Rivela il mistero: la Bibbia è ispirata da Dio?

Tutti noi mostriamo il più assoluto rispetto nei confronti della Bibbia. Per migliaia di anni, nessun altro libro è mai stato in grado di prendere il suo posto sacro nel cuore dei cristiani. Da quando ho iniziato a credere nel Signore, i pastori e gli anziani mi hanno sempre detto: “La Bibbia è l’unico nostro standard di vita e credo, e ogni singola parola al suo interno fu ispirata da Dio, senza possibilità di errore”. In seguito notai che 2 Timoteo 3:16 riporta: “Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia”. Da quel momento credetti ancora di più che “la Bibbia è ispirata da Dio”.

Ad ogni modo, l’altro giorno, mentre guardavo il forum del gruppo, vidi che un fratello aveva postato: “La visione secondo cui ‘la Bibbia è ispirata da Dio’ è in linea coi fatti? È basata sulle parole di Dio? Parliamone insieme stasera”. Il titolo mi attrasse subito, e pensai: “Com’è possibile che non sia corretto?” Postai immediatamente un messaggio di risposta. Il fratello rispose poco dopo:

“Ciao! Per quanto riguarda la domanda ‘Tutta la Scrittura è divinamente ispirata?’, io ho una mia visione: prima di tutto, dovremmo sapere qual era il contesto in cui Paolo disse ‘Ogni scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia’ (2 Timoteo 3:16). Stando ai fatti storici, quando Paolo scrisse a Timoteo esisteva solo il Vecchio Testamento. Il Nuovo Testamento non era ancora stato unito in forma di libro, e c’erano solo dozzine di lettere conservate nelle chiese. Le parole di Paolo, quindi, si riferiscono al Vecchio Testamento, perché solo quello era considerato Scrittura dagli Israeliti. Il Nuovo Testamento fu compilato solo dopo il 300 d.C, quando i capi di quelle chiese si riunirono. Credevano che gli ultimi giorni fossero prossimi, e che avrebbero dovuto raccogliere le parole del Signore Gesù e le lettere degli apostoli, unirli in un libro come il Vecchio Testamento e consegnarlo ad ogni chiesa. Raccolsero quindi le lettere scritte dai discepoli e gli apostoli del Signore Gesù. Infine, attraverso studio e varie conferme, selezionarono 27 lettere in qualità di canone del Nuovo Testamento e lo unirono al Vecchio Testamento, formando ciò che conosciamo come Bibbia. Così furono scritti il Vecchio e il Nuovo Testamento”.

Pensai che la risposta del fratello avesse senso. Non avevo mai considerato il contesto delle parole di Paolo, la Bibbia sul tavoloe credevo per giunta che l’intera Bibbia fosse stata ispirata direttamente da Dio, motivo per cui prestavo molta attenzione a tutto ciò che era scritto nel Nuovo Testamento e lo consideravo parola di Dio. Solo in quel momento realizzai che le parole di Paolo, “Tutta la Scrittura è divinamente ispirata”, si riferivano in realtà al Vecchio Testamento. Mentre riflettevo, vidi che il fratello aveva mandato un altro messaggio:

“Inoltre, anche per quanto riguarda il Vecchio Testamento, non possiamo sostenere che sia stato ispirato interamente da Dio. Esaminando la Bibbia possiamo vedere che solo ciò che Jahvè disse ai profeti di riportare sono le parole di Dio. Dio non ha mai detto che l’intera Bibbia è stata ispirata direttamente da Lui: non è mai stato detto nei Profeti, non l’ha mai detto il Signore e gli apostoli non hanno mai detto che le loro lettere e testimonianze fossero ispirate da Dio, tanto meno osavano dire che erano le parole di Dio. Questi sono i fatti. Eppure, in seguito, tutti i credenti iniziarono a credere che il Vecchio e il Nuovo Testamento, benché scritti da uomini, fossero stati ispirati direttamente da Dio. Chiediamoci, allora: questa concezione è basata sui fatti?”

“Invero non è basata sui fatti, poiché non è supportata dalla parola di Dio e ancor meno dalla realtà”, mi affrettai a rispondere. Lui rispose:

“‘Tutta la Scrittura è divinamente ispirata’ e ‘Tutte le parole nella Bibbia sono parole di Dio’ sono opinioni umane. Il Signore disse:” Voi investigate le Scritture, perché pensate aver per mezzo d’esse vita eterna, ed esse son quelle che rendon testimonianza di me” ; (Giovanni 5:39). Le parole del Signore ci fanno comprendere che la Bibbia è una testimonianza di Dio e una registrazione del Suo operato: questi sono i fatti. Ogni fase dell’opera di Dio è accompagnata dalla guerra tra Dio e le malvage forze di Satana; tutto ciò che è stato trascritto nella Bibbia è basato sull’opera di Dio, quindi non ci sono solo le parole di Dio nella Bibbia, ma anche le parole di varie persone e di Satana: questo è un fatto che nessuno può negare. A parte le parole di Jahvè Dio e del Signore Gesù, e quelle che Dio ha rivelato ai profeti, la maggior parte delle altre parole della Bibbia sono solo registrazioni storiche ed esperienze umane. Di conseguenza, il pensiero secondo cui ‘Tutta la Scrittura è divinamente ispirata e contiene solo parole di Dio’ non è basato sui fatti. Se noi umani siamo davvero in grado di glorificare Dio e possediamo un cuore che lo adora, allora sarà impossibile per noi considerare le parole dell’uomo nella Bibbia come parole di Dio, e ancor meno ritenere le persone usate da Dio come Sue eguali. Non sarebbe blasfemia?”

