Lettura del giorno: il 30 giugno 2018 -Matteo 16:19

Io ti darò le chiavi del regno dei cieli; e tutto ciò che avrai legato sulla terra sarà legatone’ cieli, e tutto ciò che avrai sciolto in terra sarà scioltone’ cieli.

-Matteo 16:19

Riflessioni sul versetto di oggi…

Ogni volta che vedevo questo versetto, pensavo: i dodici discepoli erano tutti seguaci del Signore Gesù, ma solo Pietro disse che il Signore Gesù era il Cristo, il Figlio del Dio vivente. La risposta di Pietro fu la più corretta, e anche la più gradita al Signore Gesù. Poiché solo Pietro aveva una certa conoscenza di Dio, il Signore gli diede le chiavi del Regno dei Cieli. Allora, poiché erano tutti i discepoli del Signore Gesù, perché solo Pietro, in quel tempo, riconobbe Gesù come Cristo?

Le parole di Dio mi danno la risposta: “Durante il tempo in cui seguì Gesù, Pietro osservò e prese a cuore ogni aspetto della Sua vita: le Sue azioni, le Sue parole, i Suoi gesti e le Sue espressioni. Ebbe così modo di comprendere profondamente che Gesù non era un uomo comune. Sebbene il Suo aspetto umano fosse del tutto normale, Egli era pieno di amore, compassione e tolleranza nei confronti dell’uomo. Tutto quello che faceva o diceva era di grande aiuto agli altri e, al Suo fianco, Pietro vide e apprese cose che non aveva mai visto né avuto prima. Vide che, sebbene Gesù non avesse una statura solenne né una umanità inconsueta, era circondato da un’aura straordinaria e fuori dal comune. Sebbene Pietro non fosse in grado di spiegarlo appieno, poteva vedere che Gesù Si comportava in modo diverso da qualsiasi altra persona, poiché le cose che faceva erano molto diverse da quelle delle persone ordinarie”.

Dalle parole di Dio ci rendiamo conto che: non è un caso che Pietro riconosca il Signore Gesù come Cristo; in realtà, è strettamente legato alla sua attenta osservazione delle azioni del Signore Gesù e del Suo essere e dei Suoi averi nella vita quotidiana. Durante il periodo del lavoro del Signore Gesù, Pietro visse con il Signore Gesù e mangiò con Lui. Egli si concentrò nell’osservare ogni azione e parola del Signore Gesù nella vita quotidiana, e da questo apprezzò con il cuore la indole e le emozioni di Dio che il Signore Gesù rivelò. In particolare, Pietro prestò particolare attenzione alle parole del Signore Gesù, nelle quali spesso cercava la verità e cercava la Sua volontà. Egli scoprì che ogni parola pronunciata dal Signore Gesù era la verità, e poteva offrire alle persone la fonte della verità e della vita, e che nessun’altro poteva pronunciare tali parole. Egli ha anche conosciuto gradatamente l’indole di Dio e ciò che Dio ha e ciò che è dalle parole e dall’opera del Signore Gesù. E vide che anche se il Signore Gesù sembrava un essere umano ordinario, e non era fisicamente imponente né nato nel palazzo o in una famiglia nobile come il popolo immaginava, ciò che esprimeva era la verità che non era in mano a persone corrotte, ed era dotato di tutto ciò che Dio ha ed è. La Sua tolleranza e la Sua misericordia per l’umanità erano senza limiti, ma Egli rimase umilmente nascosto e cenò con i peccatori. Non era arrogante, non era egoista, e non aveva traccia di alcuna corrotta indole degli esseri umani. Fu attraverso ogni dettaglio del suo contatto con il Signore Gesù che Pietro riconobbe il Signore Gesù come Cristo, il Figlio del Dio vivente. Alla fine, grazie alla sua conoscenza di Dio, Pietro fu approvato dal Signore, che gli diede le chiavi del Regno dei Cieli e gli affidò la missione di custodire il gregge.

Mi ha anche fornito un po’ di spunto: se vogliamo raggiungere la vera conoscenza di Dio, dobbiamo concentrarci sulla parola di Dio. Perché è attraverso la Sua parola che Dio ci permette di conoscere il Suo essere e i Suoi averi, la Sua indole, la Sua volontà, le Sue esigenze nei confronti dell’uomo, e così via. Che tutti noi possiamo cercare la verità e cogliere le intenzioni di Dio più nella parola di Dio come Pietro, vivere l’opera di Dio per acquisire la conoscenza della indole di Dio, e cercare di essere una persona che conosce Dio.

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