio, a prescindere che una persona sia grande o insignificante, purché sia in grado di ascoltarLo, di obbedire ai Suoi ordini e a ciò che Egli le affida, e di collaborare con la Sua opera, con la Sua volontà e con il Suo piano, cosicché la Sua volontà e il Suo disegno si possano compiere agevolmente, la condotta di quell’individuo è degna del Suo ricordo e di ricevere la Sua benedizione. Dio tiene molto a queste persone e ha cari i loro gesti, il loro amore e il loro affetto per Lui. Questo è il Suo atteggiamento. Allora perché benedisse Noè? Perché è così che Egli tratta tali azioni e l’obbedienza dell’uomo” (“L’opera di Dio, l’indole di Dio e Dio Stesso I” in “La Parola appare nella carne”).

Da queste parole possiamo vedere che Dio teneva in grande considerazione la sincerità e l’obbedienza di Abramo, e lo benedisse in base a queste due qualità. Nel cuore di Abramo, Dio aveva un posto più importante rispetto a Isacco. Questo è il motivo per cui Abramo potè obbedire a Dio ed offrirGli il suo unico figlio. La sincerità e l’obbedienza di Abramo verso Dio erano proprio ciò che Egli desiderava. Non Gli importava che egli si fosse comportato da sciocco, nè che in precedenza avesse elaborato congetture sul Suo conto o Lo avesse frainteso; tutto ciò di cui Si curava erano la sua sincerità ed obbedienza. Per via della sincerità e dell’obbedienza incondizionata di Abramo, egli venne benedetto da Dio: la sua prole sarebbe stata tanto numerosa quanto le stelle del cielo e i granelli di sabbia su una spiaggia. Da ciò possiamo vedere che nel benedire le persone, Dio ha i Suoi propri principi. Non tutti possono ricevere le benedizioni di Dio; solo coloro che Lo amano, Gli obbediscono e sono in grado di renderGli testimonianza possono.

Poi c’è anche Giobbe, il quale fu benedetto da Dio per averGli reso testimonianza. Quando Dio gli portò via tutte le ricchezze e figli, egli non peccò con la sua bocca, ma pregò il nome di Dio. In seguito, quando il suo corpo si ricoprì di piaghe egli poté continuare ad obbedire a Dio, temerLo ed evitare il male. Quando Giobbe rese tali testimonianze di obbedienza verso Dio, Egli moltiplicò le benedizioni verso di lui, ed estese la durata della sua vita.

Dopo aver conosciuto i principi delle benedizioni di Dio, abbiamo anche alcune comprensioni della Sua indole giusta. Non crederemo in Dio pensando che saremo da Lui benedetti seguendo la massa. Invece, spereremo di poterGli credere ed obbedire come fecero Abramo e Giobbe, perché solo in tale modo potremo ricevere le Sue benedizioni.

Grazie a ciò possiamo comprendere che l’amore di Dio è sconfinato come il cielo e il mare, ed è ricco di misericordia e di amore verso noi esseri umani. Egli non ci rimprovererà e non ci condannerà perché commettiamo piccoli errori o trasgressioni, o perché esprimiamo sul Suo conto congetture, dubbi o incomprensioni. Ciò che Dio apprezza è la nostra sincerità, lealtà e obbedienza. Accade spesso che non riusciamo a comprendere a fondo l’opera di Dio, ma se sappiamo che la Sua essenza è amore e che tutte le Sue intenzioni verso l’uomo sono buone, obbediremo all’opera che Egli compie su di noi. Riceveremo allora per certo le benedizioni di Dio, come accadde ad Abramo.

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