Il suo discorso mi fece capire meglio la questione. È vero, non importa se nel Vecchio o nel Nuovo Testamento: la gran parte del contenuto è una trascrizione dell’opera di Dio. In essa è contenuta qualche parola di Dio, ma è solo una piccola parte. Per il resto, alcune parole descrivono eventi, altre sono proferite da uomini e altre ancora provengono da Satana. Se trattiamo tutte queste parole come le parole di Dio, non sono questi concetti confusi o una comprensione assurda? Noi uomini siamo parte della creazione, come possiamo paragonarci a Dio? Questo è un problema serio. Mentre riflettevo ricevetti un altro messaggio, e questo mi aiutò a comprendere ancora meglio la gravità delle mie concezioni.

Scrisse: “Quali conseguenze deriveranno dall’insistere a dire che le parole dell’uomo sono in realtà parole di Dio? L’intero mondo religioso considera le parole dell’uomo come parole di Dio. I sermoni, le comunicazioni e le testimonianze citano sempre più le parole dell’uomo e sempre meno quelle di Dio. Le parole degli uomini si conformano di più alle nostre concezioni e idee, quindi noi tutti preferiamo accettare e citare quelle. Di conseguenza, le parole di Dio sono state involontariamente annullate. Ma questo non equivale a tradire o resistere a Dio? Non equivale ad essere ostili a Dio? Non stiamo cadendo nei tranelli malvagi di Satana? Questo è un problema serio. Gesù gli disse: ‘Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me’ (Giovanni 14:6). Da questo capiamo che le parole di Dio sono verità e vita. Cosa sono, allora, quelle dell’uomo? Obbedire alle parole di Dio ci permette di entrare nel Regno dei Cieli e guadagnare la vita eterna. Possiamo meritarci la vita eterna se ci rimaniamo alle parole dell’uomo? Rinnegare le parole di Dio non significa anche rinunciare all’opportunità di entrare nel Regno dei Cieli e godere della vita eterna?”

La sua risposta mi sorprese: non avevo mai pensato che rimanere la mia concezione potesse essere tanto grave. Dopo attenta riflessione capii che era vero. La nostra credenza che tutte le parole nella Bibbia siano ispirate direttamente da Dio ci porta a cercare di imprimerci ogni singola parola nella mente, così che mentre leggiamo finiamo per prestare poca attenzione alle vere parole di Dio. Ma le Sue parole sono più profonde, richiedono un prezzo più alto per essere messe in pratica, mentre le parole dell’uomo sono facili da capire e praticare, ed essendo più simili ai nostri stessi pensieri tendiamo naturalmente a preferirle. Proprio come il Signore Gesù disse: “Non chiunque mi dice: Signore, Signore, entrerà nel regno dei cieli, ma chi fa la volontà del Padre mio che è ne’ cieli” (Matteo 7:21). Ma Paolo disse: “se con la bocca avrai confessato Gesù come Signore, e avrai creduto col cuore che Dio l’ha risuscitato dai morti, sarai salvato; infatti col cuore si crede per ottener la giustizia e con la bocca si fa confessione per esser salvati” (Romani 10:9-10). Stando alle parole del Signore Gesù, solo seguendo la via di Dio potremo entrare nel Regno dei Cieli e meritarci la vita eterna, ma ciò richiede il pagamento di un prezzo molto alto e si accompagna a sofferenza. Stando invece alle parole di Paolo, entreremo nel Regno dei Cieli facendo affidamento sulla grazia divina e non dovremo pagare alcun prezzo. È naturale che scegliamo di credere alle parole di Paolo, mettendo invece da parte quelle del Signore. Nella nostra vita non ci impegniamo a ricercare la volontà di Dio o il modo migliore di mettere in pratica le Sue richieste. Pensaci, il Signore è il Re del Regno dei Cieli: potremo mai essere approvati da Dio se non crediamo in Lui sulla base dei requisiti del Signore Gesù? Quando per Dio verrà il tempo di giudicare gli umani con le Sue parole e di separarli per specie, premiando i buoni e punendo i cattivi, allora capiremo che ciò su cui facevamo affidamento non erano le parole di Dio, i Suoi requisiti per noi, e allora piangeremo e digrigneremo i denti e ci batteremo il petto. Anche solo pensarci è terribile.

Non riuscivo a smettere di sospirare. Il discorso del fratello era ben fondato e mi faceva discernere ‘Tutta la Scrittura è divinamente ispirata da Dio’ Ora capivo che durante le scritture della Bibbia avrei dovuto concentrarmi sulle parole di Dio. Solo le Sue parole sono la verità, la vita e la via, l’unico standard da rispettare per entrare nel Regno dei Cieli. Anche con l’ispirazione e l’illuminazione dello Spirito Santo e avvicinandosi alla verità e alla volontà divina, le parole dell’uomo non possono comunque essere considerate come le parole di Dio e la verità, Se ci limitiamo ad ascoltare le parole dell’uomo senza mettere in pratica quelle di Dio, allora percorreremo la nostra personale strada che potrebbe persino portarci a tradire Dio e a resisterGli. Quando incontriamo dei problemi che non capiamo abbiamo davvero bisogno di discutere con chi comprende la verità.…

Traduzione di Elisa Stucchi


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