Lettura del giorno: il 18 febbraio 2018 – Genesi 2:16-17

E l’Eterno Iddio diede all’uomo questo comandamento: ‘Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai’.

-Genesi 2:16-17

Riflessioni sul versetto di oggi…

Dio disse all’uomo direttamente cosa poteva e cosa non poteva fare. Attraverso queste semplici parole Dio mostra il Suo amore e il Suo interesse verso noi umani, come i genitori fanno con i propri figli e figlie. Dio Si è reso responsabile dell’uomo dal momento che lo ha creato. Egli spera che l’uomo obbedisca alle Sue parole, viva felicemente sotto la Sua attenzione e protezione e cammini con Lui.

Dio dice: “Puoi dire che questo è il primo comando dato da Dio all’uomo dal momento della Sua creazione. Che cosa significa questo comando? Esprime la volontà di Dio e anche le Sue preoccupazioni per l’umanità. È il primo comando di Dio, ed è anche la prima volta in cui Egli Si preoccupa per l’uomo. Vale a dire, Egli è stato responsabile nei confronti dell’uomo sin dal momento in cui lo ha creato. Qual è la Sua responsabilità? Egli deve proteggere l’uomo e prenderSi cura di lui. Spera che l’uomo possa avere fede e obbedire alle Sue parole. Questa è anche la prima volta in cui Dio ha delle aspettative sull’uomo. Sono queste aspettative a farGli dire: “Mangia pure liberamente del frutto d’ogni albero del giardino; ma del frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male non ne mangiare; perché, nel giorno che tu ne mangerai, per certo morrai”. Queste semplici parole rappresentano la volontà di Dio e rivelano anche che il Suo cuore ha già iniziato a preoccuparSi per l’uomo. Tra tutte le cose, soltanto Adamo venne creato ad immagine e somiglianza di Dio; Adamo è il solo essere vivente nelle cui narici Egli soffiò il Suo alito vitale; egli può camminare e conversare con Dio. Per questo motivo Dio gli diede tale comando, nella quale gli spiegò molto chiaramente ciò che poteva e non poteva fare”.

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