Come noi cristiani dovremmo affrontare le prove

Di fronte alle prove e agli affinamenti, molti fratelli e sorelle nel Signore rimangono disorientati, non sapendo come affrontarli per rimanere davanti al cuore di Dio. Grazie alla guida di Dio, ho afferrato alcuni principi su questo aspetto attraverso lo studio della Bibbia e la condivisione con i miei fratelli e sorelle nella Chiesa. Ora vorrei condividere questi principi con voi, sperando che possano aiutare coloro che hanno delle prove da affrontare.

In primo luogo, dovremmo capire che tutte le prove e gli affinamenti vengono dalle disposizioni di Dio, e che in loro è contenuto l’amore di Dio, la Sua volontà e le Sue esigenze.

Sappiamo tutti che Dio è il Signore dei cieli, della terra e di tutte le cose. Quindi, quando ci capitano prove e affinamenti, dovremmo innanzitutto credere che sono stati autorizzati da Dio, non dalle disposizioni umane o dalla legge naturale. Al contempo, dovremmo anche essere consapevoli che dietro qualunque cosa Dio faccia si trova il Suo amore per noi. Dio permette alle prove e agli affinamenti di capitarci perché ci sono molte cose dentro di noi che non corrispondono alle Sue intenzioni, come la nostra ribellione e corruzione, i nostri motivi e le nostre adulterazioni nel credere in Lui. Senza prove e affinamenti non è facile cambiare e sbarazzarci di queste cose. Prendiamo Mosè come esempio. All’inizio era pieno di naturalezza, entusiasmo, bontà, ed era una testa calda. Così, quando vide un egiziano che picchiava un ebreo, uccise l’egiziano basandosi sul suo sangue caldo. Con indoli sataniche come questa dentro di lui, molto probabilmente Mosè avrebbe fatto qualcosa che avrebbe interrotto e disturbato l’opera di Dio. Pertanto, Dio lo ha sottoposto a una prova nel deserto per quaranta anni al fine di migliorarsi, durante i quali la sua naturalezza si ridusse gradualmente. In quell’ambiente duro egli, pregando costantemente e invocando Dio, sentì veramente che Dio era dalla sua parte e vide molte delle Sue meravigliose azioni che gli permisero di acquisire la vera conoscenza della Sua autorità e del Suo potere e di sviluppare la vera fede in Lui. Alla fine, fu in grado di obbedire a tutte le orchestrazioni e disposizioni di Dio e fu adatto all’uso che Dio voleva, ossia a condurre gli Israeliti fuori dall’Egitto. Dall’esempio di Mosè, possiamo vedere che qualunque cosa Dio faccia e in qualunque modo ci metta alla prova o ci migliori, la Sua intenzione è di cambiarci e purificarci, ma anche permetterci di vedere la Sua bellezza nelle prove e nell’affinamento, così che possiamo finalmente conoscerLo ed essere perfezionati da Lui. Proprio come dice la Bibbia, “Nel che voi esultate, sebbene ora, per un po’ di tempo, se così bisogna, siate afflitti da svariate prove, affinché la prova della vostra fede, molto più preziosa dell’oro che perisce, eppure è provato col fuoco, risulti a vostra lode, gloria ed onore alla rivelazione di Gesù Cristo” (I Pietro 1:6-7).

Inoltre, durante le prove, dovremmo venire davanti a Dio, pregare e cercare la Sua volontà, e obbedire alla Sua opera.

