Cosa rappresentano i vincitori citati nella Bibbia?

Traduzione di Thea Marazzita
Ogni credente nel Signore vuole essere una persona che segue la Sua volontà, essere un vincitore, uno dei 144.000 figli maschi vincitori. Parlando dei vincitori, alcuni fratelli e sorelle direbbero: finché manteniamo il nome del Signore, ci prodighiamo nell’opera per Lui e ne siamo testimoni in ogni persecuzione e tribolazione, saremo i vincitori, saremo rapiti nel Regno dei Cieli quando il Signore ritornerà. Questi pensieri sono corretti? Cosa rappresentavano in realtà i 144.000 figli maschi vittoriosi, vale a dire i 144.000 vincitori?

Leggiamo alcuni versi: “Poi vidi, ed ecco l’Agnello che stava in piè sul monte Sion, e con lui erano centoquarantaquattromila persone…” (Apocalisse 14:1). “Essi son quelli che vengono dalla gran tribolazione, e hanno lavato le loro vesti, e le hanno imbiancate nel sangue dell’Agnello” (Apocalisse 7:14). “Perché l’Agnello che è in mezzo al trono li pasturerà e li guiderà alle sorgenti delle acque della vita; e Iddio asciugherà ogni lagrima dagli occhi loro” (Apocalisse 7:17). “Chi vince io lo farò una colonna nel tempio del mio Dio, ed egli non ne uscirà mai più; e scriverò su lui il nome del mio Dio e il nome della città del mio Dio, della nuova Gerusalemme che scende dal cielo d’appresso all’Iddio mio, ed il mio nuovo nome” (Apocalisse 3:12). Grazie a queste profezie, possiamo capire che i 144.000 vincitori sono coloro che si liberano dalla grande tribolazione. Hanno ricevuto la guida dell’agnello al cospetto del trono e ottenuto la realtà della verità; hanno lavato le proprie vesti, sono stati purificati da Dio, hanno vissuto nella nuova città santa di Dio e hanno goduto della Sua grazia speciale. Il che vuol dire che i vincitori non rappresentavano coloro in grado di soffrire e sacrificarsi per il Signore, ma coloro che, senza ritirata, riuscivano ad aggrapparsi al nome del Signore nelle persecuzioni e tribolazioni. Solo se otteniamo il nuovo nome di Dio, la Sua parola e la Sua verità della vita, ci liberiamo dai nostri peccati e veniamo purificati e trasformati, e possiamo sperare di diventare uno dei 144.000 figli maschi vittoriosi.

Perciò è evidente che i nostri pensieri precedenti a riguardo dei vincitori non avevano alcun fondamento. Questo perché sebbene abbiamo fatto qualche sacrificio e qualche buona azione esteriormente durante i molti anni in cui abbiamo creduto nel Signore, spesso soppesiamo nel nostro cuore se questi sacrifici potranno essere ripagati con la benedizione dell’entrata nel Regno dei Cieli, per ricevere cento volte tanto nell’era presente e l’eterna vita nell’era a venire. Nonostante le buone azioni, nessuno di noi credenti nel Signore è stato purificato, viviamo ancora commettendo peccati durante il giorno, confessandoli poi la sera. Abbiamo creduto per anni nel Signore, eppure non abbiamo ancora una vera conoscenza di ciò che Egli è. Siamo ancora arroganti e presuntuosi, guardiamo i fratelli e le sorelle dall’alto al basso. Crediamo nel Signore esternamente, eppure non abbiamo un luogo per Lui nel nostro cuore; veneriamo le persone famose, che danno un’ottima immagine di sé e che parlano in modo arrogante; adoriamo l’uomo, lo ergiamo a modello, lo riveriamo… dimenticandoci della reverenza per Dio. Esternamente, continuiamo a ripetere che cammineremo lungo la via del Signore, ma non abbiamo tolleranza né pazienza con i fratelli e le sorelle. Per ottenere notorietà e rango, complottiamo addirittura contro di loro, aizziamo gelosia e conflittualità tra di loro, e così via. Se i nostri pensieri sono malvagi per tutta la giornata, come possiamo essere vincitori? Perciò, i nostri punti di vista si dimostrano errati.

In realtà, i veri vincitori sono coloro che si liberano totalmente dal peccato e vengono purificati, che sono compatibili con Dio e in grado di sottomettersi a Lui fino alla morte. Sono perfetti agli occhi di Dio. Proprio come riportato nella Bibbia, Giobbe vinse la tentazione di Satana e fu testimone di Dio. Camminò lungo la via di Dio, temendoLo ed eludendo il male; aveva una conoscenza pura di Dio e della vita vittoriosa. Giobbe fu in grado di obbedire totalmente a Dio e di esserGli fedele, indipendentemente da come Egli operò; non si lamentò né perse la vera fede in Dio, rimanendone testimone, indipendentemente dai tormenti infertigli da Satana. Un altro esempio: Pietro amava Dio con tutto il cuore, Gli obbedì fino alla fine e fu crocifisso a testa in giù per Lui, dimostrando una testimonianza meravigliosa e vera di Dio. Come possiamo vedere, essi sono i bravi soldati di Cristo, coloro che hanno trionfato contro Satana.

I 144.000 figli maschi vincitori profetizzati nell’Apocalisse sono un gruppo di persone rese perfette da Dio di fronte ai disastri. Questo gruppo di persone sono quelle guidate da Dio stesso. Proprio come è scritto nella Bibbia: “Chi ha orecchio ascolti ciò che lo Spirito dice alle chiese. A chi vince io darò della manna nascosta, e gli darò una pietruzza bianca, e sulla pietruzza scritto un nome nuovo che nessuno conosce, se non colui che lo riceve” (Apocalisse 2:17). Jahvè disse: “E anche sui servi e sulle serve, spanderò in quei giorni il mio spirito” (Gioele 2:29). Da questi versi possiamo capire che alla fine dei giorni, lo stesso Spirito Santo parlerà offrendo la verità all’uomo. Quando sentiranno la voce di Dio, le vergini sagge accoglieranno il Signore e Lo festeggeranno, ottenendo da Lui la manna segreta e un nuovo nome. Dio stesso li condurrà e li nutrirà, cosicché essi possano ottenere la verità e la vita dall’Agnello, e il loro spirito sia pulito come le loro vesti. Avendo la verità come realtà della loro vita, potranno vincere qualsiasi tentazione di Satana e mostrare una prova di trionfo per Dio. Non vivranno di miracoli, ma piuttosto delle parole dell’Agnello, e comprenderanno sinceramente Dio e la vera fede in Lui. Per questo si dice siano un gruppo di persone che si liberano dalla grande tribolazione e i primi frutti creati completi da Dio. Questo gruppo di persone sono i vincitori di cui parla Dio: sono coloro che entreranno nel Suo Regno per ricevere in eredità la vita eterna.