Testimonianze di fede – La Storia di un Uccello e di un Aquilone

Traduzione di Mara Fucile
Mi chiamo Hans e sono un uccello. Il cielo è la mia casa e ho molti compagni. Ogni mattina, i miei compagni e io spieghiamo le ali e cantiamo canzoni per accogliere il sole nascente. Ci libriamo in cielo e facciamo una gara per vedere chi vola più in alto. ci rincorriamo con piacere e il cielo è irradiato dalle nostre risate luminose. A volte passavamo agilmente attraverso la foresta e ci prendevamo una pausa sui rami degli alberi quando ci sentivamo stanchi. Vedevo un verme contorcersi su una foglia, e volavo rapidamente per catturarlo con il mio becco. Poi ho mostrato con orgoglio il mio guadagno ai miei compagni. Allo stesso tempo, mi hanno invitato a prendere le bacche mentre le raccoglievano. Vivevamo felici senza tristezza e ansia ogni giorno.

La Storia di un Uccello e di un Aquilone

Un giorno, i miei compagni e io, come al solito, gareggiavamo l’uno contro l’altro per vedere chi era in grado di volare più alto. Proprio quando volai in alto e mi tuffai, vidi un uccello speciale con grandi occhi e piume dai colori vivaci, e una lunga corda legata sullo stomaco. Mantenendo lo stesso gesto ed espressione, volava nel cielo per tutto il tempo. Ho salutato, ma non mi ha risposto, è stato solo collegato da una corda volando, che mi ha sorpreso e così gli girai intorno tutto il tempo. Nei giorni successivi potevo vederlo e continuavo a parlarci, ma non diceva una parola. Il mio amico Jim mi ha detto che era un aquilone, fatto da persone e che se voleva volare, doveva essere con l’aiuto del vento e di una corda. Di notte, quando ricordavo le belle piume dell’aquilone, ero incredibilmente invidioso; al contrario, guardando le mie piume grigiastre e ordinarie, sospiravo: ahimè! Perché la mia forma è così comune? Inconsciamente, ero preoccupato da questo problema. Anche se giocavo con i miei compagni, non ero coinvolto dai loro giochi come un tempo. Jim mi diede un consiglio: potevo dire a Dio cosa c’era nel mio cuore e Egli mi avrebbe consolato. Versavo tutte le mie preoccupazioni a Dio ogni notte, ma non mi dava risposta in quel momento.

Il sole sorge ancora ad est. Quando volai in cielo, vidi di nuovo il grazioso “uccello”. Sentii che ogni volta che lo vedevo, il cuore mi bruciava. Poi, improvvisamente, le nuvole si stavano radunando e il vento stava soffiando una tempesta mista a pioggia. Spostandosi da sinistra a destra, l’uccello si mosse barcollando, dirigendosi verso il basso e rapidamente precipitò bruscamente nella foresta. I miei compagni mi hanno ricordato che stava per piovere e quindi dovevo trovare un rifugio. Vedendo alberi e fiori tutti, alzarono la testa per accettare il battesimo del vento e della pioggia, ed io mi nascosi in fretta in un albero cavo. Una nebbia leggera avvolgeva la foresta, e l’aria era fresca e profumata grazie agli alberi verdi e all’erba. La pioggia si fermò, le foglie divennero sempre più verdi e la foresta risuonò di nuovo con i canti dei miei compagni. Sentendo ciò, agitai le mie ali per inseguirli.

Amico mio, indovina cosa ho visto? L’uccello! Oh! Per essere precisi, il bellissimo aquilone! Era ferito, appeso debolmente sul ramo, parecchi buchi sul corpo, e le sue penne splendenti erano bagnate dalla pioggia, molto sporche, gocciolavano giù nell’acqua fangosa. Ora, la sua presunzione ed eleganza nel cielo sono perdute.

Di notte, continuavo a pregare a Dio, e Lui mi ha detto come ha creato i cieli, la terra e tutte le cose. Le Sue parole mi hanno commosso. Dio dice, “Come il mare non era più silenzioso, così la vita cominciò a popolare anche i cieli. Uno dopo l’altro, dalla terra si librarono in cielo uccelli grandi e piccoli. Diversamente dalle creature del mare, avevano ali e piume a ricoprire la loro figura snella e aggraziata. Battevano le ali, esibendo orgogliosamente e altezzosamente il piumaggio splendido e le funzioni e capacità speciali conferite loro dal Creatore. Si innalzavano liberamente e facevano la spola con abilità fra cielo e terra, su pianure e foreste… Erano i prediletti dell’aria, i prediletti di tutte le cose. Presto sarebbero divenuti il legame fra cielo e terra e avrebbero trasmesso messaggi a tutte le cose… Cantavano, balzavano gioiosamente qua e là, portavano allegria, risate ed esuberanza a questo mondo un tempo vuoto… Usavano il loro canto netto e melodioso, usavano le parole del loro cuore per lodare il Creatore per la vita loro conferita. Danzavano allegramente per manifestare la perfezione e la miracolosità della creazione operata dal Creatore, e avrebbero dedicato l’intera loro vita a testimoniare la Sua autorità mediante quella vita speciale che Egli aveva loro conferito…”. “Fra tutti gli esseri del creato, dai grandi ai piccoli, dai piccoli ai microscopici, non ve ne era alcuno che non fosse stato creato dall’autorità e dalla potenza del Creatore, e nell’esistenza di ogni creatura vi erano necessità e valore unici e intrinseci. A prescindere dalle differenze di forma e struttura, era sufficiente per loro essere stati creati dal Creatore per esistere sotto l’autorità del Creatore”. Dio ha creato i cieli e la terra e tutte le cose, ha creato piante e animali. Tutto ciò che ha creato ha una vita, e ogni tipo di creazione non solo ha una propria forma e leggi per la propria esistenza, ma anche il suo significato. Tuttavia, ciò che l’umano crea non ha una vita. Anche se l’aspetto è risplendente e abbagliante, non può sopportare la prova del tempo e delle onde tempestose. Dalle parole di Dio, sapevo di essere il favorito del cielo, il preferito di tutte le cose. Mi ha donato la vita, mi ha permesso di sbattere le ali per volare nel caldo abbraccio di Dio, di usare il mio canto per lodare Dio, lodando la Sua autorità e la Sua saggezza. Tutto quello che mi appartiene è di Dio; nondimeno, non ho espresso la mia gratitudine a Dio, e persino mi sono sentito irritato dal mio aspetto ordinario. In quel momento, mi vergognavo di essere stato abbastanza vanaglorioso. Il motivo per cui ho avuto problemi è che non ho ubbidito a Dio. Oh, Dio, Ti prego, perdonami!

La parola di Dio mi ha reso felice di nuovo. Nei giorni seguenti, respiro l’aria che Dio dona, godo del sole, volo libero nel cielo. Userò le mie canzoni e ballerò, userò la mia vita e il mio cuore per lodare Dio!

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