Quando ci capita di dover affrontare una prova, dovremmo prima accettarla e obbedire a questa situazione, quindi placare i nostri cuori davanti a Dio per pregare e cercare la Sua volontà. Questo è un importante principio di pratica. Qual è la volontà di Dio, quale aspetto delle nostre indoli corrotte Dio deve risolvere, cosa vuole perfezionare in noi, quali verità dovremmo comprendere e come testimoniare per soddisfare Dio: tutto ciò può essere compreso solo quando obbediamo all’opera di Dio e ritorniamo nel nostro spirito, ci plachiamo davanti a Dio, preghiamo sinceramente e cerchiamo Dio per ottenere l’illuminazione dello Spirito Santo. Se non preghiamo Dio durante le prove, non ci sarà modo di ottenere l’illuminazione dello Spirito Santo, quindi non saremo in grado di comprendere il significato della prova a cui Dio ci sottopone e potremo facilmente fraintendere e lamentarci di Lui, perdendo la nostra testimonianza. Pertanto, è molto importante pregare Dio, cercare la verità e afferrare la Sua volontà durante le prove. Quando Giobbe fu processato, il suo bestiame fu rubato e la calamità colpì i suoi figli, e venne trasformato da uomo ricco a un nullatenente da un giorno all’altro. Giobbe, tuttavia, obbedì a una situazione del genere in modo razionale e calmo. Come è scritto nella Bibbia: “Allora Giobbe si alzò e si stracciò il mantello e si rase il capo e si prostrò a terra e adorò e disse: ‘Nudo sono uscito dal seno di mia madre, e nudo tornerò in seno della terra; Jahvè ha dato, Jahvè ha tolto; sia benedetto il nome di Jahvè’” (Giobbe 1:20-21). Dalla condotta di Giobbe, vediamo che aveva un cuore che riveriva Dio durante le prove: prima di comprendere la volontà di Dio, non saltò incautamente a conclusioni, ma fu in grado di sottomettersi, pregare Dio e cercare la Sua volontà. Cercando, arrivò a comprendere che la proprietà, i figli e la nostra stessa vita sono tutti donati da Dio, e che è perfettamente naturale che Dio possa portarceli via. Quindi non si lamentò di Dio, ma piuttosto Gli offrì i suoi ringraziamenti e le sue lodi, facendosi portavoce di una testimonianza bella e clamorosa. Questo comportamento di Giobbe di fronte alle prove è degno della nostra emulazione.

Terzo, dovremmo avere una fede incrollabile per essere testimoni di Dio, ed è preferibile maledire noi stessi che lamentarsi di Dio.

Durante le prove, se non comprendiamo ancora la volontà di Dio o non sappiamo cosa fare dopo ripetute preghiere, allora dovremmo avere la risoluzione di sopportare le difficoltà e mantenere la nostra fede e obbedienza verso Dio. Non importa quanto sia incompatibile l’opera di Dio con le nostre nozioni, non dovremmo né fare le nostre scelte o avere richieste né lamentarci di Dio, ma dovremmo invece sottometterci alle Sue disposizioni, mantenere la nostra lealtà e adempiere ai nostri doveri al meglio delle nostre capacità. Anche se non siamo in grado di svolgere i nostri doveri, dovremmo continuare a leggere le parole di Dio e avvicinarci a Lui nei nostri cuori. Quando affidiamo tutto ciò che abbiamo a Dio, comprese il nostro futuro e le nostre destinazioni, e decidiamo di essere testimoni di Dio nelle prove, Dio ci apparirà. Pensiamo a Giobbe, che si è trovato di fronte a numerose prove. Prima fu spogliato di tutte le sue proprietà e dei suoi figli e poi lui stesso ebbe dolorosi lividi dappertutto; ma nonostante soffrisse un dolore insopportabile e non sapesse perché quelle situazioni gli capitassero, fu in grado di obbedire alle disposizioni di Dio senza chiederGli di rimuovere tali situazioni. Mantenne la sua vera fede in Dio e preferì maledire sé stesso piuttosto che lamentarsi di Dio. Anche quando sua moglie gli chiese di abbandonare Dio e morire, non disse nulla per non offenderLo. Poiché Giobbe non aveva mai rinnegato Dio o si era lamentato di Lui, ma Lo aveva sempre lodato e adorato, testimoniando per Lui, Dio alla fine gli apparì e lo benedisse con il doppio della fortuna e degli anni di vita che aveva in origine.

In breve, se riusciamo a praticare questi tre principi quando veniamo sottoposti a prove e affinamenti, credo che saremo sicuramente in grado di essere testimoni di Dio e di ottenere molto dalle prove a cui ci sottopone.


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