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Cosa è il Vangelo

La parola “Vangelo” significa “buona novella”. Già all’inizio dell’Età della Legge dell’Antico Testamento, Dio chiamò personalmente Mosè e si servì di lui per trasmettere agli Israeliti 613 precetti, al fine di guidarli. Per gli Israeliti, queste leggi erano buone notizie conferite da Dio, il che significava che il Vangelo di Dio era giunto sino a loro. Ciò indicava che Jahvè Dio personalmente li guidava e vividamente appariva in mezzo a loro. Jahvè Dio disse: “Ed uso benignità fino a mille generazioni verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti” (Deuteronomio 5:10). Quindi, fintantoché gli Israeliti avessero riverito Jahvè, rispettando le Sue leggi, e non si fossero allontanati dal Suo Vangelo, sarebbero stati benedetti da Lui generazione dopo generazione.

Alla fine dell’Età della Legge, poiché diventarono sempre più corrotti e persero la loro riverenza per Dio, gli Israeliti si fecero sempre più incapaci di osservare le leggi e peccarono in misura crescente, finché in conclusione le norme di Jahvè Dio non poterono più conseguire in loro i risultati desiderati. Anche se venivano offerti sacrifici per il peccato, le loro colpe non potevano essere perdonate, perché essi commettevano così tanti errori che non c’erano abbastanza bovini e pecore primogeniti senza difetto da offrire, ed essi finirono per presentare sull’altare sacrificale di Jahvè animali zoppi e ciechi. Se avessero continuato in tal modo, i loro peccati sarebbero divenuti più numerosi ed essi sarebbero morti per le maledizioni di Dio, a causa della Sua indole di giustizia. In questa maniera, il significato della creazione dell’uomo da parte di Dio sarebbe finito nel nulla. Quindi, secondo le necessità dell’essere umano corrotto e secondo il piano di gestione di Dio, il Signore Gesù Si incarnò come Figlio dell’uomo e inaugurò l’opera dell’Età della Grazia, che è il Vangelo del Signore Gesù Cristo.

Da dove viene il Vangelo

Ogni credente in Lui sa che, quando il Signore Gesù Si fece carne e venne nel mondo, i pastori nei campi di Betlemme furono i primi ad ascoltare la buona novella del Vangelo. Dio annunciò loro la lieta notizia per mezzo di un angelo: “Non temete, perché ecco, vi reco il buon annunzio di una grande allegrezza che tutto il popolo avrà: Oggi, nella città di Davide, v’è nato un Salvatore, che è Cristo, il Signore” (Luca 2:10-11). Il Signore Gesù compì la Sua opera per tre anni e mezzo. Egli viaggiò attraverso i villaggi della Giudea e predicò il Vangelo del Regno dei Cieli per far pentire l’uomo; inoltre, guarì i malati, scacciò i demoni e compì segni e prodigi; donò anche all’essere umano generose grazie, lo sopportò e lo perdonò; alla fine del Suo percorso fu crocifisso per i peccati dell’umanità e divenne l’offerta per i peccati dell’uomo, completando l’intera opera di redenzione del genere umano. La Bibbia dice: “Poiché Iddio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figliuolo, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Iddio non ha mandato il suo Figliuolo nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui” (Giovanni 3:16-17). Queste parole sono il fulcro del Vangelo nell’Età della Grazia. Quindi, tutti coloro che accettano il Vangelo del Signore Gesù saranno perdonati per i loro peccati, nella misura in cui crederanno in Lui e Lo accetteranno come Salvatore, ammetteranno le proprie colpe e si pentiranno.

Sebbene i nostri peccati siano stati perdonati, la nostra natura peccaminosa persiste ancora. Pertanto, anche se crediamo nel Signore e Lo seguiamo, spesso continuiamo ad andare contro i Suoi insegnamenti, e cediamo ai nostri desideri carnali di commettere peccati, come aspirare alla notorietà e agguantare vantaggi, tramare gli uni contro gli altri, mentire e ingannare, essere malvagi e licenziosi e altro; possiamo, inoltre, seguire la tendenza del mondo, ricercare posizione, successo, guadagno e ricchezza, e indulgere nelle gioie del peccato, vivendo in uno stato di colpa durante il giorno e confessando i nostri errori di notte. Sappiamo che Dio è santo e che se continuiamo a commettere peccati e se non raggiungiamo la purificazione, non potremo entrare nel Regno di Dio. La Bibbia dice: “Siate santi, perché io son santo” (I Pietro 1:16), “[…] e la santificazione senza la quale nessuno vedrà il Signore” (Ebrei 12:14). Dio dice: “Per te, che sei ancora dominato dal tuo vecchio io, è vero che sei stato salvato da Gesù e non sei considerato peccatore grazie alla salvezza di Dio, ma questo non dimostra che tu non sia peccaminoso e non sia impuro. Come puoi essere santo, se non sei stato trasformato? Dentro di te sei assediato dall’impurità, dall’egoismo e dalla cattiveria, eppure vuoi ancora discendere con Gesù e avere una simile fortuna! Hai saltato un passaggio della tua fede in Dio: sei stato solo redento, non sei stato trasformato. Perché tu sia secondo il cuore di Dio, l’opera di trasformazione e di purificazione deve essere compiuta personalmente da Lui; se sei solo redento, non sarai in grado di raggiungere la santità. Di conseguenza, non sarai qualificato per prendere parte alle sante benedizioni di Dio, perché hai saltato un passaggio nell’opera di Dio per la gestione dell’uomo, ossia il passaggio principale per la trasformazione e la perfezione. Pertanto tu, peccatore che è stato solo redento, non puoi ricevere direttamente l’eredità di Dio”. Da queste parole evinciamo che, al fine di salvarci completamente dal peccato e di purificarci e di trasformare la nostra natura peccaminosa, Dio ci porterà ancora il Vangelo, quando giungerà negli ultimi giorni. Proprio come profetizza la Bibbia: “Poi vidi un altro angelo che volava in mezzo al cielo, recante l’evangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra, e ad ogni nazione e tribù e lingua e popolo; e diceva con gran voce: Temete Iddio e dategli gloria poiché l’ora del suo giudizio è venuta” (Apocalisse 14:6-7). Qui, menziona, “recante l’evangelo eterno per annunziarlo a quelli che abitano sulla terra” and “poiché l’ora del suo giudizio è venuta” Pertanto, dobbiamo accettare il Vangelo eterno che Dio ha preparato per noi negli ultimi giorni e accogliere la Sua opera di giudizio in modo che la nostra indole corrotta possa essere purificata e, infine, che possiamo liberarci della nostra natura peccaminosa ed entrare nel Regno di Dio. Possiamo vedere che solo coloro che sono capaci di ricevere questo Vangelo eterno sono i più benedetti.

Quindi, come possiamo ottenere il Vangelo eterno? La Bibbia dice chiaramente: “E sulla mezzanotte si levò un grido: Ecco lo sposo, uscitegli incontro” (Matteo 25:6). Qui la scrittura ci indica la via dell’accettazione del Vangelo: quando il Signore discenderà con esso, ci sarà qualcuno ad annunciare la lieta notizia. Proprio come a quel tempo, il Vangelo del Signore Gesù fu gridato da Giovanni il Battista nel deserto: “E dicendo: Ravvedetevi, poiché il regno de’ cieli è vicino” (Matteo 3:2). Quindi, negli ultimi giorni, quando sentiremo qualcuno là fuori gridare: “Ecco lo sposo, uscitegli incontro”, dovremmo essere vergini sagge e uscire a ricercare e investigare.

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